Un regolamento regionale nato per disciplinare aspetti igienico-sanitari si sta trasformando, nei fatti, in un intervento politico che rischia di stravolgere il settore delle onoranze funebri in Umbria, penalizzando le imprese artigiane e snaturando il rapporto umano con le famiglie in lutto. È la denuncia di ANIFA, che ha formalmente contestato alla Regione Umbria l’impostazione del provvedimento in discussione. Secondo l’associazione, un regolamento sanitario non può essere utilizzato per introdurre requisiti strutturali alle imprese funebri operanti in regime di libera concorrenza.
“Si sta forzando il perimetro normativo per imporre scelte che nulla hanno a che vedere con la sanità”, afferma ANIFA. “Il risultato è un tentativo evidente di spingere il settore verso una standardizzazione industriale, a discapito delle imprese artigiane e della qualità del servizio reso alle famiglie”. Per l’associazione, si tratta di un intervento che rischia di avere effetti pesanti sul territorio: “Decine di attività umbre potrebbero essere messe in difficoltà o espulse dal mercato, con conseguenze dirette anche per i cittadini, che vedrebbero ridursi un servizio fondato su prossimità, fiducia e attenzione personale”.
ANIFA parla apertamente di un’operazione che “non solo esula dalle competenze sanitarie, ma appare come una scelta politica che favorisce determinati modelli imprenditoriali a scapito di altri”. L’associazione chiede quindi alla Regione Umbria di fermarsi e rivedere il provvedimento: “È necessario riportare il regolamento nel suo ambito naturale, evitando forzature che rischiano di compromettere un intero settore e danneggiare le comunità locali”.
comunicato di ANIFA