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Ali Rashid, a un anno dalla scomparsa Orvieto ricorda la voce della Palestina

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Un anno fa, il 14 maggio 2025, ci lasciava all’improvviso Ali Rashid, politico, giornalista e instancabile attivista palestinese naturalizzato italiano. Aveva 72 anni. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile in Umbria, e in particolare nel territorio orvietano, che lo aveva accolto e dove risiedeva da quasi trent’anni.

Rashid era universalmente considerato la voce della Palestina in Italia e un autorevole punto di riferimento per il dialogo e la solidarietà. Fin dal 1996 aveva scelto l’Umbria come propria casa in occasione del gemellaggio tra Orvieto e Betlemme, attratto – come dichiarò lui stesso – dal “senso di pace che questa terra trasmette”.

Nato ad Amman nel 1953 da genitori originari di Gerusalemme, Ali Rashid crebbe nel drammatico contesto dell’esilio seguito alla Nakba del 1948, la cacciata dei palestinesi dalla loro terra. La sua famiglia fu persino costretta a cambiare il cognome da Rashid a Khalil per imposizione delle autorità giordane, subendo le umiliazioni riservate ai profughi dell’epoca.

Questo difficile background forgiò in lui una profonda coscienza politica. Fin da giovane si impegnò nella militanza per la causa palestinese: fu segretario nazionale dell’Unione Generale degli Studenti Palestinesi (GUPS) e membro dell’Unione Generale degli Scrittori e Giornalisti Palestinesi, facendosi da subito portavoce del suo popolo in ambito internazionale.

Trasferitosi in Italia per laurearsi in Scienze Politiche, Rashid continuò le sue battaglie anche nel nuovo Paese. Già nel 1972 militava nel Movimento Studentesco, per poi entrare nel dipartimento esteri di Democrazia Proletaria. Dal 1987 ricoprì per anni l’incarico di Primo Segretario della Delegazione Generale Palestinese in Italia – di fatto la rappresentanza diplomatica dell’OLP a Roma – diventando l’anello di congiunzione tra la leadership palestinese e il contesto istituzionale italiano. Rashid fu un portavoce instancabile del diritto all’autodeterminazione, sostenendo sempre la necessità di una soluzione politica basata sul rispetto dei diritti umani e delle risoluzioni dell’ONU.

Nel 2006 Rashid portò la causa palestinese direttamente nelle istituzioni italiane. Eletto deputato alla Camera nella circoscrizione Umbria con Rifondazione Comunista (XV Legislatura), sedette nella Commissione Affari Esteri e fu delegato all’Assemblea del Consiglio d’Europa. Fu uno dei pochissimi parlamentari italiani di origine araba, testimonianza vivente di un’integrazione possibile. Nonostante la mancata rielezione nel 2008, il suo impegno pubblico non si fermò mai, culminando con l’ultima candidatura alle Europee del 2024 nella lista “Pace Terra Dignità”.

Malgrado gli incarichi internazionali, il suo cuore rimase saldamente legato all’Umbria e a Orvieto. Qui divenne una figura familiare e rispettata. La sua voce competente e appassionata risuonava spesso nelle scuole, nei convegni e alle Marce per la Pace Perugia-Assisi. Intensa fu anche la sua collaborazione con Gino Strada ed Emergency, con cui prese parte a missioni internazionali in Afghanistan, Iraq e Siria.

Ali Rashid affiancò sempre all’attivismo politico una vivace attività culturale. Insieme a Wasim Dahmash curò l’antologia “La terra più amata. Voci della letteratura palestinese”, per mostrare il volto umano della sua terra attraverso la poesia. In Umbria fondò inoltre, con Moni Ovadia e Michele Nardelli, l’associazione “Mezzaluna Fertile del Mediterraneo”, per promuovere la cooperazione tra le due sponde del Mare Nostrum. Per Rashid la cultura non era un accessorio, ma parte integrante dell’idea stessa di resistenza: radicata nella memoria e nella costruzione di ponti.

Ali Rashid viene ricordato per il suo coraggio gentile e la granitica coerenza dei suoi ideali. Nonostante la tragedia del suo popolo, ha sempre scelto la via della diplomazia e del dialogo, lottando per la dignità degli oppressi. Il modo migliore per onorare la sua eredità è continuare a costruire quel futuro di giustizia, coesistenza e umanità a cui ha dedicato l’intera esistenza. Per mantenere viva la sua memoria, la comunità orvietana, i tanti amici e i compagni di viaggio si riuniranno sabato 16 maggio, dalle ore 10.00 alle 13.00, in un momento di ricordo collettivo aperto a tutti coloro che hanno condiviso con lui un pezzo di strada.