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Alberi abbattuti senza nulla osta: il Comitato CODA solleva dubbi e chiede chiarezza

Premettendo che è nostro interesse stabilire con gli amministratori orvietani un rapporto di collaborazione, che vada incontro alle effettive esigenze della collettività, vorremmo fare alcune precisazioni.  Mentre i forestali indagano sulla mancanza del nulla osta della Soprintendenza ai Beni Culturali per il recente abbattimento degli alberi in zona vincolata (potendosi in questo anche ravvisare un’ipotesi di reato), puntualizziamo dunque alcuni importanti passaggi, che potrebbero risultare utili agli stessi inquirenti. A fine febbraio, mentre avvenivano i primi abbattimenti, abbiamo contattato velocemente la Soprintendenza. Il funzionario preposto alla nostra area non solo non era stato interpellato dal comune di Orvieto, ma ignorava che fosse una sua precipua competenza di dovere rilasciare un’autorizzazione (e chiedeva a noi di poter conoscere i riferimenti normativi che lo chiamavano in causa, nella fattispecie il codice dei beni culturali).   Questo significa che presumibilmente tutti gli abbattimenti avvenuti in questi anni nelle aree comunali sottoposte a vincolo sono avvenuti senza nulla osta. Una ulteriore e grave irregolarità consiste nel fatto che non abbiamo trovato traccia di un documento che per legge, entro due mesi dalla fine del suo mandato, il sindaco uscente deve pubblicare, il cosiddetto “bilancio arboreo”.   Si tratta di un obbligo di legge in vigore dal 2013 per tutti i comuni sopra i 15.000 abitanti e consiste, com’è facile intuire, in un rapporto puntuale in merito a quali e quanti esemplari sono stati abbattuti e quali e quanti sono stati messi a dimora. Ne abbiamo ufficialmente fatto richiesta in questi giorni e vogliamo sperare che il documento venga reso noto a breve, ma resta il fatto che non avere provveduto nei termini di legge (tra marzo e aprile del 2024) ha sottratto ai cittadini un’informativa utile a valutare l’operato del sindaco uscente sotto il profilo della sua condotta ambientale.

Infine, avendo fatto richiesta di accesso agli atti quanto agli interventi manutentivi ultimi (accesso dapprima negato, poichè l’architetto Rocco Olivadese, in veste di direttore dell’ufficio tecnico, ignorava la convenzione internazionale di Aarhus, in vigore in Italia dal 2001, che stabilisce il diritto di ogni cittadino ad accedere alle informazioni che riguardano questioni ambientali, in quanto portatore di un interesse diretto)… abbiamo sottoposto il materiale che ci è stato esteso ad un agronomo di nostra fiducia, esperto nella salvaguardia del verde pubblico. Di fatto, la relazione tecnica, non riportando i dati estrapolati dagli strumenti impiegati (resistografo e tomografo) non ci consente di valutare la correttezza degli interventi di abbattimento effettuati, alcuni dei quali, per inciso, sono stati disposti in base ad una esclusiva perizia visuale. Non avendo potuto acquisire i diagrammi delle perizie, dunque, continuiamo a chiederci – unitamente ai molti cittadini addolorati per l’abbattimento di esemplari all’apparenza sanissimi – se la logica adottata dall’amministrazione non sia semplicemente quella di salvaguardarsi da rischi in realtà remoti. Per questa ragione, nonchè alla luce dell’obbligo di ripristino che il Ministero dei Beni Culturali ha stabilito a carico del comune di Orvieto per inottemperanza alla richiesta di nulla osta (un ripristino su cui i cittadini hanno pieno diritto a vigilare), chiediamo pertanto fin da ora come comitato di poter incontrare l’assessore all’ambiente Andrea Sacripanti.

Augurandoci che non si debba più passare per la strettoia di esposti e denunce e si possa inaugurare una stagione di confronto puntuale su un tema di scottante attualità, perché gli alberi costituiscono – tra le altre cose – una barriera fondamentale contro l’innalzamento delle temperature, vieppiù nei centri urbani. Nell’invitare chi ci legge a recuperare la puntata di Presa Diretta (RAI3) del 27 aprile scorso, che rimanda anche ai recenti dati estrapolati dai ricercatori del CNR sull’incidenza del verde urbano in relazione all’afa estiva, in chiusura vogliamo condividere la fotografia che ci è stata recapitata da un cittadino (che ha già interpellato in autonomia gli uffici comunali competenti) del tronco sezionato di uno dei bellissimi ippocastani abbattuti nell’ultimo tratto di corso Cavour, in direzione di piazza Cahen. A molti tra noi (non solo profani) appare un tronco compatto e sano.

Fonte: CODA, Comitato dell’Orvietano Difesa Alberi