In molti temevano che finisse così. E alla fine è arrivato il comunicato ufficiale di Arrapaho Basket che annuncia la decisione di lasciare la gestione del PalaPapini al termine dell’attuale stagione agonistica e di interrompere le attività del settore giovanile, mantenendo soltanto il minibasket. Una decisione sofferta, che rappresenta un duro colpo per il movimento cestistico orvietano e che era stata in parte paventata già alcune settimane fa.
Era il 16 ottobre quando la società aveva lanciato un vero e proprio j’accuse nei confronti dell’amministrazione comunale, denunciando l’aumento ormai insostenibile dei costi di gestione dell’impianto e, soprattutto, la mancanza di un sostegno istituzionale concreto. Una situazione che rischiava di compromettere un progetto costruito negli anni con sacrifici e investimenti, grazie al quale il basket era tornato a Orvieto dopo un lungo periodo di attività svolte fuori città, coinvolgendo circa 150 giovani atleti.
Alle accuse aveva replicato l’assessore allo Sport Piergiorgio Pizzo, respingendo la contestazione di un presunto silenzio istituzionale e ricordando come il PalaPapini sia di proprietà della Provincia di Terni, con la quale Arrapaho ha sottoscritto direttamente l’accordo di gestione. L’assessore aveva inoltre ribadito la disponibilità del Comune a collaborare per individuare soluzioni sostenibili, anche attraverso interventi di efficientamento energetico della struttura.
Un confronto a distanza che, evidentemente, non è bastato a ricomporre le difficoltà. A poco meno di un mese da quella presa di posizione arriva l’epilogo che molti temevano. E questa volta non si tratta soltanto della gestione di un impianto sportivo, ma del futuro di un settore giovanile e delle opportunità offerte a tanti ragazzi della città.
Nella lettera indirizzata alle famiglie e agli atleti, Arrapaho ripercorre le ragioni della scelta, senza nascondere l’amarezza per un percorso che la società ritiene di aver sostenuto troppo spesso da sola. Resta comunque la disponibilità a favorire il passaggio di consegne a chi vorrà raccogliere il testimone e garantire continuità al progetto.
Di seguito il testo integrale della lettera.
Care famiglie, Cari ragazzi,
con grande amarezza, ma anche con la serenità di chi sa di aver fatto tutto il possibile, vogliamo comunicarvi una decisione difficile, maturata dopo un’attenta riflessione. Al termine dell’attuale stagione sportiva, Arrapaho ASD lascerà la gestione del PalaPapini e interromperà le attività del settore giovanile, mantenendo esclusivamente il Minibasket. In questi anni abbiamo investito tempo, risorse economiche ed energie per riportare il basket a Orvieto, dopo un lungo periodo in cui eravamo stati costretti a svolgere le nostre attività fuori città. Abbiamo assunto la gestione di un impianto complesso, ma non solo. Abbiamo anche raccolto il testimone della precedente società nella gestione del settore giovanile, facendoci carico di un’ulteriore responsabilità per garantire a tutti i ragazzi la possibilità di continuare a giocare e, soprattutto, per evitare che il movimento cestistico orvietano rischiasse di interrompersi. È stata una scelta fatta con convinzione, ma che ha richiesto ulteriori sacrifici personali, economici e organizzativi.
Non abbiamo voluto lasciare indietro nessuno, perché abbiamo sempre creduto che il basket a Orvieto dovesse avere un futuro, indipendentemente da chi fosse chiamato a guidarlo. Lo abbiamo fatto con passione e con la convinzione che lo sport giovanile rappresenti un patrimonio da difendere. Purtroppo, l’aumento continuo dei costi e la mancanza di un sostegno concreto da parte delle istituzioni hanno reso sempre più difficile proseguire questo percorso. Non abbiamo mai chiesto che altri si facessero carico delle nostre responsabilità, ma ci saremmo aspettati che alle disponibilità manifestate seguissero collaborazione, ascolto e iniziative concrete. Così non è stato, nonostante i numerosi tentativi di confronto.
Crediamo sia giusto ricordare che nessuno dei componenti del Consiglio Direttivo percepisce alcun compenso per il lavoro svolto. Ogni ora dedicata all’organizzazione, alla gestione dell’impianto e alla ricerca di soluzioni viene sottratta al proprio tempo personale e familiare. Lo abbiamo sempre fatto volontariamente, per passione verso uno sport che ci ha accompagnato nella crescita, insegnandoci il rispetto, il sacrificio, il senso di appartenenza e contribuendo a renderci le persone che siamo oggi. Abbiamo cercato di restituire alle nuove generazioni almeno una parte di quello che il basket ha dato a noi, senza aspettarci nulla in cambio. Forse, soltanto la consapevolezza che dietro ogni opportunità offerta ai ragazzi ci sono persone che scelgono, ogni giorno, di dedicare gratuitamente una parte della propria vita agli altri. In questo percorso è emersa anche una difficoltà nel costruire attorno alla società una partecipazione sufficientemente ampia.
Comprendiamo gli impegni e le difficoltà quotidiane delle famiglie e siamo grati a chi ci è stato vicino. Allo stesso tempo, avremmo avuto bisogno di una maggiore condivisione delle responsabilità organizzative e della consapevolezza che servizi e opportunità, spesso dati per scontati, esistono soltanto grazie all’impegno concreto di qualcuno. Una società sportiva dilettantistica non può vivere soltanto grazie alla disponibilità di pochi, per continuare a crescere ha bisogno di una comunità che partecipi, collabori e senta quel progetto anche come proprio. Non è nostra intenzione cercare colpevoli o alimentare polemiche. Sentiamo però il dovere di spiegare con trasparenza una scelta che non avremmo mai voluto compiere.
Tutte le attività proseguiranno regolarmente fino alla conclusione della stagione sportiva. Il minibasket continuerà anche successivamente, secondo modalità organizzative che saranno comunicate. Non vogliamo, però, che quanto costruito in questi anni vada perduto. Ci metteremo a disposizione di chiunque voglia raccogliere il testimone e proseguire il percorso intrapreso, offrendo la nostra esperienza per favorire una continuità delle attività sportive. Perché siamo convinti che lo sport non sia fatto di nomi, ruoli o cariche, ma di persone che condividono una passione e scelgono di metterla al servizio degli altri. Le persone possono cambiare, ma i valori e le opportunità costruite per i ragazzi devono poter continuare.
Ringraziamo sinceramente chi, in questi anni, ha creduto nel progetto, lo ha sostenuto concretamente e ha condiviso con noi sacrifici, difficoltà e soddisfazioni. Resta il rammarico di dover concludere questa fase, ma anche l’orgoglio per quanto siamo riusciti a realizzare.
Abbiamo fatto la nostra parte, fino in fondo. Avremmo sperato di non doverla fare da soli. Ma continueremo a credere che ciò che abbiamo costruito meriti un futuro, anche oltre di noi.
Arrapaho ASD
