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Venti anni di “Arte e Fede”, Cazzullo e Branduardi raccontano San Francesco in Duomo

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Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi insieme nel Duomo di Orvieto per raccontare la figura di San Francesco. È l’appuntamento speciale con cui il Festival Internazionale d’Arte e Fede celebra la sua ventesima edizione, inserendosi nel programma dell’Anno Giubilare Francescano dedicato agli 800 anni dalla morte del Patrono d’Italia.

L’appuntamento è per giovedì 1° ottobre alle 21. Il titolo dello spettacolo è semplicemente “Francesco” e vedrà protagonista la voce narrante del giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, autore dei testi e del libro “Francesco. Il primo italiano”, pubblicato nel 2025 da HarperCollins Italia.

Ad accompagnare il racconto saranno le musiche dal vivo di Angelo Branduardi, già ospite del Festival nel 2011 e autore dell’album “Infinitamente Piccolo”, dedicato proprio alla vita di San Francesco e diventato Disco di Platino. Al pianoforte ci sarà Fabio Valdemarin, mentre l’allestimento visivo e sonoro sarà curato da Stefano Dellepiane, Andrea Garibaldi e Mauro Paggiaro per Corvino Produzioni – Lungomare Srl.

Il Duomo di Orvieto diventerà così il palcoscenico di un viaggio nella vita e nella spiritualità del Poverello di Assisi, attraverso l’incontro tra parola, musica e suggestioni visive.

Il racconto attraverserà le diverse dimensioni della figura di Francesco: il santo della devozione popolare, quello dei simboli entrati nell’immaginario collettivo, dall’incontro con il lupo di Gubbio alla predica agli uccelli fino alle stimmate, ma anche l’uomo e il personaggio storico.

Ci sarà spazio per la sua giovinezza, la conversione, il gesto della spoliazione, l’incontro con il Papa e la nascita del primo Ordine. E ancora per la scelta di partire verso la Crociata non alla ricerca dello scontro, ma del dialogo e dell’incontro fraterno con il Sultano.

Un capitolo particolare sarà dedicato al Francesco poeta, autore del “Cantico delle Creature”, considerato una delle prime grandi testimonianze della poesia italiana e ancora oggi uno dei testi più attuali sul rapporto tra l’uomo e il creato. Il racconto arriverà quindi fino alla sua eredità, attraversando i secoli e le figure che ne hanno raccolto l’ispirazione, da Dante Alighieri a Cristoforo Colombo, da Sant’Antonio a Padre Pio, fino al primo Pontefice che ha scelto di assumere il nome del Santo di Assisi.

“Celebrare Francesco ad Orvieto acquista un significato intimo e popolare allo stesso tempo”, sottolinea Alessandro Lardani, direttore artistico del Festival Internazionale d’Arte e Fede. “Se Assisi rimane la culla del Poverello, l’Umbria intera custodisce l’eredità di Francesco. Ad Orvieto la presenza dei Frati Minori affonda radici storiche solide. Fu proprio qui che San Bonaventura da Bagnoregio, Ministro Generale dell’Ordine e biografo del Santo, visse dal 1257 al 1274”.

Lardani sottolinea inoltre come la presenza di Francesco e Chiara sia ancora oggi parte della storia religiosa della città e della diocesi. “Per queste ragioni una ‘Lauda’ in Duomo dedicata a Francesco è il miglior modo per celebrare gli 800 anni del suo transito in Cielo ed anche i venti anni di attività del Festival Arte e Fede”.

L’iniziativa rientra nel programma delle celebrazioni per gli 800 anni dal Transito di San Francesco, promosso per la Diocesi di Orvieto-Todi dal Capitolo della Cattedrale, in collaborazione con l’Opera del Duomo e l’Unità Pastorale di San Giuseppe.

Un appuntamento che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole essere anche un’occasione per rileggere l’attualità della figura di Francesco. “Come tutte le vere conversioni, quella di Francesco non è stata un colpo di fulmine, ma un percorso di purificazione”, spiega il presidente del Capitolo della Cattedrale, don Danilo Innocenzi. “Come tutti i ‘rivoluzionari’ che hanno lasciato un segno vero nella storia, Francesco ha vissuto per primo quello che predicava e ha testimoniato l’amore di Dio senza imporlo e senza uscire dalla Chiesa. Ha saputo farsi piccolo per vivere tutto come un dono del Cielo, dalla creazione alla fraternità universale”.

L’auspicio, condiviso con il vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi, monsignor Gualtiero Sigismondi, è che “attraverso la saggia penna di Aldo Cazzullo e la musicalità celeste del Maestro Angelo Branduardi” si possa arrivare all’anniversario della morte del Patrono d’Italia “con maggiore consapevolezza, coerenza e gioia”.

L’ingresso alla serata è gratuito, ma con prenotazione obbligatoria. Le prenotazioni saranno aperte da mercoledì 16 settembre alle 10.30 attraverso il sito del Duomo di Orvieto (www.duomodiorvieto.it).

Il Festival Internazionale d’Arte e Fede, giunto alla ventesima edizione, ha portato negli anni a Orvieto numerosi protagonisti del mondo della cultura, della musica, del teatro e della spiritualità, tra cui Roberto Vecchioni, Claudia Koll, Amedeo Minghi, Susanna Tamaro, Massimo Cacciari, Franco Nero, Giacomo Poretti, Giovanni Scifoni, Paolo Cevoli, Alice Rohrwacher, Corrado Augias, Angelo Branduardi e molti altri.

Il Festival è promosso dall’Associazione Culturale Iubilarte in collaborazione con il Comune di Orvieto e la Diocesi di Orvieto-Todi, con il sostegno dell’Opera del Duomo, del Capitolo della Cattedrale, della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e di altre istituzioni, enti e realtà del territorio.