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Piano rifiuti regionale, Sacripanti all’attacco: “nessun ampliamento per Le Crete. Chi pagherà i costi del nuovo sistema?”

L’assessore all’Ambiente Andrea Sacripanti ha sollevato forti perplessità sulle tempistiche e, soprattutto, sulle pesanti ricadute economiche per i cittadini in arrivo se vanissero approvati e resti esecutivi il nuovo disegno di legge “Umbria Circolare” e l’aggiornamento del piano regionale dei rifiuti. A margine dell’incontro promosso venerdì 8 maggio dall’assessorato regionale all’Ambiente per illustrare i contenuti della manovra, l’esponente della giunta orvietana ha espresso apertamente i propri dubbi, smentendo in primo luogo le voci su presunti via libera all’ampliamento della discarica locale. “Il nuovo piano regionale dei rifiuti che ci è stato illustrato ci lascia perplessi e mostra delle criticità evidenti sulle tempistiche degli obiettivi e sui costi che saranno chiamati a sostenere i cittadini”, ha esordito Sacripanti.

La smentita sulla discarica “Le Crete” L’assessore ha poi voluto fare chiarezza sulle dichiarazioni circolate nei giorni scorsi in merito agli impianti del territorio: “Prima di tutto, per trasparenza e verità – ha evidenziato – va fatta una premessa. L’assessore De Luca continua a ripetere che la Giunta Tesei ha già autorizzato l’ampliamento della discarica Le Crete di Orvieto. E questo non corrisponde al vero: non c’è nessun ampliamento autorizzato”.

Sacripanti ha specificato la natura del documento contestato: “La delibera che viene citata ripetutamente era una previsione eventuale legata al precedente piano, e sottolineo eventuale, nel caso in cui non si fosse realizzato il termovalorizzatore nei tempi previsti. Ma una cosa è una previsione di piano, altra cosa è un’autorizzazione amministrativa che prevede una richiesta da parte del gestore e comunque un iter di approvazione ben preciso che non c’è stato. Sono due livelli completamente diversi. Semmai l’assessore De Luca dovrebbe dirci, ma non ce lo ha detto, se a fronte di una richiesta formale di ampliamento della discarica di Orvieto da parte di Acea che cosa farebbe”.

I dubbi sul ciclo dei rifiuti e l’allarme sui costi Sotto la lente d’ingrandimento finisce anche la sostenibilità strutturale ed economica del nuovo sistema proposto dalla Regione. “Il sistema che ci è stato presentato – prosegue Sacripanti –, sul quale continuo a nutrire più di qualche dubbio perché estremamente complesso e articolato, perché richiede investimenti importanti sia pubblici che privati, e perché alla fine non chiude il ciclo dei rifiuti e quindi non renderà residuale il ricorso alle discariche, si regge su un presupposto fondamentale: una raccolta differenziata di qualità. E questo sistema virtuoso può funzionare solo in un modo, con il porta a porta spinto. Non esistono alternative reali”.

E proprio sul nodo delle coperture finanziarie per la raccolta domiciliare si concentra l’appello finale dell’amministrazione. Il “porta a porta”, infatti, comporta oneri elevati, un dato di fatto ben noto a Orvieto dove il servizio è stato recentemente esteso alla frazione di Sugano, suscitando richieste analoghe dal resto del territorio urbano. La partita decisiva si giocherà sui fondi: “La vera sfida è questa: se vogliamo davvero avviare un percorso virtuoso la Regione deve sostenere economicamente i Comuni”, ha avvertito Sacripanti in conclusione. Senza un intervento regionale strutturato, l’attivazione di questi processi – dall’implementazione capillare del porta a porta, all’adeguamento dei centri di raccolta, fino agli incentivi per il conferimento corretto – comporterà spese insostenibili per gli enti locali. Un conto salatissimo che, per via degli attuali meccanismi normativi, finirà inevitabilmente per scaricarsi sulle bollette e, di conseguenza, sulle tasche dei cittadini.