Welcare

Strada della Cacciata riaperta. Bene, un primo passo per uscire dall’isolamento a Canale

Riaperta la strada della Cacciata: la popolazione di Canale è meno isolata e si evita di ingolfare una viabilità già caricata sulla provinciale della Badia, dove – a causa della chiusura della SP Bagnorese – gran parte del traffico diretto a Lubriano e Bagnoregio transita su quella direttrice e poi dentro il centro di Porano.

Un primo risultato è stato raggiunto, ma si tratta di un passo assolutamente parziale e non risolutivo: resta il nodo principale, quello della riapertura, parziale o totale, della Bagnorese. Nell’assemblea a Canale della settimana scorsa la sindaca di Orvieto aveva annunciato che la perizia dei geologi della Provincia di Terni (ente competente per la strada) sarebbe stata consegnata a giorni e che, ipoteticamente, si sarebbe potuto sapere quali interventi di emergenza avviare e quali primi importi sarebbero stati necessari per i lavori di messa in sicurezza.​

Come ho sostenuto in quella stessa assemblea, la rimozione della frana richiederà tempo e finanziamenti consistenti. Per questo ho insistito sulla necessità che l’azione congiunta delle istituzioni – Comune, Provincia e Regione – fosse, e resti, la strada maestra per raggiungere un obiettivo non facile. Prima di tutto, come ho sollecitato la sindaca e gli amministratori presenti, occorre chiarire se la frana sia stata inserita nella richiesta di stato di emergenza regionale. Questo primo passaggio può aprire la strada alla richiesta di ulteriori risorse nell’ambito del riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.

Sostengo questo percorso perché i fondi disponibili per tutte le emergenze regionali ammontano a circa 300 mila euro: è evidente, quindi, che o si attiverà un’azione forte anche nei confronti del Governo e del Dipartimento nazionale della Protezione civile, oppure temo che noi cittadini di Canale dovremo aspettare ancora molto prima di poter ripercorrere la strada Bagnorese.

Un’altra questione da valutare con le istituzioni potrebbe essere quella di muoversi congiuntamente con la Regione Lazio e con i Comuni limitrofi – Bagnoregio e Lubriano – per sollecitare questi primi interventi, coinvolgendo anche, in sede romana, il Ministero della Difesa per verificare la possibilità di un intervento in emergenza del Genio militare.

Insomma, per dirla con una battuta, a fronte di una questione seria e cruciale anche per le piccole ma significative attività commerciali presenti, “tutte le strade portano a Roma, noi ci accontenteremmo che portino a Canale”. Attendiamo novità.