Sabato 15 novembre il M5S ha organizzato un incontro pubblico sulla sanità in attesa del nuovo PSSR invitando il presidente della Terza Commissione regionale sulla Sanità, appunto, il consigliere Luca Simonetti e il capogruppo in consiglio comunale a Terni Claudio Fiorelli. E’ stata l’occasione per conoscere innanzitutto lo stato dell’arte e i prossimi passi per quanto riguarda la sanità orvietana. Si è sicuramente compreso che l’ospedale è centrale per il sistema sanitario provinciale. E non solo. La mobilità interna sarà uno dei punti su cui spingere per contenere il deficit che c’è ed è strutturale. Più volte, soprattutto Fiorelli ha sottolineato che “non si può avere tutto e subito. Oggi s’inizia a lavorare per il futuro ma ci vuole pazienza”. Anche Simonetti ha ripetuto, “stiamo lavorando per sistemare il passato e preparare un nuovo modello di sanità, senza lasciare fermi gli investimenti in strumentazioni ma soprattutto professionisti”.
Cosa ci ha positivamente colpito. Innanzitutto la presenza di rappresentanti della Regione e provinciali di un partito che non si è sottratta al confronto con i cittadini. Non è scontato anche se un politico dovrebbe sempre ascoltare i propri cittadini/elettori. Ci ha colpiti la consapevolezza dell’isolamento di Orvieto dall’Umbria, una situazione che è ancora più pesante quando si tratta di sanità nel suo complesso. Ci ha colpito che si è parlato senza infingimenti di emodinamica. Allo stesso tempo ci ha colpito negativamente che qualcuno di Orvieto abbia storto il naso. L’emodinamica è un passo determinante per offrire risposte adeguate e tempestive ad un territorio isolato ma alo stesso tempo centrale e punto di riferimento per i piani di emergenza di molti Comuni che vanno bel oltre la Zona Sociale 12 e per tre infrastrutture di comunicazione: autostrade, direttissima e linea ferroviaria lenta.
Il nuovo PSSR, in costruzione, prevede proprio case e ospedali di comunità come punti nodali per alleggerire gli ospedali da prestazioni improprie e un’attenzione particolare alle “nuove” patologie legate ai disturbi alimentari, all’assistenza psicologica, agli anziani e ai fragili. Si vuole costruire un nuovo modello di sanità che non intervenga sull’acuzie ma che accompagni il cittadino passo dopo passo con la prevenzione e la cura.
Luca Simonetti ha voluto ribadire, però, che prima di tutto “bisogna assicurare i servizi oggi, coprendo le posizioni attualmente scoperte. Per questo arriveranno tre urologi, ad esempio, a Orvieto, si procederà con i concorsi per il nuovo primario di ginecologia e ortopedia. Sono. Le prime risposte alle esigenze della sanità orvietana e poi continueremo con infrastrutture, strumentazioni e personale, ma serve tempo”. Sulla stessa lunghezza d’onda Claudio Fiorelli, “si deve ricostruire dopo anni di incomunicabilità. Oggi i professionisti della sanità hanno un dialogo con i rappresentanti della politica regionale e questo è un passo importante. L’obiettivo è di fornire ai cittadini risposte in tempi brevi e di qualità, ma è un processo che necessita di tempo e risorse che devono essere prima reperite e poi spese con criterio”. Tutto bene, dunque? Assolutamente no. altri ospedali della stessa Usl continuano a crescere in un momento di difficoltà, come ha spiegato il nuovo dg Noto, finanziaria per l’azienda mentre a Orvieto si cammina a scartamento ridotto. Alcuni reparti sono ancora senza guida, la UTIC è sempre e solo sulla carta e continua la mobilità verso il resto della Regione per i cittadini. E poi abbiamo notato la totale assenza di rappresentanti politici della maggioranza con l’unica esclusione di Evasio Gialletti, presidente della Terza Commissione Sanità e Sociale in Comune. Sicuramente un’occasione persa per un confronto franco, magari aspro, di fronte ai cittadini. Peccato, magari sarà per la prossima volta.