Dalle prime ore della mattina del 28 marzo è stato un continuo rimbalzare di comunicati e repliche tra maggioranza e opposizione sulla questione termovalorizzatore sì o no in Umbria. Questo batti e ribatti somiglia tanto, troppo al gioco delle parti stucchevole e ingiusto nei confronti dei cittadini. Partiamo dai punti certi: Orvieto è sede di una discarica di proprietà privata e non è totalmente scongiurato l’ampliamento della stessa perché c’è una parolina nel nuovo Piano regionale dei Rifiuti che lascia socchiusa la porta, “eventualmente”.
Da qui parte quel gioco delle parti a cui non vogliamo partecipare ma per completezza d’informazione vi diamo conto di tutti i comunicati in calce al nostro articolo in rigoroso ordine di uscita.
Le altre notizie certe sono che in Regione l’attuale maggioranza ha bloccato il Piano approvato dalla precedente coalizione di governo rinviando ogni decisione sul termovalorizzatore. Eppure di un nuovo Piano se ne aveva bisogno visto che l’ultimo risale al 2009, ben 14 anni prima del 2023, anno del nuovo. Punto centrale per rispettare i termini del 2029 e rendere le discariche residuali è la costruzione e l’avviamento di un nuovo termovalorizzatore.
A livello locale la polemica è partita dopo l’ultimo consiglio comunale dello scorso 24 marzo quando la maggioranza ha presentato una mozione sulla questione con la minoranza che ha votato contro. La sindaca è anche vice-presidente dell’AURI e i gruppi di maggioranza hanno presentato una mozione “che impegna la stessa a…”. Ma allora la maggioranza non si fida? Vuole mettere la sindaca sotto tutela? Sì perché ci risulterebbe almeno stravagante che la prima cittadina si trasformi in dottor Jekyll quando è in AURI aprendo la strada ad ampliamenti della discarica e, magari, a rendere disponibile Orvieto ad ospitare il nuovo termovalorizzatore. Il mandato della sindaca dovrebbe essere chiaro, basterebbe andarsi a rileggere il programma elettorale con il quale ha vinto le scorse elezioni.
Dall’altra parte abbiamo una minoranza che dice solo “no” senza presentare una minima soluzione alternativa. Certamente c’è un po’ d’imbarazzo anche perché a Roma, in Emilia e in Sardegna governate dal campo largo o dal centro-sinistra vogliono fortemente un nuovo inceneritore (ci scuserete per la volgarizzazione, ma è più semplice da scrivere ndr).
Forse sarebbe il caso di guardare in faccia la realtà. Anche arrivando al 10% di residuo non riciclabile rimarrebbe il problema: dove mettere questo residuo? C’è chi spinge per una soluzione interregionale, quindi ancora una volta gli umbri si troverebbero a pagare di più per portare il residuo magari a Roma, senza provare a chiudere il ciclo in casa. Sì perché, e vedremo cosa ci diranno l’assessore De Luca e il consigliere Simonetti all’incontro organizzato dal M5S il 4 aprile, quando si parla di metodi alternativi si rimane sul vago, senza spiegare in concreto come. L’altro timore riguarda la gestione privata del termovalorizzatore. Il problema non è insormontabile, basterebbe affidarlo al controllo dell’ARPA e farlo gestire ai Comuni direttamente interessati dal nuovo termovalorizzatore, ad esempio, o ancora a un Ente già esistente con le eventuali modifiche statutarie come AURI, sempre per esempio.
Il risultato di questo ping pong è lo stop alla legge in vigore e il 2029 si avvicina inesorabile con la discarica lì come un moloc, pronta ad essere “eventualmente” ampliata.
TUTTI I COMUNICATI MINUTO PER MINUTO
- Rifiuti, preoccupante e irresponsabile il voto della minoranza che non difende gli interessi di Orvieto
Nell’ultima seduta del consiglio comunale è stato chiaro a tutti chi si è battuto e si sta battendo per il bene di Orvieto e della sua comunità e chi è invece pronto a tornare al passato e voltare lo sguardo per chinare la testa di fronte alle ideologie e agli ordini di partito. L’opposizione, con il Pd in testa, ha bocciato la mozione che dava mandato al sindaco, anche nella veste di vicepresidente dell’Auri, di far rispettare l’attuazione del Piano regionale dei rifiuti e di far riattivare l’iter di realizzazione del termovalorizzatore per evitare ogni possibile futuro ampliamento della discarica di Orvieto.
Una preoccupante e irresponsabile presa di posizione contro gli interessi di questo territorio giustificata in maniera risibile con la necessità della nuova giunta regionale di prendere tempo per studiare la situazione.
Ma mentre loro studiano, una legge regionale approvata nel 2023 – quale è il Piano dei rifiuti – è stata bloccata impropriamente dall’Auri che dovrebbe essere un organo tecnico e il rischio che Orvieto torni a essere penalizzata cresce sempre di più. Perché quel piano, dopo anni di dannose non scelte e in seguito ad approfondite analisi tecniche, individuava una soluzione chiara per la chiusura del ciclo dei rifiuti superando finalmente il sistema imperniato sulle sole discariche contro ogni normativa europea.
La verità è che il Pd, che a Roma e in Sardegna costruisce termovalorizzatori, in Umbria è ostaggio del M5S e dell’estrema sinistra per motivi ideologici. La verità è che non c’è uno straccio di soluzione alternativa concreta e che la raccolta differenziata, come dimostrano i numeri, da sola non basta.
L’amara verità è che perdendo tempo, come si sta facendo, si riaprirà la questione del terzo calanco. E a difendere Orvieto non ci sarà certo il Pd, pronto ad avallare come in passato l’ennesimo ampliamento de Le Crete, né tantomeno la componente civica della minoranza che, con il solito atteggiamento mellifluo, a parole si dice a favore del termovalorizzatore ma poi arrampicandosi sugli specchi si rifiuta di dare forza al sindaco e all’intero consiglio comunale in questa battaglia denotando scarso rispetto per le istituzioni e in primis per la città.
Gruppo consiliare CIVITAS
- “Non avalliamo mozioni per costruire alibi politici”
Ancora una volta, assistiamo a un tentativo da parte della maggioranza di rovesciare le responsabilità del governo della città su altri soggetti, in particolare sull’opposizione, in una narrazione che appare sempre più lontana dalla realtà. È sorprendente, infatti, constatare come, pur avendo pieno mandato per amministrare, la Sindaca e la sua giunta continuino a rappresentarsi come vittime di inesistenti ostruzionismi, quando invece il compito di governare, e quindi di assumersi l’onere delle scelte, spetta a loro.
Nel merito della questione, riteniamo doveroso ribadire la nostra posizione. Il termovalorizzatore è un tema serio e complesso, che merita di essere affrontato con responsabilità e con un approccio basato su dati concreti e prospettive di sviluppo per il territorio. Come gruppi di opposizione, non ci sottraiamo al confronto, né ci poniamo con pregiudizi ideologici. Tuttavia, non siamo disponibili ad avallare mozioni che si limitano a meri atti di indirizzo privi di contenuto operativo, utilizzati più per costruire alibi politici che per definire una strategia chiara e condivisa.
Ci chiediamo, allora, se davvero la Sindaca abbia bisogno di una mozione consiliare per esercitare il ruolo che già le compete. Se davvero è necessario un atto del Consiglio per confermare il diritto-dovere del primo cittadino di tutelare gli interessi di Orvieto nell’ambito del piano regionale dei rifiuti. Piuttosto, ciò che ancora manca è una chiara assunzione di responsabilità su un tema che riguarda il futuro ambientale, economico e sociale della nostra città.
Se l’amministrazione comunale intende affrontare con serietà la questione rifiuti, lo faccia nel modo più trasparente e partecipato possibile. Convochi un consiglio comunale aperto, chiarisca quale sia la sua strategia per scongiurare l’ulteriore ampliamento della discarica, un’eventualità che, vale la pena ricordarlo, è stata resa possibile proprio dalle decisioni della giunta regionale guidata dalla Presidente Tesei. Indichi con precisione se esista un concreto interesse del Comune a ospitare un impianto di termovalorizzazione, oppure se si tratti di un argomento agitato a intermittenza a seconda delle convenienze politiche. Dica chiaramente se sono stati coinvolti soggetti economici privati o se si stia lavorando a un piano industriale pubblico-privato in grado non solo di affrontare la gestione dei rifiuti, ma anche di generare opportunità occupazionali e di riqualificare il tessuto produttivo del nostro territorio.
Queste sono le domande a cui la maggioranza dovrebbe rispondere. Questi sono i temi su cui un’amministrazione responsabile dovrebbe confrontarsi, coinvolgendo i cittadini e le istituzioni locali.
Qui di mellifluo c’è solo l’atteggiamento di una maggioranza che non ha una linea politica, malcelato da una finta determinazione unitamente ad una difficoltà a comprendere anche le più elementari regole del sistema democratico.
La politica non è propaganda, né ricerca di capri espiatori. È capacità di governare e di compiere scelte, assumendosene il peso e le conseguenze. Ed è proprio questa responsabilità che, ancora una volta, appare drammaticamente assente.
PD Orvieto
Biagioli Bene Comune
Gruppo Misto
- Rifiuti, il PD continua a giocare al gioco delle tre carte. Ma la realtà è un’altra
Abbiamo letto con interesse — e un pizzico di amarezza — l’ennesimo tentativo del Partito Democratico di confondere le acque e sviare l’attenzione dal vero nodo politico: qual è la vostra visione sulla chiusura del ciclo dei rifiuti?
Perché a oggi, tra fughe dall’aula e mozioni strumentali, una risposta chiara ancora non è arrivata.
Forse il PD di Roma studia di più e meglio di quello di Orvieto: nella Capitale il sindaco Gualtieri (PD) ha già avviato le pratiche per la costruzione di un termovalorizzatore.
In Sardegna, la presidente Todde (M5S) ha aperto a questa possibilità.
E persino il nuovo governatore dell’Emilia-Romagna ha già dichiarato di voler costruire un altro termovalorizzatore.
Ma di che parliamo?
Il dato politico vero è un altro: il centrodestra, sia al Comune che in Regione, non ha mai avallato alcun ampliamento della discarica, come confermato anche dall’ultima sentenza del TAR contro ACEA. Il punto è chiaro: entro il 2029 deve essere costruito un termovalorizzatore per evitare l’emergenza e garantire una gestione moderna dei rifiuti. E ricordiamo che sono passati 16 anni senza un piano regionale dei rifiuti: l’ultimo risaliva al 2009. Solo nel 2023, la giunta regionale di centrodestra ha finalmente prodotto un nuovo piano, colmando una lacuna decennale.
All’ultimo Consiglio Comunale, l’opposizione ha votato compatta contro una mozione che impegnava il Sindaco a farsi portavoce di questo territorio a favore della realizzazione del termovalorizzatore e contro qualsiasi forma di ampliamento della discarica delle Crete. Una posizione inspiegabile, che smentisce nei fatti le tante parole spese pubblicamente. Ogni giorno che passa, ogni mese che passa, è una mannaia che potrebbe cadere su questo territorio. L’indecisione, la propaganda e il tatticismo non faranno altro che avvicinare il rischio di scelte imposte, in assenza di soluzioni coraggiose e concrete.
Dunque, caro PD, se davvero si arriverà al bivio — discariche o termovalorizzatore — vi dovrete assumere la responsabilità politica di aver piegato la linea della vostra coalizione alle visioni ideologiche di parte. Non esistono scorciatoie: o si allargano le discariche, o si costruiscono impianti sicuri, poco impattanti e ampiamente utilizzati in tutta Europa. Le chiacchiere stanno a zero.
Da quanti anni studiate? 16? Siete andati completamente fuori corso.
Fratelli d’Italia Orvieto
- Quale futuro per il ciclo dei rifiuti ad Orvieto? Fratelli d’Italia Orvieto e l’ennesima cortina di fumo
Mentre il tema della gestione dei rifiuti torna al centro del dibattito politico, Fratelli d’Italia Orvieto tenta di distogliere l’attenzione dalle proprie mancanze amministrative con un nuovo attacco all’opposizione. Dopo aver sostenuto l’ampliamento della discarica sotto la giunta regionale Tesei e senza farci capire quale sia la loro posizione sul ciclo dei rifiuti nel nostro territorio, senza chiarire né se intendano proporne uno alla regione ad Orvieto. La loro strategia è chiara: più propaganda, meno responsabilità.
Si tratta di una strategia logora, priva di finezza e di intelligenza politica, un disperato tentativo di nascondere il vuoto pneumatico della loro azione amministrativa dietro una cortina di fumo fatta di mozioni sterili e propaganda da volantino non rendendosi conto nemmeno di chi sia l’interlocutore.
Ma non ci tiriamo indietro perché se è necessario parlare di verità ce n’è una ed è lampante: questa amministrazione non governa, subisce. Non decide, ma si lascia trascinare dagli eventi, oscillando tra il bisogno di compiacere i livelli superiori del partito quando la Regione era governata dalla Giunta Tesei e l’incapacità di elaborare un pensiero autonomo ed una proposta critica per il bene di Orvieto ora che la giunta regionale si è tinta di un “colore” diverso.
Parlano di responsabilità, ma il solo vero dato politico è che, da quando sono al governo della città e quando lo sono stati della regione, non hanno prodotto uno straccio di piano credibile sulla gestione dei rifiuti. La giunta Tesei, di cui sono stati grandi azionisti, ha permesso l’ampliamento della discarica, salvo poi tentare, con un maldestro revisionismo da dilettanti, di attribuirne la colpa ad altri. Non si tratta di politica, questa è mediocrità allo stato puro.
Il Partito Democratico di Orvieto non ha nulla da nascondere. Noi diciamo no all’ampliamento della discarica. Non abbiamo pregiudizi ideologici sul termovalorizzatore, ma pretendiamo che ogni decisione sia basata su dati, studi e prospettive concrete. Sosteniamo un approccio interregionale alla gestione dei rifiuti, perché sappiamo che l’Umbria, con il suo territorio limitato e di confine, non può affrontare questa sfida da sola. Noi questo lo diciamo con chiarezza, senza ambiguità, senza giochi di parole pensando che il coinvolgimento delle associazioni, dei cittadini e delle aziende che operano sul territorio vadano coinvolte in una grande opera di concertazione.
Ma Fratelli d’Italia Orvieto? Cosa vuole davvero? Ha una posizione o è solo il solito megafono di ordini impartiti dall’alto? Il termovalorizzatore è davvero la loro soluzione o è solo un totem agitato per nascondere l’assenza di un’alternativa o per distrarre dai 243 milioni di buco che hanno lasciato alla sanità regionale?
Se invece sono seri quali studi hanno commissionato per capire se Orvieto possa giocare un ruolo in questa partita e magari come amministrazione comunale si sono convinti che il termovalorizzatore debba essere fatto proprio ad orvieto? Hanno per caso compiuto azioni per coinvolgere le imprese, per sviluppare una filiera del riciclo e trasformare un problema in un’opportunità economica e occupazionale per tutto il territorio dell’area interna? Se davvero hanno una strategia, perché non ne parlano, perché non aprono un tavolo pubblico-privato, anche una vertenza con la Regione matrigna se il tema è garantire che Orvieto non diventi la discarica dell’Umbria? Vogliono convocare un consiglio comunale aperto per coinvolgere la popolazione nel processo decisionale?
Noi siamo pronti ad ascoltare e, se le idee sono buone, anche a sostenerle. Perché il destino di questo territorio viene prima delle bandiere di partito. Ma non staremo a guardare mentre un gruppo di amministratori privi di visione e di coraggio, trasforma una città storica come la nostra in un campo di battaglia per piccole faide in cui non ci sentiamo coinvolti e per le quali non siamo disponibili.
Se Fratelli d’Italia Orvieto vuole essere qualcosa di più di un ufficio stampa per comunicati d’accatto, si assuma la responsabilità del governo e ci dica cosa intende fare. Se invece intende proseguire con il solito scaricabarile, almeno abbia il buon gusto di farlo senza offendere la dignità delle persone. Perché il tempo delle scuse è finito, e la storia non è mai clemente con i mediocri.
Pd Orvieto
- Quando l’opposizione perde la bussola… e anche un po’ la pazienza
Dev’essere dura, per il Partito Democratico di Orvieto, vedere che la loro narrazione cade sistematicamente a pezzi. Il tono dell’ultimo comunicato – isterico, confuso, retorico fino all’eccesso – è la prova più evidente di un fastidio crescente: stanno finendo gli argomenti, e pure le scuse.
Ci accusano di “mozioni sterili”, “propaganda da volantino” e perfino di essere “un megafono di ordini dall’alto”. Cioè… il PD che parla di centralismo calato dall’alto? Loro, che hanno governato l’Umbria per decenni trattando i territori come comitati di sezione? A certi rovesciamenti della realtà non ci si abitua mai.
E poi, il capolavoro: i famosi 243 milioni di “buco” nella sanità. Peccato che non esistano. Letteralmente. Lo ha spiegato bene l’assessore regionale, lo hanno chiarito i numeri, lo hanno certificato i bilanci. Ma tant’è, quando non si hanno idee, ci si inventa i buchi.
Certo, quando i buchi sono la scusa preferita, la soluzione è sempre la stessa: mettere le mani nelle tasche dei cittadini. L’ultima “perla”? La manovra da 300 milioni di euro di tasse approvata dalla sinistra, con Stefania Proietti Presidente di Regione. E qui sì, cari amici del PD, siete azionisti di maggioranza, con tanto di firma politica e responsabilità diretta. Altro che “altri”.
Nel merito, li abbiamo già messi in difficoltà: abbiamo spiegato punto per punto il senso della proposta sul termovalorizzatore, la necessità di superare la stagione delle discariche (che tanto piaceva a loro) e la visione strategica che sosteniamo a livello regionale. Non basta? Portiamo pure i numeri. I fatti, però, continuano a fare male.
E quindi ora la strategia è chiara: alzare i toni, citare la “dignità delle persone”, invocare “consigli aperti” e “vertenze” come se fossimo in un’assemblea di liceo. Tutto molto teatrale, tutto molto fine a se stesso. Di concreto, ancora zero.
Noi di Fratelli d’Italia Orvieto sappiamo bene cosa vogliamo: una città che non sia la pattumiera dell’Umbria, un sistema di gestione dei rifiuti moderno, sostenibile, efficiente. Le chiacchiere ideologiche le lasciamo a chi non ha più nulla da dire. E se proprio vogliono fare opposizione, ci permettiamo un consiglio amichevole: un po’ più di contenuti, un po’ meno teatrino.
Ma soprattutto, un po’ più di serenità. Perché quando si comincia a inventare buchi, a svuotare le tasche degli umbri e a sbraitare contro i “colori politici”, vuol dire solo una cosa: la verità, quella vera, fa paura.
Sereni. Con la schiena dritta. E con le idee chiare.
Fratelli d’Italia – Orvieto