Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota relativa al gravissimo disservizio subito dai passeggeri di Italo Treno in seguito a un guasto sulla linea AV Roma-Firenze.
Sono una passeggera del treno Italo AV 8920 e vi racconto cos’è successo lunedì 1° dicembre 2025 in un viaggio da incubo durato 13 ore.
Il mio viaggio è iniziato a Roma Termini alle 16.55 e terminato a Conegliano alle 6.00 del mattino successivo. Siamo rimasti bloccati in galleria nei pressi di Orte (VT) per 7 ore perché si è rotto un cavo elettrico che ha danneggiato il vetro della carrozza 7; eravamo completamente isolati, senza luce, con i bagni intasati e impraticabili e con le scorte di acqua e cibo terminate.
L’emergenza è stata gestita male, il personale di Italo era poco e non sufficientemente preparato per gestire la situazione di emergenza: c’è stata una mancanza totale di comunicazione, siamo stati lasciati totalmente in balia di noi stessi. Il personale è passato in 7 ore di tempo solamente due volte per portare 2 bicchieri d’acqua e qualche snack. È stato richiesto aiuto ai passeggeri per vedere se erano presenti medici e forze dell’ordine per aiutare le persone che si sono sentite male e per aprire le porte del treno perché l’aria ormai era diventata irrespirabile, faceva molto caldo e siamo stati costretti uno a uno ad uscire dal treno per fare pipì in galleria. Tra la settima e ottava ora, dopo un tentativo fallito di aggancio treno, è arrivato un nuovo Italo Treno su cui abbiamo fatto il trasbordo. Siamo dovuti rientrare a Roma Tiburtina per poi tornare indietro e finalmente percorrere il viaggio con le fermate previste. Nel secondo treno nessuno del personale di Italo – e sottolineo nessuno – è passato nei vagoni a verificare se stavamo bene o a portarci qualche altro genere di conforto.

Mi chiedo com’è possibile che nel 2025 si debba attendere 7 ore per l’arrivo dei soccorsi mettendo a grave rischio la salute delle persone e perché il personale dei treni non è adeguatamente pronto e formato per affrontare le emergenze. Quello che è successo è molto grave e potrebbe ricapitare se non si fa luce sull’accaduto!
Ci sono parecchi interrogativi e riflessioni da fare a parer mio:
- Com’è possibile che nella stessa linea Roma-Orte ci siano stati diversi ritardi dei treni e guasti alla linea elettrica?
- Il personale dei treni è effettivamente sufficiente per affrontare situazioni di emergenza e ha ricevuto un’adeguata formazione?
- Gli incidenti possono capitare ma com’è possibile che i soccorsi ci impieghino 7 ore per arrivare sul luogo dell’accaduto mettendo a repentaglio la salute dei viaggiatori?
Alcune considerazioni finali.
Quanto vissuto in quelle interminabili 13 ore solleva questioni di responsabilità che vanno oltre il mero disagio di un ritardo. Sicuramente è emersa una grave vulnerabilità del sistema di emergenza e di gestione delle crisi di Italo Treno e dell’infrastruttura di RFI (Rete Ferroviaria Italiana). Sono giuste le domande che si pone la persona che ha vissuto “l’incubo” di 13 ore in balìa degli eventi. E allora speriamo che le aziende e gli enti procedano con delle verifiche approfondite per capire se sono state rispettati i protocolli in vigore per l’emergenza e, alla luce di quanto emerso, intervenire per evitare che quanto accaduto possa nuovamente avvenire.
Solo garantendo la massima trasparenza e un reale miglioramento degli standard di sicurezza e assistenza, si potrà restituire fiducia a chi sceglie il treno come mezzo di trasporto e, soprattutto, prevenire che un simile “viaggio da incubo” metta nuovamente a repentaglio la salute e la dignità dei viaggiatori.
