Con una giornata intensa di incontri, confronto e partecipazione, il Disability Pride Umbria ha riportato al centro dell’attenzione pubblica le condizioni di vita delle persone con disabilità. L’iniziativa ha saputo unire riflessione e spettacolo, con il convegno mattutino e il corteo pomeridiano che hanno colorato la città, trasformandola in un grande spazio di dialogo e consapevolezza collettiva.
L’obiettivo del Disability Pride è da sempre quello di andare oltre la celebrazione simbolica, promuovendo un cambiamento culturale duraturo e concreto. “Il clamore dell’evento e la sensibilizzazione che lo ha accompagnato – spiegano gli organizzatori – servono a far riflettere sull’effettivo accesso di ciascuno ai diritti umani, sociali e di cittadinanza”.
Proprio in virtù dell’attenzione suscitata, il Comitato organizzatore annuncia una nuova iniziativa: l’assemblea cittadina “Verso una città universalmente accessibile”, in programma sabato 22 novembre alle 10 al Teatro del Carmine di Orvieto.
Sarà un momento pubblico di confronto aperto, durante il quale saranno presentate le riflessioni nate dal Disability Pride e sarà data a tutti la possibilità di intervenire per discutere di principi, politiche e strategie.
L’obiettivo dell’assemblea è ambizioso e concreto: redigere un documento per la stesura del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.), che sarà messo a disposizione dei Comuni dell’Area Interna Sud-Ovest Orvietano – e non solo – come strumento operativo per una vera accessibilità universale.
Tra i relatori dell’incontro figurano:
- Emma Scanu, per il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica, che introdurrà i lavori del Disability Pride Umbria;
- Enrico Petrangeli, di Rigenerazioni e Intrecci, con un intervento su “La costruzione sociale della disabilità: barriere culturali e simboliche”;
- Daniele Renda, del Disability Pride Network, che parlerà di “Abbattiamo le barriere: apriamo un varco alla civiltà”;
- Andrea Schiazzano, della Cellula di Orvieto dell’Associazione Luca Coscioni, che affronterà il tema del ruolo dell’associazionismo nella promozione dei diritti.
Al termine è previsto un dibattito pubblico aperto a cittadini, associazioni, istituzioni e rappresentanti politici.
“Vogliamo costruire un percorso condiviso – affermano gli organizzatori – perché solo dal dialogo e dalla partecipazione può nascere una città davvero accessibile, in cui la diversità sia riconosciuta come valore e non come limite.”