L’accordo tra Toscana e Umbria su temi di grande rilevanza, annunciato in pompa magna dalla presidente Proietti e dal collega Giani, assomiglia molto a un appalto a scatola chiusa in particolare per sanità e trasporti. L’Umbria è troppo piccola per farcela da sola e la Toscana ha colto l’occasione per fare filotto e fare un solo boccone con qualche contentino. L’elisoccorso umbro funziona e bene, dunque lo si utilizzerà insieme a quello toscano per migliorare il servizio di emergenza. Bene! E poi? Poco altro mentre impazza la polemica per quale ospedale potenziare nel bacino della conca ternana. E’ una sfida di campanile tra Narni-Amelia da una parte e Terni dall’altra. Il tutto a discapito di altri territori, come l’orvietano, che soffrono la distanza dal resto dell’Umbria.
Ma nell’accordo sottoscritto c’è anche un capitolo dedicato ai trasporti, questione delicatissima in questo periodo. In campagna elettorale la coalizione vincitrice si è sperticata nel dire no a Creti per la stazione Media Etruria dell’alta velocità. Passata la sbornia elettorale e vinta la sfida con Tesei, tutto dimenticato. Il primo cenno lo abbiamo avuto quando proprio il giorno dell’incontro sulla questione pendolari l’assessore De Rebotti, invitato da associazioni e comitati, all’ultimo declinò spiegando che andava a discutere di pendolari con la Toscana. Invece De Rebotti e Proietti andarono in Toscana per promuovere la scelta di Creti per l’AV con un breve accenno ai trasporti interregionali. Ora il presidente Giani, su pressione di amministratori e associazioni, sembra che voglia riaprire a Rigutino, a due passi da Arezzo. In Umbria tutti contenti. Ricordiamo ancora l’assessore Melasecche che per dimostrare la “vicinanza” e “Comodità” di Creti si mise in macchina a Perugia per raggiungere una località segnalata su Google Maps in Toscana in quasi un’ora. Il video diventò un meme o, per dirla con termini comprensibili per noi boomer, un boomerang. Con l’eventuale scelta di Rigutino non cambia molto. I tempi di percorrenza in auto per raggiungere quest’amena località? Da Orvieto poco più di un’ora, ci indica Google Maps, così come da Perugia. Ternani e folignati sono meno fortunati con oltre un’ora e mezza e dal Trasimeno ci vuole poco meno di un’ora.
Ricapitolando, gli umbri che non sono di Perugia e dintorni per avere accesso all’AV devono migrare a Orte e, in futuro, a Rigutino o Creti. Eppure la direttissima in Umbria ci passa e i treni li sentiamo e vediamo sfrecciare quotidianamente ad Attigliano, Alviano, Orvieto, Fabro. E ad Orvieto dal punto di vista infrastrutturale, l’interconnessione tra direttissima e linea convenzionale è veloce; ci sarebbe da investire sulla stazione per renderla agibile al transito e alla fermata dei Freccia. Ma gli assessori e i presidenti non hanno mai presentato Orvieto come possibile hub dell’alta velocità per Bassa Toscana e Umbria occidentale.
Niente da fare, Orvieto e l’orvietano restano condannati all’isolamento e a subire il passaggio di infrastrutture ferroviarie senza trarne alcun vantaggio e un pezzo di Umbria continuerà a dipendere sempre di più dagli umori della Regioni vicine più grandi e influenti.