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Sicurezza penitenziaria, la Lega chiama la Regione: “Mancano specialisti Asl, situazione pericolosa”

Le cicatrici della violenza sono ancora evidenti, quantificabili in oltre 50mila euro di danni materiali, ma a preoccupare sono soprattutto le falle del sistema sanitario interno che rischiano di compromettere la sicurezza di agenti e detenuti. È un quadro a tinte fosche quello emerso dalla visita istituzionale effettuata nella mattinata del 20 gennaio presso la Casa di Reclusione di Orvieto da una delegazione della Lega.

Al sopralluogo, organizzato per verificare le condizioni della struttura, hanno preso parte il Segretario del SAPPE Fabrizio Bonino, l’assessore comunale orvietano Gianluca Luciani, il consigliere comunale Federico Fontanieri e il coordinatore provinciale della Lega Giovani Terni, Lorenzo Turreni. Una presenza politica e sindacale resasi necessaria a seguito dei gravi disordini verificatisi lo scorso 30 dicembre.

La devastazione di fine anno La visita ha riportato l’attenzione sulla notte di follia vissuta all’interno del penitenziario alla fine del 2024. Come ricostruito dalla delegazione, in quell’occasione un detenuto di origini extracomunitarie ha devastato l’infermeria dell’istituto. Un’azione violenta e distruttiva, avvenuta “sotto gli occhi del personale sanitario, impossibilitato a intervenire”, che ha causato danni ingenti alle attrezzature e agli arredi. “Quanto accaduto ribadisce l’urgenza di proseguire con determinazione sulla strada intrapresa dal Governo”, hanno sottolineato gli esponenti della Lega, rivendicando gli interventi già avviati dall’esecutivo nazionale e dal MIT per il recupero delle strutture e il rafforzamento degli organici della Polizia Penitenziaria. Tuttavia, il caso orvietano presenta complessità uniche: la collocazione nel centro storico rende la gestione logistica molto più ardua rispetto ai moderni penitenziari.

L’emergenza sanitaria: l’accusa alla Regione Se sul fronte sicurezza la Lega plaude all’operato del Sottosegretario Ostellari, è sul versante sanitario che scatta l’allarme rosso, con una critica diretta alla gestione regionale. Dal confronto con il Direttore e il Comandante dell’istituto è emerso un appello accorato: manca personale specializzato della Asl.

“La sanità penitenziaria è di competenza regionale e la Regione Umbria non può sottrarsi alle proprie responsabilità”, si legge nella nota diffusa a margine della visita. Viene denunciato come, nonostante i gravissimi danni subiti il 30 dicembre, l’azienda sanitaria non abbia fornito un supporto concreto. Il punto più critico riguarda la copertura oraria. L’assistenza sanitaria interna è garantita da medici a parcella solo nella fascia diurna, dalle 8 alle 20. “Nelle successive dodici ore – denunciano i rappresentanti del Carroccio – una comunità di circa 130 detenuti è affidata alla guardia medica esterna, già oberata dalle esigenze della cittadinanza. Questo vuoto sanitario notturno è inaccettabile e potenzialmente pericoloso”.

Riabilitazione e sicurezza La visita del 20 gennaio ha però evidenziato anche le potenzialità della struttura, in particolare le officine ben attrezzate che potrebbero svolgere un ruolo chiave nel reinserimento sociale dei detenuti. Attività che, tuttavia, rischiano di restare lettera morta senza un adeguato numero di agenti a sorvegliarle. “La sicurezza negli istituti penali è un presupposto non negoziabile per il benessere di agenti, personale sanitario e detenuti”, conclude la nota della Lega, che promette di farsi portavoce delle istanze orvietane a Roma, ma pretende un cambio di passo immediato da parte della Regione Umbria sulla sanità penitenziaria.