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Sanità territoriale, l’Umbria cambia modello: firmato il nuovo accordo con i medici di famiglia

La Regione Umbria punta a rafforzare la sanità territoriale e a ridisegnare l’organizzazione delle cure primarie grazie al nuovo Accordo integrativo regionale della medicina generale, sottoscritto tra la Direzione regionale Salute e Welfare e le organizzazioni sindacali FIMMG, CISL Medici Umbria e SNAMI, che recepisce gli indirizzi dell’Accordo collettivo nazionale e dà attuazione agli obiettivi fissati dal DM 77/2022 e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

L’accordo rappresenta uno dei tasselli più importanti della riforma della sanità territoriale e introduce un nuovo modello organizzativo che punta a rendere l’assistenza più vicina ai cittadini, con una maggiore integrazione tra medici di medicina generale, continuità assistenziale e servizi territoriali.

“Con questo accordo – afferma la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – investiamo in una sanità territoriale più forte, moderna e vicina alle persone. Rafforziamo il ruolo della medicina generale, valorizziamo il lavoro dei professionisti e costruiamo una rete assistenziale capace di accompagnare il cittadino lungo tutto il percorso di cura. Si tratta di una riforma che migliorerà la qualità dei servizi, favorirà la prevenzione, consentirà una presa in carico più efficace dei pazienti cronici e fragili e contribuirà ad alleggerire la pressione sui Pronto soccorso e sulle liste d’attesa. Un cambiamento che guarda al futuro del servizio sanitario regionale, con particolare attenzione alle aree interne e ai territori più periferici”.

L’intesa accompagna il passaggio al Ruolo unico di assistenza primaria (Ruap), superando la tradizionale distinzione tra medici di famiglia e medici della continuità assistenziale, l’ex guardia medica.  L’obiettivo è quello di costruire una rete più integrata, nella quale i professionisti collaborino stabilmente per garantire una risposta più efficace ai bisogni sanitari della popolazione.  Tra le principali innovazioni previste figura l’istituzione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), équipe multidisciplinari nelle quali opereranno con pari dignità medici di famiglia e medici della continuità assistenziale.

L’accordo prevede anche un rafforzamento delle risorse destinate al personale di studio dei medici, investimenti nell’innovazione digitale e nel coordinamento delle nuove aggregazioni territoriali.

Particolare rilievo assume il potenziamento delle Case della Comunità, che diventeranno uno dei principali punti di riferimento dell’assistenza territoriale, garantendo una presenza stabile dei professionisti in collegamento con il numero unico 116117, dedicato ai bisogni sanitari urgenti ma non classificabili come emergenze.  Il nuovo modello punta inoltre a valorizzare gli Ospedali di Comunità, ad ampliare l’utilizzo della telemedicina e della diagnostica di primo livello e a favorire una piena digitalizzazione dei percorsi di cura attraverso il Fascicolo sanitario elettronico, così da migliorare la condivisione delle informazioni cliniche tra i diversi professionisti.

Uno dei punti qualificanti dell’intesa riguarda i territori più periferici dell’Umbria, dove saranno introdotte specifiche soluzioni organizzative per garantire una presenza capillare dei servizi sanitari, anche attraverso strumenti di telemedicina e ambulatori di prossimità.

Tra gli obiettivi strategici del nuovo accordo rientra anche il rafforzamento della cosiddetta medicina di iniziativa, un modello assistenziale che consente di seguire in maniera proattiva i pazienti cronici e fragili, intervenendo prima che le condizioni cliniche peggiorino.

L’intento è duplice: migliorare la qualità delle cure e ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorso, contribuendo al tempo stesso a rendere più appropriati i percorsi assistenziali e ad abbattere progressivamente le liste d’attesa.

Per seguire l’attuazione della riforma, entro trenta giorni sarà istituito un tavolo tecnico composto dalla Regione, dalle Aziende sanitarie e dalle organizzazioni sindacali firmatarie, con il compito di monitorare l’applicazione dell’accordo e verificare il raggiungimento degli obiettivi previsti.