Code interminabili, ospedali sotto organico, cittadini sempre più costretti a rivolgersi al privato. È questa la fotografia che emerge da Sos Sanità, il nuovo libro di Andrea Caporali e Andrea Impannati, in uscita nazionale dal 12 ottobre, che analizza con rigore e chiarezza lo stato del sistema sanitario umbro, un tempo considerato un modello di efficienza nel panorama nazionale.
Attraverso dati, testimonianze e analisi politiche, gli autori raccontano il progressivo indebolimento della sanità pubblica regionale: reparti accorpati, personale ridotto, liste d’attesa che si allungano e cittadini costretti a scegliere tra pagare o rinunciare alle cure. Una deriva che mette in discussione il principio stesso del diritto alla salute universale.
Dal modello umbro alla crisi dei servizi
L’Umbria, spiegano Caporali e Impannati, ha conosciuto negli anni una trasformazione profonda. Da regione simbolo di una sanità efficiente e vicina al cittadino, si è progressivamente ritrovata a fare i conti con tagli strutturali, carenze di personale e disuguaglianze territoriali crescenti.
Il libro ricostruisce la storia delle politiche sanitarie regionali, evidenziando come scelte gestionali e indirizzi politici abbiano contribuito al ridimensionamento dei servizi pubblici. Il risultato? Una mobilità passiva in aumento – sempre più umbri si curano fuori regione – e una crescita costante del settore privato, sia in termini di strutture che di fatturato.

Ne emerge un quadro preoccupante: la sanità pubblica arretra, mentre il privato avanza, creando nuove disuguaglianze tra chi può permettersi di pagare e chi no.
Il futuro del diritto alla salute
La questione sanitaria è tornata al centro del dibattito politico, anche alla luce delle elezioni regionali del 2024, che hanno segnato un cambio di guida in Regione. Sos Sanità invita a riflettere su come ricostruire un sistema capace di garantire a tutti i cittadini accesso alle cure, indipendentemente dal reddito o dal luogo di residenza.
Caporali, ingegnere biomedico e ricercatore all’Università di Teramo, e Impannati, giornalista e comunicatore, mettono a frutto anni di collaborazione con l’associazione PrometeOrvieto, impegnata nello studio delle politiche sanitarie regionali. Il loro lavoro è una inchiesta civile, che non si limita alla denuncia ma propone una riflessione collettiva: come restituire efficienza, competenza e fiducia al Servizio sanitario regionale?
Perché, come ricordano gli autori, la salute non può diventare un privilegio.
