Welcare

Polizia Penitenziaria e detenuti al limite Verini e il Pd chiedono interventi urgenti per Orvieto

Una situazione definita “non più sostenibile” quella emersa dalla visita al carcere di Orvieto effettuata nei giorni scorsi da una delegazione del Partito Democratico, composta dal senatore Walter Verini, dalla capogruppo PD in Consiglio comunale Cristina Croce, dal consigliere comunale Federico Giovannini e dal segretario dell’Unione comunale Paolo Maurizio Talanti. La visita è avvenuta dopo i gravi episodi di violenza e danneggiamenti che si sono verificati all’interno dell’istituto e in risposta all’allarme lanciato dai sindacati della Polizia Penitenziaria.

Un sopralluogo che, secondo quanto riferito dagli esponenti dem, ha confermato un quadro di forte sofferenza strutturale e organizzativa, non limitato alla realtà orvietana ma comune a molte carceri umbre e italiane. Sovraffollamento, carenza di personale e difficoltà nella gestione dei detenuti più fragili sono i nodi principali evidenziati.

“Qui il sovraffollamento arriva al 130% e la carenza di agenti sfiora il 50% dell’organico necessario – ha dichiarato il senatore Walter Verini –. Le celle spesso non garantiscono i requisiti minimi di spazio e vivibilità, il personale è allo stremo e mancano risposte adeguate per i detenuti con fragilità, in particolare quelli con problemi di tossicodipendenza. È una situazione che ritroviamo anche a Spoleto, Terni, Perugia e in molti altri istituti del Paese”.

Verini ha annunciato l’intenzione di sollecitare interventi immediati da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, del Ministero della Giustizia e del nuovo Provveditorato regionale. Tra le priorità indicate, la riduzione del sovraffollamento, il rafforzamento degli organici, l’attivazione di percorsi alternativi per i detenuti tossicodipendenti attraverso le comunità e un’accelerazione nell’accesso ai benefici previsti per chi ne ha diritto. Particolare attenzione è stata posta anche sul fronte sanitario: “Non è accettabile che dopo le 20 in un carcere non siano presenti né un medico né un infermiere”.

Sul piano locale, la capogruppo PD Cristina Croce ha richiamato la doppia dimensione del problema. “Da un lato ci sono criticità che dipendono da scelte nazionali e regionali – ha spiegato – dall’altro il carcere di Orvieto ha una storia che dimostra come l’inserimento sociale dei detenuti sia possibile. Dal 2014, grazie anche al regolamento regionale sull’amministrazione condivisa, sono stati attivati progetti di lavori di pubblica utilità che hanno coinvolto i detenuti in modo concreto e dignitoso”.

Un aspetto ribadito anche dal consigliere comunale Federico Giovannini, che ha sottolineato come, nonostante la crisi, l’istituto orvietano resti un punto di riferimento per i percorsi di reinserimento. “È fondamentale – ha detto – che il Comune continui e rafforzi questa strada, creando le condizioni perché chi può intraprendere un percorso di rientro nella società lo faccia in modo serio e umano”.

A chiudere, l’intervento del segretario comunale del PD Paolo Maurizio Talanti, che ha rivendicato l’impegno politico del partito su questi temi. “La nostra non è stata una visita simbolica – ha affermato –. Da qui partiranno iniziative concrete, a livello istituzionale e politico, perché sicurezza, dignità delle persone detenute e condizioni di lavoro degli agenti non sono obiettivi contrapposti, ma parti della stessa responsabilità dello Stato”.

Il Partito Democratico di Orvieto ha assicurato che continuerà a seguire da vicino la situazione del carcere, sostenendo ogni iniziativa utile a migliorare le condizioni di vita e di lavoro all’interno dell’istituto e a rafforzare i percorsi di legalità, sicurezza e reinserimento sociale.