Un’economia “nascosta” ma strategica per la vitalità dell’Orvietano. È quella mossa ogni giorno dai pendolari che viaggiano per lavoro, e che oggi trova una fotografia dettagliata nel Rapporto n. 2-2025 dell’Osservatorio “Cittadinanza Territorio Sviluppo – Impresa sociale ETS”, curato da Antonio Rossetti. Il documento, presentato in anteprima il 17 maggio durante il convegno “Trasporto ferroviario: residenzialità, sviluppo economico e futuro del territorio orvietano”, analizza in chiave economica e strategica l’impatto del trasporto pubblico e del pendolarismo, con un focus specifico sull’area orvietana.
I numeri del pendolarismo
Tra i dati più rilevanti emersi dal rapporto:
- I circa 300 pendolari che gravitano attorno al territorio generano oltre 14,5 milioni di euro l’anno di reddito netto locale, pari a circa il 10% del reddito da lavoro dipendente dell’area.
- La stima include sia il reddito prodotto dai pendolari fuori sede, sia l’effetto moltiplicativo della loro spesa al rientro nel territorio.
- L’impatto si traduce anche in benefici su salari reali, stabilità economica, accesso all’istruzione e capacità di attrarre nuova residenzialità.
In un contesto in cui Orvieto registra una perdita media annua di oltre l’1% della popolazione, il rapporto sottolinea come un sistema di trasporti efficiente rappresenti uno strumento chiave per invertire la tendenza allo spopolamento.
Il nodo del pareggio di bilancio
Un passaggio centrale dell’analisi riguarda la critica all’applicazione rigida del principio del pareggio di bilancio nei servizi pubblici. “Senza una rete di trasporti efficiente – spiega Rossetti – Orvieto rischia di essere relegata a un’economia di rendita e turismo, perdendo contatto con i driver della nuova rivoluzione tecnologica e produttiva”.
Il documento sottolinea che il sistema dei trasporti non può essere valutato esclusivamente in base a logiche di profitto: le sue esternalità positive – dalla coesione territoriale alla sostenibilità ambientale – giustificano investimenti pubblici anche in presenza di bilanci in perdita, se i benefici collettivi sono dimostrabili.
Un bene pubblico da ripensare
Il rapporto lancia dunque un appello alla politica locale per considerare il trasporto pubblico non solo come un costo da contenere, ma come un bene pubblico strategico in grado di generare valore economico, sociale e territoriale.
Il testo completo del Rapporto n. 2-2025 è disponibile per il download gratuito sul sito dell’Osservatorio CTS: www.osservatoriocts.it.
