Nonostante il Comune di Orvieto sia formalmente incluso nell’area ZES, il territorio non può accedere ai principali benefici finanziari previsti dallo strumento nazionale: un paradosso che, secondo molti, sta penalizzando in modo significativo l’intero comprensorio. Con una mozione presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, l’amministrazione chiede alla Regione Umbria di farsi parte attiva presso il Governo affinché anche Orvieto possa usufruire dei crediti d’imposta, delle agevolazioni fiscali e delle semplificazioni amministrative riservate alle imprese delle Zone Economiche Speciali.
La mozione evidenzia che si crei un “evidente svantaggio competitivo per le imprese locali rispetto a quelle di altri territori umbri e centro-italiani pienamente beneficiari delle misure agevolative”. Il rischio, si legge nel testo, è duplice: perdita di investimenti potenziali e indebolimento del tessuto produttivo esistente, composto in larga parte da piccole e medie imprese che soffrono in modo particolare la concorrenza di territori dotati di maggiori incentivi.
Uno dei passaggi centrali riguarda il ruolo di Orvieto, snodo tra Umbria, Toscana e Lazio, servita dall’autostrada A1, dalla rete ferroviaria nazionale e dotata di aree industriali che da anni attendono una nuova stagione di investimenti. La mozione sottolinea che tale esclusione “compromette la capacità attrattiva del territorio, ostacolando lo sviluppo industriale, commerciale, turistico e artigianale dell’intero comprensorio”.
Una condizione ritenuta ingiustificabile, soprattutto alla luce del fatto che altre aree umbre possono già contare sugli strumenti economici previsti dalla ZES.
Una mozione dal contenuto analogo riguardante l’intero territorio è stata presentata in Provincia di Terni. Anche in questo caso si chiede alla Regione di attivarsi per garantire pari condizioni a tutto il territorio provinciale. Fratelli d’Italia, nella sua mozione, rileva come questa convergenza rappresenti “un crescente allineamento istituzionale nel richiedere condizioni paritarie per l’Orvietano” e ritiene necessario che le due istituzioni procedano in modo coordinato.
La mozione impegna il sindaco e la giunta a un’azione politica ben definita.
Tra i punti principali:
- Sollecitare formalmente la Regione Umbria a intervenire presso il Governo per garantire a Orvieto l’accesso ai provvedimenti finanziari della ZES, con priorità ai crediti d’imposta per nuovi investimenti.
- Rappresentare all’assessorato regionale competente le motivazioni economiche, infrastrutturali e sociali che rendono necessaria l’estensione dei benefici al territorio orvietano.
- Trasmettere la mozione alla Presidente della Regione, all’assessore regionale allo sviluppo economico, alla Provincia di Terni e ai parlamentari umbri, chiedendo l’apertura urgente di un tavolo istituzionale.
- Coordinarsi con la Provincia di Terni, che ha già avviato un’iniziativa analoga.
Il Consiglio sottolinea inoltre il ruolo decisivo della Regione, unica istituzione in grado di rappresentare presso il governo nazionale l’urgenza del riequilibrio.
La questione tocca un tema più ampio: la necessità di dare risposte concrete all’economia orvietana, che negli ultimi anni ha visto rallentare lo sviluppo industriale mentre cresceva il peso del turismo. Senza strumenti competitivi come il credito d’imposta, sostengono molte realtà produttive del territorio, diventa difficile attrarre investitori o sostenere le aziende già presenti. Da qui l’urgenza, ribadita nella mozione, di rendere effettiva l’inclusione di Orvieto nella ZES, evitando che un’opportunità nazionale si trasformi, paradossalmente, in un ulteriore elemento di disparità.
