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La destra protesta e il MEF presenta il conto amaro. Realtà e propaganda sulla sanità

La destra va in piazza a Perugia per dire “no” ad alta voce alle nuove tasse volute dalla giunta regionale a guida centro-sinistra.  Intanto a Roma il MEF certifica che il debito nella sanità umbra, nonostante il payback farmaceutico e il fondo premialità, si è fermato a 73 milioni di euro, non 243 e non 14.  Senza le entrate in extremis, il debito sarebbe stato di 90 milioni di euro. 

Quindi il clima rigido è stato il giusto contorno di una piazza che si è fatta surreale dopo la decisione del MEF.  Le tasse non le vuole la nuova giunta ma lo chiede in maniera perentoria il Ministero dell’Economia e in tempi piuttosto stretti.  O meglio, ora la presidente Proietti ha tempo 30 giorni per trovare le coperture altrimenti da maggio si parte con le nuove tasse e se non dovessero bastare, secondo il MEF, allora da giugno tutte le aliquote al massimo e blocco della spesa sanitaria non obbligatoria.  A proposito, il MEF è a guida Lega, certamente non il tavolo tecnico che è soggetto terzo. 

E allora?  Adesso che facciamo?  Nel brevissimo tempo sicuramente non c’è tempo per trovare le coperture e quindi l’aumento delle aliquote programmate sembrano inevitabili ma è l’occasione giusta per pensare al futuro.  Un futuro che per Orvieto non è sicuramente positiva.  Blocco delle spese non obbligatorie che significa?  Forse addio al nuovo Pronto Soccorso? Blocco del turn-over? Blocco delle assunzioni non strettamente necessarie?

Intanto continua l’operazione oblio del Santa Maria della Stella con l’accordo tra Azienda Ospedaliera di Terni e ospedali di Narni e Amelia.  Con Orvieto nessun tipo di accordo, niente di niente.  Il risultato certo è la privatizzazione di molte prestazioni sanitarie e l’emigrazione passiva di cittadini verso altre Regioni per le cure necessarie.  Insomma nuova spesa a cui trovare copertura. 

Torna di stretta attualità una rivisitazione del Piano Sanitario regionale approvato nel 2023 che non ha compresso la spesa non necessaria ad esempio rivedendo il numero totale degli ospedali in Regione.  Qualcuno deve avere il coraggio di dirlo che ospedali a meno di venti minuti l’uno dall’altro non sono più giustificabili, mancano strutture per le post-acuzie e riabilitative, mancano strutture per gli anziani e tutti si rivolgono in maniera inappropriata e dispendiosa per l’Umbria agli ospedali.  Il consenso a breve termine ha sempre avuto il sopravvento ma ora rischiamo di pagare, tutti, un conto piuttosto salato. 

Giusto, no a nuove tasse, ma tagliamo i doppioni, ottimizziamo la spesa e attualizziamo le esigenze di cura con l’andamento demografico e delle previsioni sulla diffusione delle patologie.