Il 9 aprile nella sede dell’Assemblea legislativa dell’Umbria si è tenuto un incontro totalmente operativo interamente dedicato alle sorti dell’ospedale “Santa Maria della Stella” di Orvieto. Al tavolo, aperto dalla presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi – che ha ribadito la vocazione del palazzo come “casa della partecipazione” – si sono seduti la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il consigliere regionale Luca Simonetti, il direttore generale della Usl Umbria 2 Roberto Noto e la presidente del Comitato orvietano per la salute pubblica, Emma Scanu, accompagnata da una delegazione che includeva alcuni primi cittadini dell’area.
Il peso di 14mila firme e l’urgenza del territorio A portare sul tavolo le istanze più pressanti è stata la presidente del Comitato, Emma Scanu, forte di una mobilitazione civica imponente che ha raccolto ben 13.950 firme a sostegno del potenziamento del presidio. Scanu ha tracciato una mappa chiara delle criticità attuali: dalla cronica carenza di personale alla mancanza di alcune figure apicali (i primariati), passando per le sofferenze del pronto soccorso. Problematiche che necessitano di una visione strategica a medio-lungo termine, considerando che l’ospedale di Orvieto funge da crocevia sanitario per un bacino d’utenza “di confine” che attrae sistematicamente anche pazienti dal Lazio (in particolare dal Viterbese) e dalla vicina Toscana.

La garanzia della Regione: “Presidio fondamentale” Rassicurazioni importanti sono arrivate dalla presidente della Regione, Stefania Proietti. “L’ospedale di Orvieto è e resta un presidio fondamentale per questo territorio e per un bacino di utenza che supera i confini regionali – ha affermato la governatrice –. Lo stiamo rafforzando consolidando il personale, i servizi e l’integrazione con la sanità territoriale, dentro una visione che tenga insieme ospedale, prossimità delle cure e bisogni reali delle persone”. L’obiettivo tracciato dall’esecutivo regionale punta a una rete sanitaria integrata, in cui case e ospedali di comunità lavorino in sinergia con un’assistenza domiciliare potenziata.
I numeri del rilancio: assunzioni e fondi PNRR A tradurre le intenzioni politiche in azioni amministrative è stato il direttore generale della Usl Umbria 2, Roberto Noto, che ha snocciolato il piano degli interventi già avviati o in rampa di lancio.
Sul fronte del personale medico, Noto ha annunciato un piano di potenziamento che porterà in corsia circa 20 nuovi professionisti. Le assunzioni andranno a coprire discipline strategiche e attualmente in affanno, tra cui:
- Medicina d’emergenza-urgenza
- Urologia
- Pediatria
- Chirurgia generale
- Cardiologia
- Radiodiagnostica
- Nefrologia
- Ginecologia e ostetricia
A questo si affianca il robusto programma di investimenti strutturali, a partire dal cantiere da oltre 7 milioni di euro (finanziato con fondi PNRR) destinato all’adeguamento sismico della struttura, a cui si aggiungeranno interventi mirati alla riorganizzazione degli spazi del pronto soccorso e all’ottimizzazione delle aree assistenziali.
Un bilancio positivo Il vertice si è chiuso con la volontà condivisa di trasformare questo incontro in un tavolo di confronto stabile e operativo. Un esito che ha trovato il pieno favore del Comitato orvietano per la salute pubblica: i rappresentanti dei cittadini hanno lasciato Perugia esprimendo soddisfazione per l’attenzione ricevuta e valutando positivamente il percorso di assunzioni e di investimenti messo in campo dalle istituzioni.