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Il “bugiardino” dell’AI nel libro di Sonia Montegiove “AI come AnsIA”

È disponibile da martedì 14 aprile nelle librerie di tutta Italia “AI come AnsIA“, il nuovo libro della giornalista umbra Sonia Montegiove. Un volume che mette a frutto le competenze dell’autrice come ingegnera informatica ed esperta di formazione e comunicazione per provare a spiegare, con un taglio chiaro e accessibile, che cosa sia davvero l’Intelligenza Artificiale.

Già dal sottotitolo, “Cosa dobbiamo sapere per spiegare ai più giovani a convivere con l’Intelligenza Artificiale”, si intuisce l’obiettivo del libro: aiutare lettori e lettrici, genitori, insegnanti ed educatori a orientarsi in un tema attualissimo, spesso raccontato in modo approssimativo, sensazionalistico o semplicemente impreciso. Il risultato è una confusione diffusa che, secondo Montegiove, finisce per generare anche ansia.

Il volume, pubblicato da Apogeo Edizioni, di 240 pagine e con un prezzo di 20 euro, è stato ideato come una sorta di mappa pratica per leggere il presente e affrontare con maggiore consapevolezza una tecnologia che sta cambiando rapidamente il modo di studiare, lavorare, comunicare e immaginare il futuro. In pratica si vogliono offrire strumenti utili per riconoscere opportunità e rischi, valutare l’affidabilità delle informazioni per costruire un dialogo più sereno con le nuove generazioni, chiamate a convivere con una tecnologia destinata a incidere sempre più nella vita quotidiana. In questo senso, il libro non punta a demonizzare l’Intelligenza Artificiale, ma a favorirne una lettura critica e costruttiva.

Nella sinossi, l’autrice ricorre alla metafora dell’AI come a un potente farmaco da banco, di cui occorre leggere con attenzione il “bugiardino”. “L’obiettivo – spiega Sonia Montegiove – è semplice: hackerare il sistema per capire come funziona l’intelligenza artificiale e integrarla nella vita di tutti i giorni, perché la consapevolezza si costruisce con la conoscenza, un passo alla volta”. Un invito, dunque, a non subire l’innovazione ma a comprenderla, per usarla in modo più responsabile e consapevole.

Montegiove, da sempre impegnata nell’educazione al digitale e nell’uso consapevole delle tecnologie, ha già pubblicato diversi libri sul tema. Il suo lavoro più recente, scritto a quattro mani con Chiara Lalli, è Mai dati, un’inchiesta giornalistica e insieme una riflessione sulla centralità dei dati nell’informazione.