A quasi due mesi dalla chiusura della Strada Provinciale 12 Bagnorese, interrotta a fine gennaio a causa di un importante fronte franoso, arrivano finalmente notizie concrete sui tempi di ripristino e sulle modalità di intervento.
La Provincia di Terni ha dato un’accelerazione decisiva: entro 15 giorni sarà pronto il progetto di fattibilità tecnico-economica per le opere di somma urgenza. L’obiettivo è far partire i cantieri nel minor tempo possibile per restituire l’arteria alla comunità, garantendo in una prima fase la riapertura al transito su almeno una corsia. Secondo le stime tecniche, per raggiungere questo primo traguardo di viabilità limitata ma essenziale, ci vorranno circa due mesi e mezzo di lavori.
La questione economica e i ritardi istituzionali A far discutere, però, è la cornice istituzionale ed economica in cui si inserisce l’operazione. L’amministrazione provinciale ha deciso di forzare i tempi e avviare le procedure attingendo a risorse proprie, sottolineando il ritardo accumulato dal governo regionale e da quello nazionale nella gestione dell’emergenza.
Un’assunzione di responsabilità “in solitaria” dettata dall’urgenza di ripristinare il collegamento stradale, ma che non cancella le competenze economiche: considerata la natura emergenziale dell’intervento e l’ampia estensione dei danni provocati dalla frana, la Provincia presenterà formalmente il conto alla Regione Umbria e al Dipartimento di Protezione Civile nazionale, chiedendo il rimborso integrale delle risorse anticipate.
L’origine dell’emergenza Il calvario per i pendolari e i residenti era iniziato alla fine dello scorso gennaio, quando le intense precipitazioni e il maltempo avevano provocato un primo, pericoloso smottamento. A quel cedimento ne erano seguiti rapidamente altri, rendendo inevitabile la chiusura totale della strada per ragioni di sicurezza. In queste settimane, la Provincia ha attivato le complesse procedure di verifica geologica per testare la stabilità del costone sovrastante la carreggiata e individuare gli interventi di consolidamento necessari. Ora, con il progetto di fattibilità in dirittura d’arrivo, si intravede finalmente uno spiraglio per la riapertura.