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Dove eravamo rimasti? Turismo, sviluppo e crisi demografica

Ci siamo presi una pausa, forse un po’ lunga per alcuni. Dovevamo ricaricar4e le batterie ma abbiamo seguito tutto, dal dibattito sul turismo al maltempo. Abbiamo lasciato la città nella calura estiva, con pochi eventi e frotte di turisti a mani quasi vuote in giro.

Quello che interessa è il futuro della città. La domanda delledomande è: quale futuro? Da qui chi amministra, chi è all’opposizione, chi guida la varie associazioni sindacali e di categoria, deve partire per decidere del futuro di tutti, non solo di una o due categorie. Ascoltare, confrontarsi, scontrarsi, a volte, è utile se poi ne nasce un nuovo modello da offrire ai cittadini tutti, agli ospiti, ai turisti e a chi, magari, sta pensando di trasferirsi a Orvieto da città più grandi. Ecco, il vero punto nodale, quale futuro offrire ai giovani e come arginare l’emorragia di residenti, che poi sono problematiche strettamente connesse in molti casi.

Chiariamoci poi su di un altro aspetto cogente: non siamo contro il turismo, assolutamente, ma contro la monoeconomia che sta creando danni che difficilmente si potranno recuperare nel medio e lungo periodo. Quali? Costi alle stelle nel centro storico per affitti e acquisti di immobili, mancanza progressiva di negozi di vicinato, prezzi alti, servizi al cittadino scadenti (treni ad esempio), forte emigrazione di giovani qualificati e formati, desertificazione dell’artigianato (problema in comune con l’intera Umbria)… e potremmo proseguire ma ci fermiamo qui.

OrvietoLife non spegnerà le luci passata la sbornia dei mesi estivi, seppure con qualche ombra di troppo, perché ci interessa un futuro vero per la città e l’intero territorio.