Il Tribunale di Terni ha dichiarato l’11 settembre scorso la liquidazione giudiziale della Cogesta, la cooperativa di servizi nata nel 1984 a Orvieto, con sede a Ciconia, che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per imprese, artigiani e commercianti. La sentenza, da quanto risulta ad OrvietoLife, non ha concesso l’esercizio provvisorio, determinando l’immediata interruzione dell’attività e lasciando senza prospettive i 13 dipendenti ancora in forza, oltre a centinaia di clienti che si affidavano a Cogesta per la gestione di pratiche fiscali, scadenze e consulenze.
I numeri del bilancio: utili risicati, debiti crescenti
L’ultimo bilancio, approvato nel 2024, racconta una crisi silenziosa. A fronte di ricavi per 874 mila euro (in lieve crescita rispetto agli 817 mila del 2023), la cooperativa aveva chiuso con un utile minimo, appena 3.534 euro. Un risultato che mascherava una situazione patrimoniale squilibrata: debiti totali per 2,4 milioni di euro, di cui quasi 2 milioni a breve termine; crediti verso clienti pari a 2,2 milioni, segnale di forti difficoltà di incasso e di liquidità; patrimonio netto limitato a 63 mila euro, insufficiente a coprire l’esposizione finanziaria; costi del personale oltre i 550 mila euro annui.
Un equilibrio fragile, basato su ricavi stabili ma incapaci di rafforzare il capitale, che ha reso inevitabile il collasso una volta venuta meno la capacità di sostenere la liquidità.
Dalle origini alla spaccatura con la CNA
Cogesta fu fondata il 30 marzo 1984 da un gruppo di imprenditori e artigiani che hanno segnato l’economia locale: Renzo Anselmi, Carlo Antonio Picciaia, Alessandro Paci, Antonio Crescini, Fabrizio Trequattrini e Fausto Paradiso. In quegli anni, alla guida della città c’era il sindaco Franco Raimondo Barbabella, in un contesto in cui l’associazionismo artigiano stava cercando di strutturare nuovi servizi di supporto alle imprese.
Un passaggio fondamentale nella storia della cooperativa fu la rottura con la CNA, che portò il nucleo storico a spostarsi verso la Confartigianato, determinando una ridefinizione degli equilibri nelle rappresentanze economiche locali. Per decenni, Cogesta ha operato come braccio tecnico e consulenziale di quel mondo produttivo, diventando un presidio stabile non solo per la contabilità e la sicurezza sul lavoro, ma anche per la formazione.
Tra le figure chiave della sua direzione va ricordato il ruolo del commercialista Carlo Cannas, che contribuì a consolidare l’impianto organizzativo e gestionale della cooperativa, rafforzandone la reputazione professionale nel tessuto economico orvietano.
La chiusura con un altro simbolo cittadino
La storia si chiude quarant’anni dopo, con un altro nome simbolico della politica e della vita cittadina: Stefano Cimicchi, ex sindaco di Orvieto, che dal 2022 ricopriva la carica di presidente del consiglio di amministrazione.
Un segnale per l’economia territoriale
Il fallimento della Cogesta non è soltanto la fine di una società, ma un segnale d’allarme per l’economia orvietana. Viene meno una realtà che aveva saputo accompagnare intere generazioni di imprese, dal mondo artigiano alla formazione professionale, fino a servizi legati alla sicurezza sul lavoro.
Ora il rischio concreto è che aziende e lavoratori restino privi di un presidio tecnico-amministrativo di prossimità, in un contesto in cui già da anni il tessuto produttivo soffre di frammentazione e debolezza. La chiusura di Cogesta, più che un episodio isolato, appare come il simbolo di una crisi sistemica che attraversa l’Umbria e, in particolare, l’area orvietana.