Che confusione in Provincia. Dovevano sparire, cancellate frettolosamente da Renzi-Del Rio e sono rientrate dalla finestra spesso come trampolino di lancio verso la Regione, vedi Proietti e Pernazza.
A poche ore dalla chiusura delle candidature per le elezioni tra voti ponderati e calcoli matematici complicati, il panorama degli aspiranti presidenti varia di ora in ora. L’ingresso di Stefano Bandecchi è un po’ come un’entrata a gamba tesa del difensore. Avrebbe trovato 61 firme, ben oltre le sue venti dei fedelissimi e pare che nell’orvietano ci sia qualche sindaco che abbia appoggiato l’idea. Prendiamo per buona la candidatura. Sembrerebbe quasi sicuro il ritiro dalla corsa di Roberta Tardani nel centro-destra che non ha trovato unità. Nella serata del 6 marzo ci dovrebbe arrivare la decisione nella corsa tra Malvetani, sindaco di Stroncone e Maravalle, primo cittadino di Ficulle. Tutto rigorosamente al condizionale, per ora. Ancora più complessa la partita nel PD che attende le primarie mentre va a ingrossarsi la fila dei candidati con Fabio Di Gioia, sindaco di Arrone, Lorenzo Lucarelli, sindaco di Narni, l’onnipresente Giampiero Lattanzi, sindaco di Guardea e la new entry Federico Gori, sindaco di Montecchio e recentemente eletto presidente di Anci Umbria, che ha rotto le uova nel paniere. Alle primarie Gori non è dato per favorito per malumori interni al partito.
L’unica evidenza è che l’orvietano è ancora una volta, l’ennesima, fuori dai giochi. Già perché nel centro-destra si sta creando una strana alleanza tra Orlando Masselli, candidato perdente contro Bandecchi, e i suoi consiglieri a favore di Malvetani. Che succederà?
Ecco perché Bandecchi, come abbiamo anticipato, potrebbe essere il vero ago della bilancia o “incassare” voti per la sua presidenza dal malcontento di un territorio storicamente escluso dalla partita provinciale salvo un colpo di reni in queste ore che ricompatti il territorio su un nome…