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Cassa di Risparmio di Orvieto, Barnabè: “crescente fiducia dai clienti”. Utile a 10,8 milioni e impieghi in aumento

Un 2025 all’insegna della solidità patrimoniale e del sostegno concreto all’economia reale. Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Orvieto (Gruppo Mediocredito Centrale) ha approvato i risultati al 31 dicembre 2025, chiudendo l’esercizio con un utile netto di 10,8 milioni di euro, un risultato sostanzialmente stabile rispetto agli 11 milioni dell’anno precedente e che conferma la capacità reddituale dell’istituto.

Sostegno al territorio e fiducia dei risparmiatori Il dato più rilevante per il tessuto economico locale è la crescita dei finanziamenti. Nel corso del 2025, la banca ha erogato 273,1 milioni di euro a favore di famiglie e imprese, registrando un incremento del 4,6% rispetto ai 261,1 milioni del 2024. Segno più anche per la raccolta totale da clientela, che sale del 4,4% attestandosi a 1.795,1 milioni di euro. Particolarmente significativa la performance della raccolta indiretta, balzata in avanti del 9,3% (raggiungendo i 606,8 milioni di euro), un indicatore che testimonia la crescente fiducia della clientela nella consulenza offerta dalla Cassa.

A commentare positivamente i risultati è il Direttore Generale di Cassa di Risparmio di Orvieto, Maurizio Barnabè: “I numeri del 2025 confermano la crescente fiducia dei nostri clienti e del territorio che ci vedono sempre più come un partner solido e affidabile. Questo aspetto emerge chiaramente dai dati sugli impieghi a famiglie e imprese che, nell’anno appena chiuso, hanno raggiunto 273 milioni di euro, in crescita del 4,6% rispetto al 2024. In aggiunta a questo, ci tengo a sottolineare la crescita di oltre il 9% della raccolta indiretta, che ad oggi ha superato i 600 milioni di euro, segno della fiducia riposta nei nostri confronti e nel Gruppo bancario MCC. Questo risultato è stato possibile solo grazie al lavoro portato avanti con passione e determinazione da tutte le colleghe e tutti i colleghi della Cassa. L’obiettivo, adesso, è proseguire su questa strada, confermandoci come player di riferimento per tutti i territori in cui siamo presenti”.

Solidità patrimoniale e qualità del credito Dal punto di vista della solidità, la CRO rafforza ulteriormente la propria posizione. I coefficienti patrimoniali registrano una crescita organica importante, con il CET1 ratio che sale al 18,83%, rispetto al 15,18% del dicembre 2024. Migliora anche la qualità del credito, che si attesta su livelli di eccellenza: l’NPE ratio lordo scende all’1,71% (era al 2%) e quello netto all’1,06%. Su questo fronte, la banca sta finalizzando l’operazione di derisking “Sirio”, che prevede la cessione di circa 7,4 milioni di euro di crediti non performing.

I numeri del bilancio Analizzando le voci di conto economico, il margine di intermediazione si attesta a 62 milioni di euro (+0,6%), sostenuto da un ottimo andamento delle commissioni nette, cresciute dell’8,8% (pari a 20,1 milioni di euro). Questo risultato ha permesso di compensare il lieve calo del margine di interesse (-5,2%), fermatosi a 39,9 milioni di euro. Il portafoglio titoli ha visto un incremento significativo (+66,2%), raggiungendo i 250,48 milioni di euro, composto prevalentemente da titoli governativi italiani.