Nel febbraio 2024, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini annunciò con grande enfasi investimenti per 5 miliardi di euro per le ferrovie umbre, una cifra che appariva enorme, quasi un quarto del costo stimato per il Ponte sullo Stretto. Tuttavia, la deputata del Movimento 5 Stelle, Emma Pavanelli, ha definito questo annuncio come “il solito annuncio da campagna elettorale, senza alcuna ricaduta concreta per la nostra regione.” Pavanelli aveva già presentato un’interrogazione parlamentare per ottenere chiarezza sugli interventi, ma non ha mai ricevuto una risposta esaustiva.
Secondo la deputata, la situazione in Umbria è addirittura peggiorata nell’ultimo anno. I pochi interventi realizzati sono stati possibili solo grazie ai fondi del PNRR, non per merito delle decisioni del Ministro. La quotidianità dei cittadini umbri è caratterizzata da rallentamenti, interruzioni e tempi di percorrenza insostenibili. Inoltre, la soppressione di numerosi treni durante il periodo estivo ha isolato interi territori, creando difficoltà per lavoratori, studenti e turisti. Manca una programmazione reale per collegamenti veloci da e per Roma e Firenze, una situazione che, secondo Pavanelli, “condanna l’Umbria a rimanere marginale rispetto alle grandi direttrici nazionali.”
Pavanelli ha sottolineato come la regione, che necessita di investimenti seri per crescere e attrarre sviluppo, sia invece utilizzata come “terreno di propaganda politica.” Ha accusato Salvini di fermarsi alle “dichiarazioni di intenti senza dare risposte concrete ai cittadini,” definendo la situazione “inaccettabile.”
In conclusione, la deputata ha chiesto al Governo di fornire certezze e chiarire il futuro dei collegamenti ferroviari dell’Umbria. La regione, ha affermato, merita infrastrutture moderne e non “prese in giro e passerelle politiche.” Il sistema di trasporti attuale è considerato inefficiente e frutto di anni di incuria e promesse non mantenute, bloccando di fatto le prospettive di sviluppo economico e turistico dell’intera regione.