La prima data ufficiale per la riapertura della SP 12 Bagnorese è arrivata direttamente dal presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi. Nella mattinata di mercoledì 17 giugno il presidente ha raggiunto il cantiere della frana che da fine gennaio interrompe il collegamento tra Orvieto e la frazione di Canale, incontrando tecnici, amministratori e cittadini. “Riapriremo la Bagnorese a senso unico alternato nella prima settimana di luglio”, ha assicurato Bandecchi durante il sopralluogo.
Accompagnato dall’ingegner Marco Serini dell’ufficio tecnico della Provincia e accolto dalla sindaca Roberta Tardani, il presidente ha visitato il fronte franoso che nei mesi scorsi ha reso necessaria la chiusura totale della strada. Successivamente si è fermato a parlare con alcuni residenti di Canale, costretti ormai da mesi a utilizzare la strada comunale della Cacciata come percorso alternativo.
Ai cittadini che chiedevano spiegazioni sulla lunga chiusura della provinciale, Bandecchi ha ribadito che la decisione era inevitabile per ragioni di sicurezza. “Nessuno credo voglia andare all’altro mondo prima. Di fronte a una frana di queste proporzioni non ho potuto fare altro. Non era possibile autorizzare il transito in nessun modo, era troppo pericoloso. Non possiamo permetterci di far rischiare la vita ai cittadini”.
Il cronoprogramma è stato illustrato dall’ingegner Serini che ha indicato in circa tre settimane il tempo necessario per completare le opere indispensabili all’attivazione del senso unico alternato.
Il tema più delicato resta però quello delle risorse economiche necessarie per arrivare alla definitiva messa in sicurezza dell’area. Su questo punto Bandecchi non ha nascosto le difficoltà. “Non abbiamo avuto, fino a ieri sera, né un centesimo dalla Regione né un centesimo dallo Stato. Abbiamo immediatamente informato sia la Regione che il Ministero delle Infrastrutture quando si è verificata la frana, ma finora non sono arrivati né finanziamenti né risposte concrete. La Provincia ha stanziato 450 mila euro dal proprio bilancio per affrontare l’emergenza e avviare i lavori. Si tratta di un intervento che compete alla Provincia ma che deve essere sostenuto economicamente dallo Stato, risorse che siamo certi arriveranno”.

Secondo il presidente, la Regione Umbria avrebbe finora manifestato la disponibilità a finanziare l’intervento con un milione di euro, una cifra tuttavia insufficiente rispetto alle necessità complessive. “Per risolvere il problema servono circa tre milioni di euro. Ci basterebbe avere una delibera della Regione o del Governo che garantisca l’arrivo di queste risorse entro un anno e mezzo. La Provincia può continuare ad andare avanti con le proprie forze, ma dobbiamo tenere conto che abbiamo molte altre emergenze da affrontare, comprese quelle che riguardano gli edifici scolastici”.
Tra i cittadini presenti è emersa soprattutto una richiesta: tornare il prima possibile a una situazione di normalità. “Confidiamo che una risposta arrivi al più presto. Per noi la cosa più importante è riattivare la viabilità il prima possibile”, ha spiegato uno dei residenti intervenuti durante l’incontro.
A margine del sopralluogo il Comitato per Canale ha colto l’occasione della presenza della sindaca Tardani e di alcuni consiglieri comunali di maggioranza e opposizione per chiedere aggiornamenti sulla sistemazione della strada della Cacciata, divenuta in questi mesi l’unica alternativa percorribile.
Dal confronto è emerso che il Comune ha già provveduto al taglio delle piante lungo il tracciato e che l’asfaltatura dei tratti individuati come prioritari verrà effettuata nelle prossime settimane. Restano inoltre attesi gli interventi per la sostituzione della segnaletica danneggiata.
Soddisfazione per le notizie emerse durante la visita è stata espressa dal consigliere provinciale Davide Melone. “Dopo mesi di disagi, finalmente arrivano notizie concrete che vanno nella direzione che tutti auspichiamo. Se non ci saranno imprevisti, tra meno di tre settimane il senso unico alternato sulla Bagnorese sarà una realtà. Non è ancora la soluzione definitiva, ma rappresenta un passo fondamentale per restituire un minimo di normalità a chi ogni giorno è costretto a fare i conti con la chiusura della strada”.