Sono passati 15 anni, ma il ricordo di Don Marcello Pettinelli continua ad abitare le pietre di Piazza della Repubblica, le navate di Sant’Andrea e i cuori di chi lo ha conosciuto. La sua figura, discreta e forte allo stesso tempo, appartiene ormai alla memoria collettiva di Orvieto, che lo celebra ancora come un punto di riferimento spirituale, culturale e umano.
Nato nel 1923 a Civitella d’Agliano, Don Marcello giunse a Orvieto dopo l’ordinazione sacerdotale nel dopoguerra, portando con sé un’energia insolita e una fede concreta, fatta di parole semplici e gesti quotidiani. Per molti anni fu parroco della Collegiata di Sant’Andrea, una delle chiese più amate della città, che seppe trasformare in un luogo vivo di incontro, ascolto e comunità. Lo si ricordava girare tra le strade del centro storico con la sua motocicletta o in bicicletta, simbolo di una pastorale dinamica e vicina alla gente. Era un sacerdote che non amava le distanze, ma cercava sempre la prossimità, la relazione, il dialogo. Conosceva per nome molti dei suoi parrocchiani, e a ciascuno sapeva rivolgere una parola buona, anche quando questa passava attraverso la sua ironia schietta e sincera.
Colto e curioso, Don Marcello non smise mai di studiare e di osservare il mondo. Era un uomo di pensiero, ma anche d’azione: capace di passare dalle pagine di un testo teologico al cantiere della chiesa, dalla riflessione spirituale alla cronaca cittadina. Per anni collaborò anche come cronista e commentatore, animando il dibattito culturale e civile con lucidità e passione. Chi lo ha conosciuto ricorda il suo stile sobrio, la voce pacata, ma anche la forza delle sue omelie, che sapevano toccare la vita di tutti. Non si limitava a parlare di fede, ma cercava di costruirla giorno per giorno insieme ai fedeli, nella concretezza dei problemi e delle speranze della città.
Alla sua morte, avvenuta nel novembre del 2010, la comunità di Orvieto si strinse in un grande abbraccio collettivo. Le esequie a Sant’Andrea furono una testimonianza di affetto e riconoscenza da parte di tutta la città: la piazza piena, il suono delle campane, il silenzio partecipe di chi sapeva di salutare un pastore che aveva amato profondamente la sua gente.
Oggi, a distanza di anni, Don Marcello Pettinelli resta un esempio luminoso di dedizione, cultura e fede vissuta con autenticità. Il suo ricordo continua a ispirare quanti credono che la Chiesa, prima ancora che nelle strutture, viva nei volti e nelle relazioni, nel coraggio di camminare accanto alle persone, proprio come faceva lui — con passo sicuro, e spesso, con la sua motocicletta.