Welcare

Una sera d’estate di quindici anni fa…Angelo Vassallo

Da Sindaco quale era aveva posto in essere il seme di quella che poi sarebbe diventata una vera e propria cooperazione per la creazione delle prime località “Food Slow” tra i Comuni di Orvieto, Pollica, Asolo e Greve in Chianti, alle quali poi nel tempo altre se ne sarebbero aggiunte altre.
Una sana e genuina promozione del diritto al piacere del cibo, difendendone genuinità, originalità, gusto e giusto valore. Un elogio senza se e senza ma del cibo buono e pulito.
Aveva saputo tracciare, sognatore quale era, una linea diretta di contatto tra il Comune e il Territorio del comprensorio orvietano e quello della sua amata Pollica, nonostante terre  così diverse e lontane. E nonostante la sua barbara e vigliacca uccisione quel Sogno ancora cammina, ancora vive, più solido e radicato che mai.
Faceva un gran caldo quel cinque settembre di quindici anni fa.
L’estate volgeva al termine. Il sole stava chiudendo quella giornata insolitamente afosa, calando a picco sul cristallino mare di Acciaroli, tingendo l’orizzonte di un palpabile e suggestivo color rosso amaranto. Sembrava quella una giornata di fine estate come tante altre. Ma non lo era.
Lui come ogni sera con la sua auto aveva iniziato a percorrere la strada che lo portava a casa. Lui era il Sindaco di Pollica e Acciaroli, Angelo Vassallo.
Canticchiava mentre affrontava quella serie di curve in salita senza soluzione di continuità. Come sempre lo stava facendo con andatura lenta, piacevole. Con il finestrino aperto per respirare e assaporare ancora con più intensità quegli odori del mare e della notte a lui così familiari e ai quali tanto era affezionato. Ad un tratto, era quasi giunto a una delle ultime curve che permetteva già di intravedere la sua amata casa, due fari accesi contromano a fendere con violenza il buio della notte. Non gli diede importanza. Era nella sua terra, nei suoi spazi. Che non temeva ma che amava. Diceva sempre che chi ha trascorso la propria vita a contatto del mare non deve avere paura di nulla.
Invece in quella macchina coi fari accesi contromano c’era una mano assassina che impugnava una pistola calibro nove. Il silenzio della notte e il canto delle cicale che lo riempivano fu bruscamente interrotto da quei nove colpi di arma da fuoco.
Nove colpi che con ferocia inaudita spezzarono la vita di una persona che viveva per la sua terra, che si nutriva nel suo agire dell’amore per essa. Il Sindaco Pescatore. Che amava smisuratamente il suo mare, lui che si definiva essere prima che Sindaco un Pescatore.
Un Sindaco con la “S”maiuscola. Un Uomo con la “U” maiuscola. Ma era anche un Sognatore con la “S” maiuscola. Sognava che la sua terra fosse sempre migliore, che esprimesse sempre e solo bellezza e gentilezza. Che incarnasse sempre e comunque i Principi basilari della Legalità. Che il mare della sua Acciaroli fosse sempre più pulito e accogliente. Lui stava dalla parte di chi ama e rispetta il Territorio, le Regole. Stava dalle parte del mare, dalla parte delle piante tipiche del suo territorio, che racchiudono profumi e sentori che ammaliano e rapiscono. E che creano e riproducono Bellezza. Che parlano di Giustizia,di Libertà. Di rispetto del Territorio. Profumo e sentore che emanano il tepore e il calore propri di una Comunità unita e collaborativa.
Una calda e quiete serata di estate di quindici anni fa quei nove colpirono l’uomo ma l’intento che si erano prefissi non lo hanno raggiunto.

Infatti, anche dopo quindici anni, quei pensieri, quella Persona ancora vive in tanti sguardi, in tante azioni. Esempio sempre vivo di chi rimane, a prescindere, attaccato ai concetti di Legalita, Rispetto, Giustizia