Ha preso ufficialmente il via lo scorso 26 maggio la diciottesima campagna di indagine archeologica nel sito di Coriglia, nel territorio di Castel Viscardo, una delle realtà di scavo più durature e significative dell’Orvietano. L’iniziativa, condotta su concessione del Ministero della Cultura, nasce da una consolidata collaborazione tra il Comune di Castel Viscardo, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e due college statunitensi: il Saint Anselm College e il Kansas City Art Institute.
Sul campo, impegnati fino a fine giugno, ci sono circa 30 studenti americani affiancati da un team internazionale di archeologi e docenti. A guidare le attività la direttrice scientifica Amanda Chen e la responsabile dello scavo Silvia Simonetti.
L’edizione 2025 è caratterizzata da un nuovo approccio topografico che punta ad analizzare il contesto ambientale e le vie di comunicazione antiche, cercando di ricostruire come l’insediamento fosse collegato alle principali arterie stradali dell’epoca. L’obiettivo è comprendere la funzione logistica di questa stazione romana affacciata sulla valle del Paglia, punto strategico lungo le antiche vie consolari: un luogo di sosta e ristoro per uomini, animali e carri, dotato di magazzini, impianti termali e spazi destinati alla cura dei viaggiatori.

Quest’anno lo scavo concentra l’attenzione sulle strade di accesso al sito e sulla possibile individuazione della fase etrusca dell’insediamento, che precede quella romana. Il progetto, attivo dal 2006, rappresenta inoltre un importante percorso formativo per gli studenti americani coinvolti, offrendo loro un’esperienza diretta di archeologia sul campo.
Un nodo cruciale per il futuro del sito resta quello della valorizzazione. Il Comune e i partner del progetto auspicano l’attivazione di un bando regionale che consenta di ottenere i fondi necessari per coprire e proteggere le aree ancora aperte, garantendo la prosecuzione delle indagini e la tutela delle strutture già riportate alla luce.
«Siamo orgogliosi di questa collaborazione internazionale che valorizza il nostro patrimonio storico e culturale – afferma il sindaco di Castel Viscardo, Daniele Longaroni –. Coriglia è una risorsa preziosa e continueremo a sostenerne la ricerca. Ora è fondamentale poter contare su risorse regionali per proteggere lo scavo e garantirne la continuità».
A sottolineare l’importanza scientifica dell’indagine è anche la direttrice dello scavo, Silvia Simonetti: «Questa campagna apre una nuova fase grazie all’approccio topografico, che ci consente di studiare il ruolo dell’insediamento nel sistema viario antico, con un’attenzione al contesto ambientale che ha condizionato le dinamiche insediative. Ogni anno emergono nuovi dati grazie al lavoro condiviso tra il team americano e quello italiano, ma soprattutto grazie all’impegno degli studenti».
