{"id":98965,"date":"2022-05-30T13:57:13","date_gmt":"2022-05-30T11:57:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=98965"},"modified":"2022-05-30T13:57:14","modified_gmt":"2022-05-30T11:57:14","slug":"il-pozzo-di-san-patrizio-entra-nella-rete-mondiale-dei-musei-dellacqua-dellunesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/il-pozzo-di-san-patrizio-entra-nella-rete-mondiale-dei-musei-dellacqua-dellunesco\/","title":{"rendered":"Il Pozzo di San Patrizio entra nella rete mondiale dei Musei dell&#8217;Acqua dell&#8217;Unesco"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il\u00a0<strong>Pozzo di San Patrizio<\/strong>\u00a0di Orvieto entra\u00a0<strong>nella Rete Mondiale dei Musei dell\u2019Acqua dell\u2019Unesco<\/strong>. Il capolavoro di ingegneria realizzato da <strong>Antonio Da Sangallo il Giovane<\/strong> \u00e8 stato inserito nel\u00a0<strong>Global Network of Water Museums<\/strong> (WAMU-NET)\u00a0che attualmente comprende\u00a0<strong>oltre 70 musei<\/strong>\u00a0e istituzioni di\u00a0<strong>30 diversi paesi<\/strong>: dall\u2019Italia all\u2019Olanda, passando per Spagna, Francia, Regno Unito, Germania, Croazia, Romania, Cina, Corea del Sud, India, Turchia, Marocco, Burkina Faso, Uruguay, Messico, Stati Uniti e altri ancora.  La\u00a0<strong>Rete Mondiale dei Musei dell\u2019Acqua<\/strong> ha sede a Venezia ed \u00e8 una delle 18 \u201ciniziative faro\u201d del Programma Idrologico Intergovernativo (IHP) dell\u2019Unesco al Mondo, nonch\u00e9 l\u2019unica a essere gestita dall\u2019Italia. La missione, nell\u2019ambito degli obiettivi dell\u2019Agenda 2030, \u00e8 promuovere il valore dei patrimoni acquatici ereditati, sia culturali che naturali. Musei e monumenti che aderiscono sono quindi impegnati, a vario titolo, nella realizzazione di progetti educativi sul valore dell\u2019acqua e dello sviluppo sostenibile.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cE\u2019 un onore per noi<\/em>\u00a0\u2013 spiega il direttore esecutivo della Rete Mondiale dei Musei dell\u2019Acqua,\u00a0<strong>Eriberto Eulisse<\/strong>\u00a0\u2013\u00a0<em>poter accogliere un capolavoro come il Pozzo di San Patrizio di Orvieto all\u2019interno della Rete che punta a promuovere un uso pi\u00f9 consapevole dell\u2019acqua e affermare un nuovo paradigma di sviluppo che abbia a cuore l\u2019attenzione e il rispetto verso la natura. Riqualificare, tutelare e promuovere i patrimoni dell\u2019acqua sia naturali che culturali su scala globale \u00e8 lo stimolo per riportare l\u2019attenzione verso quei capitali di conoscenza che nei secoli hanno generato modelli lungimiranti di gestione accorta dell\u2019acqua. Per questo nella Rete WAMU-NET giocano un ruolo di primo piano non solo i musei in senso stretto ma anche gli eco-musei e i diversi patrimoni di civilt\u00e0 delle acque, in quanto naturali prolungamenti di attivit\u00e0 espositive e didattiche che coinvolgono tutto un territorio. Prosecuzioni che includono sia parchi e riserve naturalistiche che architetture e opere monumentali costruite per la loro speciale relazione con l\u2019acqua, come appunto il Pozzo di San Patrizio.<\/em>\u00a0  <em>Tutti questi patrimoni<\/em>\u00a0\u2013 aggiunge &#8211;\u00a0<em>costituiscono le preziose testimonianze di come attraverso i secoli e tramite un uso accorto e lungimirante dell\u2019elemento liquido siano stati modellati veri e propri \u2018paesaggi dell\u2019acqua\u2019 sia in ambito urbano che rurale. Valorizzando questi patrimoni di civilt\u00e0, arte e cultura, oggi si possono affermare anche nuove visioni e nuove politiche di sviluppo, volte a stimolare attivit\u00e0 all\u2019aria aperta e pratiche salutari di ecoturismo centrate sulla mobilit\u00e0 sostenibile\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cL\u2019inserimento del Pozzo di San Patrizio di Orvieto all\u2019interno della Rete Mondiale dei Musei dell\u2019Acqua dell\u2019Unesco<\/em>\u00a0\u2013 commenta il sindaco e assessore alla Cultura e al Turismo,\u00a0<strong>Roberta Tardani<\/strong>\u00a0\u2013\u00a0<em>oltre al prestigio di far parte di un importante circuito internazionale delle Nazioni Unite, ha una doppia valenza. Innanzitutto riporta l\u2019incredibile opera di Sangallo, visitata ogni anno da 200mila persone, alla sua dimensione storica originale e alle funzioni per le quali venne commissionato e realizzato da Papa Clemente VII. Il messaggio che \u00e8 impresso sulle mura del pozzo &#8211; quello che non aveva dato la natura lo procur\u00f2 l\u2019ingegno \u2013 dopo 500 anni oggi torna pi\u00f9 che mai attuale e non potr\u00e0 che essere amplificato dalle iniziative e dalle attivit\u00e0 della Rete Unesco dei musei dell\u2019acqua. Dal punto di vista della promozione, inoltre, l\u2019adesione a WAMU-NET, la partecipazione agli eventi e alle campagne di comunicazione rappresenta un altro importante tassello di valorizzazione turistica del Pozzo di San Patrizio potendo entrare in un sistema di musei e monumenti dell\u2019acqua su scala globale che raggiungono complessivamente un bacino di oltre 30 milioni visitatori all\u2019anno. Entrambi gli aspetti trovano concretezza nel progetto che abbiamo recentemente presentato al Ministero della Cultura che punta da una parte ad accrescere la fruibilit\u00e0 del Pozzo di San Patrizio attraverso la realt\u00e0 virtuale e la realt\u00e0 aumentata e dall\u2019altra, in linea con gli obiettivi del Programma Idrologico Intergovernativo dell\u2019Unesco, a promuovere il turismo sostenibile creando percorsi esperienziali a piedi e in bici alla riscoperta delle principali ma meno conosciute testimonianze del patrimonio artistico di Orvieto collegate all\u2019acqua e al sistema di approvvigionamento idrico della citt\u00e0\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il\u00a0Pozzo di San Patrizio\u00a0di Orvieto entra\u00a0nella Rete Mondiale dei Musei dell\u2019Acqua dell\u2019Unesco. 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