{"id":98625,"date":"2022-04-22T17:32:39","date_gmt":"2022-04-22T15:32:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=98625"},"modified":"2022-04-22T17:33:55","modified_gmt":"2022-04-22T15:33:55","slug":"botto-di-una-notte-di-mezza-estate-tra-sogno-e-realta-a-rischiare-e-la-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/botto-di-una-notte-di-mezza-estate-tra-sogno-e-realta-a-rischiare-e-la-citta\/","title":{"rendered":"\u201cBotto di una notte di mezza estate\u201d, tra sogno e realt\u00e0 a rischiare \u00e8 la Citt\u00e0."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Se nella pi\u00f9 famosa opera di Shakespeare, <em>Sogno d&#8217;una notte di mezza estate<\/em>, mito fiaba e quotidianit\u00e0 si intersecano continuamente senza soluzione di continuit\u00e0, rivelandoci un teorema sul nonsense della vita degli uomini, l\u2019annosa vertenza sul futuro della cava di Basalto in localit\u00e0 La Spicca, come abbiamo gi\u00e0 avuto modo di scrivere, rischia di far fare il botto alla citt\u00e0 di Orvieto e alla politica orvietana. Ambientalismo ideologico, insipienza politica e private logiche immobiliari stanno trasformando una ventennale vertenza giuridico-legale in un vero pastrocchio. Per descrivere meglio questa madornale sbandata della politica locale e regionale nella gestione dello sviluppo economico-territoriale dovremmo prendere in prestito il numero 32 di Dylan Dog, che parafrasando il celebre drammaturgo inglese, titolava \u201cIncubo di una notte di mezza estate\u201d.&nbsp; Lo stato dell\u2019arte della vertenza \u00e8 il seguente. A fine giugno la Concessione che autorizzava l\u2019estrazione di basalto in capo alla societ\u00e0 Basalto la Spicca scadr\u00e0. Questa Concessione per lo sfruttamento del sottosuolo nasce a met\u00e0 dello scorso secolo con la societ\u00e0 SECE e l\u2019attuale propriet\u00e0 la rileva dal concordato preventivo nel&nbsp; 2016 e, vista la scadenza di giugno 2022, ne ha chiesto nel 2019 il rinnovo con un nuovo progetto di ampliamento del sedime estrattivo e per un periodo di ulteriori 20 anni. Tra lungaggini, ritardi e ricorsi, l\u2019iter autorizzativo dal 2019 \u00e8 giunto sino ad oggi con la pubblicazione delle osservazioni da parte degli Amici del Botto a cui si aggiungeranno probabilmente le contro deduzioni della Basalto La Spicca. La Regione a questo punto potrebbe chiedere delle integrazioni e, se tutto filasse liscio, ci troveremmo a fine maggio, ma il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo visti i precedenti. A questo punto si aprirebbe la Conferenza dei Servizi per chiudere il Paur (Procedimento Autorizzativo Unico Regionale) che ha massimo 90 giorni per accettare o negare l\u2019autorizzazione. Ovviamente nel secondo caso la Concessione verrebbe a terminare e la societ\u00e0 se volesse comunque proseguire nelle sue attivit\u00e0, dovrebbe iniziare dal principio innescando un nuovo iter autorizzativo su rinnovate basi progettuali e nel mentre interrompere ogni attivit\u00e0 estrattiva nell\u2019attesa del responso. Visto i precedenti \u00e8 plausibile ipotizzare almeno 24\/36 mesi di tempo per arrivare sino in fondo. Nel primo caso invece, ovvero nell\u2019ipotesi che il Paur addivenisse all\u2019autorizzazione dell\u2019attuale richiesta di ampliamento e durata della concessione, si potrebbe comunque paventare uno stop delle attivit\u00e0 di almeno due mesi visto che i 90 giorni, se iniziassero dai primi di giugno, terminerebbero tra la fine di Agosto e i primi di Settembre. Per i 20 dipendenti della Basalto La Spicca e le loro famiglie si preannuncia un\u2019estate torrida e a tremare con loro sono anche i dipendenti di tutto l\u2019indotto non meno di 75 dipendenti. Fermo restando l\u2019esito del procedimento autorizzativo, per nulla scontato, sarebbe auspicabile che il tutto, nel rispetto dei procedimenti e della necessaria trasparenza, possa avvenire nel pi\u00f9 breve tempo possibile e nel caso specifico entro la fine di Giugno. Rientrare in questi tempi \u00e8 ovviamente un tema eminentemente di volont\u00e0 politica. La vicenda della Basalto La Spicca ci suggerisce comunque delle riflessioni&nbsp; e degli interrogativi di carattere generale che \u00e8 utile fissare per inquadrare e valutare le ipotesi di politica economica a valere ad Orvieto e pi\u00f9 in generale in Umbria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli Amici degli Amici del Botto<\/strong><strong><br><\/strong>Le osservazioni presentate dagli Amici del Botto fanno riferimento a 13 persone e un\u2019associazione. Tra questi, si legge nel testo indirizzato alla Regione Umbria, solo 4 sarebbero gli amici direttamente interessati dalle attivit\u00e0 della cava perch\u00e9 proprietari di abitazioni in prossimit\u00e0 del sito estrattivo. Tra questi amici non pu\u00f2 che spiccare un nome su tutti, l\u2019Amico degli Amici del Botto, il \u201ccittadino orvietano\u201d che da oltre un decennio chiamando a s\u00e9 e sostenendo&nbsp; numerosi proseliti e altisonanti consulenti legali nazionali e locali si batte per far chiudere la Cava in localit\u00e0 La Spicca. Stiamo parlando del cittadino italiano Fausto Giori, classe 1938, residente in Svizzera a Crans-Montana. E\u2019 suo il Ricorso al Tar contro la SECE dell\u2019imprenditore Fiaschi presentato gi\u00e0 nel 2008 dall\u2019avvocato orvietano Fausto Cerulli e il perugino Paolo Mamaroni. Allora le ragioni del Giori, dapprima accolte dal Tar, furono respinte dal Consiglio di Stato e il \u201ccittadino orvietano\u201d residente in Svizzera fu \u201cgraziato\u201d dalla propriet\u00e0 della cava da una causa per danni per aver contribuito con la sua azione legale al fermo operativo temporaneo dell\u2019impianto. Cos\u00ec gli dev\u2019essere sembrato necessario alzare il tiro e coinvolgere nella battaglia un vero Principe del foro come l\u2019avvocato Alessandro Botto, ex Consigliere di Stato e Capo di Gabinetto e Consigliere legislativo di vari ministri oltre che professore alla LUISS. Con lui, se non bastava, anche l\u2019avvocato e professore Antonio D\u2019Arcangelo, tutti domiciliati presso lo studio dell\u2019Avv. Manfredi Maglio di Perugia. Dell\u2019orvietano Cerulli si sono perse le tracce, mentre all\u2019ultima ora \u00e8 comparso un altro nome di spicco tra i legali della Rupe, quello di Simona Sacripanti sorella del pi\u00f9 noto consigliere leghista Andrea che proprio in Consiglio Comunale nel dibattito sulla ratifica dell\u2019accordo di copianificazione del 25\/03\/2021,\u201cAccertamento dei giacimenti di cava\u201d, della L.R. 2\/2000, richiesto dalla Basalto La Spicca aveva espresso un problema tecnico e la necessit\u00e0 di rinviarne l&#8217;approvazione per approfondirne con l\u2019Assessore Mazza gli aspetti peculiari del progetto. Insomma non propriamente un\u2019armata Brancaleone, piuttosto una vera e propria macchina da guerra legale assistita da altri consulenti tecnici che a giudicare dai nomi e dai numeri dovrebbe anche costare molto. Un costo probabilmente da moltiplicare per tutti i ricorsi presentati separatamente, altri 3 (Zenobi, Duthler e Amici della Terra), sempre con la stessa compagine legale. Infine si sono aggiunte le tante associazioni ambientaliste, 14 sigle,&nbsp; che affollano la Tuscia allargata all\u2019orvietano lavorando come cassa di risonanza attraverso una fitta comunicazione a mezzo stampa. Non bisogna poi tralasciare l\u2019ultima ma necessaria, ai fini della battaglia legale, costituzione con forma giuridica associativa dello stesso Comitato Amici del Botto. Insomma non siamo davanti ad un semplice comitato di cittadini residenti, bens\u00ec \u00e8 evidente l\u2019impegno e la regia professionale che il Giori e pochi altri hanno messo in campo da quando hanno acquistato le loro propriet\u00e0 immobiliari. La domanda sorge spontanea: ma dalla Svizzera quando il signor Giori \u00e8 sceso a valle per investire nella campagna orvietana non si era accorto che l\u00ec vicino c\u2019\u00e8ra la Cava? E poi, prima di scatenare cotanta tempesta legale,&nbsp; ha mai incontrato operai e propriet\u00e0 per ricercare un punto di incontro o un compromesso?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><strong>La decrescita felice degli Amici del Botto<\/strong><\/strong><br>Al coro degli Amici del Botto si \u00e8 aggiunto quello del Coordinamento delle Associazioni ambientaliste contrarie al prosieguo della Cava. In un loro comunicato scrivono testualmente: \u201c<em> furono i PD (Bracco e Pesaresi) che sconfessarono una vecchia impostazione sulla crescita dell\u2019Orvietano e tracciarono un interessante quanto stimolante profilo di sviluppo orientato al turismo e alla conservazione di veri giacimenti inesauribili quali il paesaggio, la cultura e le tradizioni dei luoghi. Fu la contrapposizione, certamente non ideologica, ma reale e gi\u00e0 in atto, fra le civilt\u00e0 della pietra e quella degli uomini, fra la concentrazione di grandi economie in poche mani e la diffusione di un reddito frammentato fra agriturismi, aziende agricole, attivit\u00e0 legate alla cultura, strutture ricettive finalmente rese possibili da apposite leggi di incentivazione\u201d<\/em>. Un riferimento storico (2009) preciso che ha fortemente incentrato lo sviluppo regionale in tal senso ma tra le righe si legge altres\u00ec una lettura fortemente ideologizzata che intravede nell&#8217;Industria e in determinate attivit\u00e0 un rischio di accentramento economico e di qualit\u00e0. Volendo per\u00f2 tralasciare l\u2019ideologia e soffermandoci al dato di economia politica citato, si possono fare alcune doverose quanto interessanti osservazioni. Se \u00e8 vero che in tutti questi anni tanto \u00e8 stato fatto e soprattutto incentivato sul fronte agro-turistico ricettivo nell\u2019orvietano e non solo, bisogna anche poterne valutare i risultati e le dinamiche produttive. I numeri della ricettivit\u00e0 in termini di posti disponibili sono certamente aumentati e molti di questi posti sono proprio quelli relativi agli Agriturismi e ai B&amp;B, ma se ci si sofferma sulla percentuale di utilizzo degli stessi prima, durante e dopo il Covid questa non eccede il 20%. La questione \u00e8 presto detta. O c\u2019\u00e8 un enorme sommerso che sfugge alle registrazioni delle presenze oppure, com&#8217;\u00e8 pi\u00f9 probabile che sia, dopo aver fatto tanto nella direzione dell\u2019offerta \u00e8 necessario concentrarsi sul fronte della domanda, stimolandola con offerte e servizi qualificati che possono differenziare il tipo di utenza e soprattutto portandola sul nostro territorio garantendogli infrastrutture di collegamento adeguate (fermata del Freccia Rossa, collegamenti diretti con Fiumicino, Ciampino e Civitavecchia, tutti hub turistici di rilevanza). Infine a voler puntare tutto sul Turismo si rischia e non poco. Purtroppo la cronaca di questi anni ci ha insegnato molto in tal senso: i giacimenti turistici sono risorse preziose ma soggette a numerose variabili esterne che ne possono improvvisamente mitigare i flussi ingenerando pericolosi gap produttivi. Le pandemie e purtroppo anche i conflitti stanno producendo simili effetti. Una politica economica pi\u00f9 prudente dovrebbe suggerire semmai di garantire al territorio un mix produttivo pi\u00f9 equilibrato e soprattutto capace di assorbire eventuali crisi di filiera. Nel caso dell\u2019orvietano inoltre \u00e8 assurdo parlare di concentrazione economica quando sono praticamente assenti grandi e medie imprese. Semmai il problema del nostro territorio \u00e8 l\u2019eccessiva frammentazione che, a determinati livelli, crea una forte limitazione nella garanzia di adeguati standard produttivi e di servizio in ogni settore ivi compreso il turismo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Soprintendenza ad orologeria<\/strong><br>\u201c<em>La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell\u2019Umbria \u00e8 praticamente al collasso<\/em>\u201d. A lanciare l\u2019allarme fu nel maggio 2020 la soprintendente ad interim Rosaria Mencarelli, secondo cui l\u2019ente stava lavorando in una situazione di grave carenza di personale che impediva alla soprintendenza di far fronte alle tante richieste di autorizzazione. Eppure il sospetto che per alcuni, dicasi semplici cittadini, l\u2019Ente rappresenti un complesso quanto lento apparato burocratico, mentre per altri, dicasi associazioni ambientaliste, un solerte e utile \u201cvigilantes\u201d a chiamata \u00e8 reale. Nel nostro caso non poteva mancare il Vincolo della Soprintendenza che \u00e8 arrivato puntuale e con una celerit\u00e0 \u201csvizzera\u201d. L\u2019oggetto del vincolo \u00e8 un manufatto all\u2019interno di un casale per cui vi sarebbe un interesse storico archeologico degno, evidentemente, di tutela. Ci\u00f2 che stride invece \u00e8 che dal 2008 ad oggi nessuno si era accorto di quel casale lasciando che l\u2019attivit\u00e0 estrattiva arrivasse addirittura a lambirlo. Poi eccoti il vincolo nel bel mezzo di un procedimento autorizzativo cos\u00ec complesso come il Paur e soprattutto in una fase cos\u00ec avanzata. Come si dice: a pensar male si fa peccato, ma spesso\u2026.. Nei giorni scorsi avevamo dato la notizia di una sentenza storica del Consiglio di Stato che ha sbloccato un progetto di impianto fotovoltaico nel viterbese interrotto nel suo iter autorizzativo e di realizzazione proprio da un vincolo della locale Soprintendenza, intervenuto dopo il via libera di tutti gli altri Enti. Un altro esempio che vede il vincolo della Soprintendenza intervenire a gamba tesa senza un\u2019adeguata logica di concertazione in capo a tutti gli Enti coinvolti nei processi autorizzativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Salvaguardia ambientale si. Ambientalismo ideologico no grazie<\/strong><br>La salvaguardia ambientale non \u00e8 banalmente una priorit\u00e0, piuttosto una fondamentale necessit\u00e0. Ma ogni interpretazione ideologica di un buon principio ne deturpa di fatto il significato pi\u00f9 puro e profondo del principio stesso. La Convenzione europea del paesaggio si pone l\u2019obiettivo di <em>\u201c\u2026 garantire il governo del paesaggio al fine di orientare e di armonizzare le sue trasformazioni provocate dai processi di sviluppo sociali, economici ed ambientali<\/em>\u201c, e non di conservarlo immutato. Lo scorso venerd\u00ec a Roma si \u00e8 svolta una manifestazione dei \u201cCittadini per l\u2019Italia Rinnovabile\u201d, un comitato di recente costituzione formato da cittadine e cittadini, attivisti, giornalisti, professionisti, esperti e operatori delle rinnovabili e rappresentanti di associazioni ambientaliste. Tra essi molte firme di autorevoli ecologisti italiani. Gli organizzatori lamentano che la svolta \u201crinnovabile\u201d in Italia viene bloccata da un decennio con l\u2019uso strumentale della burocrazia, e con il pretesto dei vincoli paesaggistici, e spesso con altre motivazioni non pi\u00f9 accettabili. Incredibile perch\u00e8 lo stesso si potrebbe dire sul caso della Basalto La Spicca dove i lavoratori e gli imprenditori chiedono di poter lavorare e intraprendere nel rispetto delle regole poste a tutela della Salvaguardia ambientale e che nel settore estrattivo-minerario non sono certo poche e banali. Tutto ci\u00f2 mentre indefessi comitati del \u201cNo\u201d continuano da anni a boicottarne l\u2019operato e il futuro attraverso l\u2019uso strumentale della burocrazia, delle lungaggini procedurali e dei mille ricorsi. Forse c\u2019\u00e8 un po\u2019 di confusione? Soprattutto bisognerebbe una volta per tutte garantire percorsi certi e celeri a quelle imprese che dimostrano nei fatti di saper rispettare le complicate procedure di salvaguardia ambientale e contemporaneamente che garantiscono posti di lavoro qualificati e duraturi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se nella pi\u00f9 famosa opera di Shakespeare, Sogno d&#8217;una notte di mezza estate, mito fiaba e quotidianit\u00e0 si&hellip;","protected":false},"author":24,"featured_media":98626,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"categories":[63,62,71],"tags":[],"class_list":["post-98625","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-economia","category-politica","category-copertina","cs-entry","cs-video-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98625","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=98625"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98625\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":98632,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98625\/revisions\/98632"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/98626"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=98625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}