{"id":98510,"date":"2022-04-02T09:32:53","date_gmt":"2022-04-02T07:32:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=98510"},"modified":"2022-04-02T09:32:56","modified_gmt":"2022-04-02T07:32:56","slug":"antonio-rossetti-cts-per-lo-sviluppo-economico-e-demografico-del-territorio-servono-infrastrutture-servizi-e-reti-di-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/antonio-rossetti-cts-per-lo-sviluppo-economico-e-demografico-del-territorio-servono-infrastrutture-servizi-e-reti-di-imprese\/","title":{"rendered":"Antonio Rossetti, CTS, \u201cper lo sviluppo economico e demografico del territorio servono infrastrutture, servizi e reti di imprese\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\"><em>Il problema demografico legato all\u2019economia \u00e8 emerso prepotentemente nell\u2019ultimo report di Cittadinanza Territorio e Sviluppo da cui si evince un quadro a tinte piuttosto fosche per l\u2019Area Interna Sud-Ovest Orvietano e per Orvieto in particolare, soprattutto se in assenza di decisioni politiche che tentino di invertire la rotta.&nbsp; Sicuramente l\u2019et\u00e0 media piuttosto alta degli imprenditori, la conseguente scarsa propensione all\u2019investimento, la mancanza di reti di aziende sono i principali segnali di un territorio sui cui si devono concentrare gli sforzi della politica con un raggio d\u2019azione di medio-lungo termine.&nbsp; Antonio Rossetti, che insieme a Eleonora D\u2019Urzo ha curato il report, sintetizza con una frase asciutta l\u2019attuale situazione, \u201csplende la luce del crepuscolo\u201d.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma \u00e8 veramente cos\u00ec grave la situazione nel nostro territorio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inizierei con il dire che la demografia ha un suo impatto specifico sull\u2019economia pi\u00f9 che viceversa anche se sicuramente le problematiche economiche aggravano il problema demografico.&nbsp; Insomma, crescita demografica ed economica vanno a braccetto ma vorrei sottolineare un punto chiave e cio\u00e8 che c\u2019\u00e8 un legame diretto tra demografia e investimenti economici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa intende di preciso con nesso diretto tra demografia e investimenti economici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo punto che mi viene in mente \u00e8 che con il calare dell\u2019et\u00e0 media c\u2019\u00e8 un corrispondente aumento della voglia di intrapresa e un conseguente aumento degli investimenti. Oggi la situazione a Orvieto vede un\u2019et\u00e0 media alta, un male comune al paese ma che si accentua in Umbria e ancora di pi\u00f9 nel territorio, e un risparmio medio molto alto, io azzarderei nel definirlo esorbitante e questo perch\u00e9 non cresce la forza-lavoro.&nbsp; Cero di spiegarmi con un esempio semplice.&nbsp; Prendiamo una ricetta di un dolce in cui servono 6 uova per un chilo di farina.&nbsp; Aprendo il frigorifero ci accorgiamo di avere solo tre uova; quindi, dimezziamo la dose di farina e prepariamo il nostro dolce. Ci avanza mezzo chilo di farina che rimane nella dispensa, un po\u2019 come i soldi che vengono accantonati, senza possibilit\u00e0 di utilizzo e &nbsp;rimangono in banca sui conti correnti, senza che ne benefici in alcun modo l\u2019economia del territorio. In sostanza, se un fattore di produzione, la forza lavoro adeguatamente preparata, non cresce, l\u2019altro fattore, l\u2019investimento, \u201crimane in frigorifero\u201d, per continuare la metafora, cio\u00e8 rimane risparmio inoperoso. Una carenza d\u2019offerta di lavoro in et\u00e0 giovanile, preparata alle nuove tecnologie, e un eccesso d\u2019offerta di et\u00e0 avanzata implica che il risparmio non ha buone opzioni per divenire investimento: la regola \u00e8 implacabile, la crescita economica \u00e8 sempre limitata dal fattore di produzione che scarseggia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In pratica con un\u2019et\u00e0 media aumenta la propensione al risparmio e cala quella all\u2019investimento, da quello che sta dicendo. Tutto sembra favorire proprio questo sistema in Italia.&nbsp; Non \u00e8 che quando si dice che il nostro non \u00e8 un Paese per i giovani si dica la verit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si dice la verit\u00e0 se l\u2019intera struttura economica del paese non \u00e8 adatta agli investimenti e, di conseguenza, non sei attrattivo per i giovani.&nbsp; A Orvieto, poi, come detto, c\u2019\u00e8 un cronico eccesso di risparmio, soldi fermi, immobilizzati che non vengono immessi nel ciclo economico fatto da micro e piccole imprese, senza gradi realt\u00e0 industriali, senza un cluster produttivo.&nbsp; In pratica i giovani non trovano l\u2019humus adatto per crescere e vanno altrove. C\u2019\u00e8 da dire a queste problematiche, malgrado se ne sia preso consapevolezza, ancora non si \u00e8 &nbsp;trovato una possibile soluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo smart-working dopo la pandemia lo stanno velocemente archiviando, in particolare nella PA, potrebbe essere, invece, una soluzione sulla quale investire?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Veramente potrebbe essere proprio una delle soluzioni per far tornare attrattivo questo territorio.&nbsp; Lo smart- working potrebbe intercettare i gi\u00e0 residenti obbligati al pendolarismo e che in taluni casi optano, con il tempo, per il trasferimento definitivo in altri comuni.&nbsp; La creazione di spazi dedicati al lavoro da remoto renderebbe attrattivo il territorio anche per i non residenti.&nbsp; Con lo smart-working si svincola la demografia dal luogo fisico dove si lavora, cio\u00e8 tutti possono lavorare senza muoversi ma c\u2019\u00e8 il rischio del cosiddetto dumping salariale: la concorrenza sul mercato di forza lavoro proveniente da zone a pi\u00f9 basso saggio di salario che possono concorrere senza spostarsi dal luogo di origine; si pensi, a livello internazionale, all\u2019informatico indiano che lavora da Nuova Delhi per una azienda statunitense; &nbsp;tutti problemi che proprio con la pandemia si sono evidenziati nel lavoro agile e che devono essere assolutamente normati.&nbsp; Sarebbe un errore grandissimotornare al lavoro tradizionale in via esclusiva, dimenticandosi i vantaggi sia per le imprese sia per i lavoratori dello smart-working.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sicuramente serve anche altro, per\u00f2, per rendere attrattivo un territorio\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 evidente.&nbsp; Io dividerei tutto in due fasi, una prima riguarda la politica che deve occuparsi di casa, trasporti e reti immateriali a partire dalla fibra, quella vera.&nbsp; In una seconda fase il ruolo principale \u00e8 degli imprenditori.&nbsp; Affrontiamo la prima fase.&nbsp; Se gli immobili hanno prezzi troppo alti e le tasse locali sono elevate &nbsp;\u00e8 chiaro che i territori contigui, che hanno problemi simili, tra l\u2019altro, hanno gioco facile nel fare concorrenza.&nbsp; Al netto del lavoro agile i collegamenti sono fondamentali se si vuole uno sviluppo del territorio, allora potenziare i collegamenti ferroviari e migliorare quelli stradali sono tappe fondamentali per rendere attrattivo un territorio. In ultimo le reti immateriali che devono essere adeguate eliminare il gap tecnologico, una strozzatura oggi insopportabile per chi fa impresa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E gli imprenditori?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arriviamo alla seconda fase, quella della creazione di una catena di valore delle aziende.&nbsp; Partiamo dal presente.&nbsp; Oggi il tessuto imprenditoriale orvietano \u00e8 fatto di micro e piccolissime imprese, nella maggioranza dei casi.&nbsp; Manca poi un settore trainante, non c\u2019\u00e8 una specializzazione; insomma, il settore produttivo orvietano non \u00e8 quello che si definisce \u201cun distretto\u201d, \u00e8 solo un arcipelago di microimprese scollegate; in tali circostanze, &nbsp;si deve connettere tali imprese in una logica che susciti le cosiddette \u201ceconomie di rete\u201d, per favorire l\u2019innovazione e creare valore.&nbsp; Di esempi ne abbiamo in Italia, basta girare e studiare per capire come pu\u00f2 funzionare questo modello.&nbsp; Ogni piccola realt\u00e0 imprenditoriale da sola non pu\u00f2 competere sui mercati interni e internazionali, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 chi deve occuparsi del marketing, chi degli acquisti, chi del credito e cos\u00ec via.&nbsp; Fare tutte queste fasi del ciclo di produzione per una piccola azienda \u00e8 impossibile oppure &nbsp;ha un costo troppo alto, ecco che diventa fondamentale, direi vitale, \u201cfare rete\u201d per vivere e per crescere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Poi c\u2019\u00e8 il delicato capitolo dell\u2019accesso al credito con tante imprese che si lamentano per le difficolt\u00e0 nell\u2019ottenerlo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le regole sono piuttosto rigide e il merito creditizio \u00e8 importante.&nbsp; Se non cresci e non comprimi le spese, cio\u00e8 migliori la produttivit\u00e0, difficilmente avrai un merito creditizio soddisfacente e altrettanto difficilmente potrai avere finanziamenti. Insomma, sono tanti cani che si mordono la coda, tutti in fila, ecco perch\u00e9 piccolo non \u00e8 bello se non si trovano sinergie e accordi tra imprese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quindi lei sta praticamente contraddicendo quello che in tanti in questi anni sostengono e cio\u00e8 che \u201cpiccolo \u00e8 bello\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No, assolutamente.&nbsp; Bisogna per\u00f2 intendersi sul piccolo \u00e8 bello.&nbsp; Si pu\u00f2 essere piccoli, si pu\u00f2 vivere, si pu\u00f2 essere vincenti ma all\u2019interno di un distretto industriale, cio\u00e8 di un\u2019economia indirizzata a pochi prodotti, o al limite monoprodotto, in cui alcuni fattori di produzione lavorano in comune per il distretto, elidendo le diseconomie legate alla piccola dimensione.&nbsp; A Orvieto abbiamo realt\u00e0 imprenditoriali piccole ma non abbiamo un distretto o una rete; inoltre, quando si produce con tecniche che non sono sulla frontiera dell\u2019efficienza, si rischia l\u2019implosione in quanto l\u2019innovazione rigurda sempre le tecniche a pi\u00f9 alto tasso di produttivit\u00e0, non le altre: se si producono macchine con la chiave inglese mentre i paesi pi\u00f9 evoluti usano i robot, \u00e8 evidente che il progresso riguarder\u00e0 come migliorare l\u2019utilizzo dei robot e quindi sposter\u00e0 sempre di pi\u00f9 al margine che utilizza la chiave inglese. Da ultimo la &nbsp;politica: sovente non pianifica oltre le prossime elezioni.&nbsp; Il ruolo della politica nel favorire la nascita di una rete di imprese o di un distretto industriale \u00e8 fondamentale, ma si deve pensare oltre il limite temporale del singolo mandato altrimenti ci si limita a gestire il quotidiano senza un progetto per il futuro. Ma non addossiamo tutte le colpe alla politica, anche le imprese devono aver chiaro che per essere protagoniste del loro futuro devono essere pronte a cedere un po\u2019 della loro autonomia, senza snaturarsi e senza vendere ma aprendosi al mercato e alla collaborazione con le altre imprese del territorio pensandosi come parte di un sistema complesso e non come protagonisti assoluti.&nbsp; L\u2019alternativa \u00e8 il crepuscolo economico, sociale e demografico di una citt\u00e0 e di un territorio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il problema demografico legato all\u2019economia \u00e8 emerso prepotentemente nell\u2019ultimo report di Cittadinanza Territorio e Sviluppo da cui si&hellip;","protected":false},"author":3,"featured_media":97841,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"categories":[63,71],"tags":[570,588,664,60],"class_list":["post-98510","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-economia","category-copertina","tag-area-interna-sud-ovest-orvietano","tag-cittadinanza-territorio-sviluppo","tag-demografia","tag-orvieto","cs-entry","cs-video-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98510","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=98510"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98510\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":98511,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98510\/revisions\/98511"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/97841"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98510"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=98510"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98510"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}