{"id":98437,"date":"2022-03-26T11:24:11","date_gmt":"2022-03-26T10:24:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=98437"},"modified":"2022-03-26T11:24:14","modified_gmt":"2022-03-26T10:24:14","slug":"e-noi-ci-siamo-e-adesso-non-intendiamo-subire-una-comunicazione-a-senso-unico-che-distorce-la-realta-dei-fatti-e-gioca-con-il-nostro-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/e-noi-ci-siamo-e-adesso-non-intendiamo-subire-una-comunicazione-a-senso-unico-che-distorce-la-realta-dei-fatti-e-gioca-con-il-nostro-futuro\/","title":{"rendered":"&#8220;E noi? Ci siamo e adesso non intendiamo subire una comunicazione a senso unico che distorce la realt\u00e0 dei fatti e gioca con il nostro futuro&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota stampa dei dipendenti della Basalto La Spicca con cui&nbsp; rispondono dettagliatamente al Comitato \u201cAmici del Botto\u201d.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Da anni l\u2019impresa dove quotidianamente lavoriamo \u00e8 oggetto di attacchi denunce e rimostranze. Oggi vediamo una comunicazione a senso unico che sta distorcendo la realt\u00e0 dei fatti. Fino a pochi giorni fa nessuno si \u00e8 mai peritato di verificare chi e come lavora in questa impresa. Siamo seriamente preoccupati per il nostro futuro e per le nostre famiglie, abbiamo superato momenti difficili con il nostro impegno e ricercando sempre la massima collaborazione con la propriet\u00e0. Questa ha con noi prodotto risultati tangibili e apprezzabili sotto il profilo economico, del rispetto delle tante leggi vigenti, nell\u2019interesse del territorio e soprattutto nella volont\u00e0 di proseguire quanto sin qui fatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rivendichiamo con forza la dignit\u00e0 di chi ha fattivamente contribuito alla crescita di questa impresa estrattiva, che altri vogliono invece rappresentare come uno scempio, una violenza al territorio e una vergogna intollerabile, a tal punto da volerne la totale chiusura. Una follia! Una mancanza di rispetto per tutti noi lavoratori che nell\u2019azienda crediamo e viviamo, allo stesso modo dei tanti lavoratori delle aziende che con noi collaborano quotidianamente. Per tutto questo ci appelliamo ai cittadini orvietani e del territorio e alle istituzioni che hanno la responsabilit\u00e0 di garantirne la tutela s\u00ec, ma anche lo sviluppo. Per questo una nostra rappresentanza chieder\u00e0 di incontrare i sindaci del territorio e il presidente del Consiglio Comunale di Orvieto. Non ci fermeremo e chiederemo ad oltranza anche in Regione di essere ascoltati ma soprattutto di avere rassicurazioni concrete sul nostro futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I punti sollevati dal Comitato \u201cAmici del Botto\u201d e le nostre risposte<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Discutibili i lavori di ripristino<br><\/em><\/strong>Come esempio di come l\u2019Azienda ha inteso portare avanti le attivit\u00e0 estrattive e contemporaneamente programmarne ed eseguire il recupero si possono valutare dalle foto alcune porzioni di vecchia cava: il bosco di \u201cSassi del Diavolo\u201d, i vigneti dello \u201cSpuntone\u201d, il percorso di caccia del \u201cBotto\u201d. Pi\u00f9 di tante parole l\u2019osservazione comparata delle foto dei siti di estrazione e dei loro recuperi successivi rendono bene l\u2019idea di come si lavora e si progetta la nostra attivit\u00e0, nel rispetto delle normative vigenti e soprattutto del nostro territorio. Per l\u2019attuale concessione il riambientamento \u00e8 in corso ed il progetto prevede che a completamento vengano piantumate anche porzioni a bosco, porzioni a vigneto, porzioni ad oliveto, oltre che campi e prati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"725\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RecuperoAmbientale.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98443\" srcset=\"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RecuperoAmbientale.jpeg 725w, https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RecuperoAmbientale-212x300.jpeg 212w\" sizes=\"(max-width: 725px) 100vw, 725px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Nuovo sfruttamento di oltre 32 ettari per altri 20 anni<\/em><\/strong><strong><em><br><\/em><\/strong>Attenzione a quanto si afferma soprattutto con numeri complessivi che fanno perdere il valore del dettaglio. In particolare, va precisato che a fronte dei 70 ettari appunto complessivi le estensioni effettivamente interessate dalle attivit\u00e0 estrattive sono molto minori. Ci\u00f2 perch\u00e9 le ulteriori superfici richieste che eccedono quelle dedicate all\u2019estrazioni sono necessarie per completare e proseguire le fasi logistiche utili al ripristino. Il Piano Cave della Regione Umbria risultava fermo dal 2005, a seguito dell\u2019approvazione della L.R. 2\/2000. L\u2019autorizzazione in essere (ereditata dalla SECE SpA) risultava ancora rilasciata sull\u2019iter iniziato con la precedente normativa, e pertanto non era stata mai oggetto di \u201caccertamento di giacimento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trascorsi quasi vent\u2019anni dalla definizione del PRAE (Piano regionale attivit\u00e0 estrattive), la Regione Umbria nel 2019 ha ritenuto di dover sbloccare il piano cave riconoscendo la possibilit\u00e0 di richiedere ampliamenti per cave gi\u00e0 in essere. Nel presentare il nuovo progetto di ampliamento della Cava \u201cLa Spicca\u201d si \u00e8 dovuto tuttavia interamente ricomprendere l\u2019area di cava della vecchia autorizzazione in quanto priva dell\u2019accertamento di giacimento. L\u2019accertamento di giacimento non \u00e8 di per se un\u2019autorizzazione all\u2019escavazione, ma un procedimento di individuazione di aree che possono essere interessate da attivit\u00e0 estrattive, da autorizzare poi sulla base di un progetto da approvare a seguito di PAUR.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019accertamento di giacimento presentato riguarda quindi una pi\u00f9 ampia area, suddivisa in due stralci funzionali che devono essere autonomamente e consecutivamente autorizzati a seguito di specifico progetto di escavazione e recupero ambientale. L\u2019area interessata dall\u2019accertamento di giacimento ricomprende anche zone non oggetto di escavazione ma solo destinate a deposito temporaneo di terreno vegetale o di \u201cricucitura\u201d morfologica con la zona di cava. Per la precisione le superfici interessate dall\u2019accertamento di giacimento sono le seguenti:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Area vecchia autorizzazione circa ha. 38;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Area ampliamento (stralcio 1) circa ha. 15 (di cui soggetti ad estrazione circa ha. 12);<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Area ampliamento (stralcio 2) circa ha. 18 (di cui soggetti ad estrazione circa ha. 14).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si rappresenta inoltre come nel PRG del Comune di Orvieto previgente all\u2019accertamento di giacimento, parte dei terreni erano gi\u00e0 da tempo individuati nella macroarea estrattiva delle risorse geominerarie, e che per tali tavole l\u2019ampliamento \u00e8 stato di circa ha. 8 per il primo stralcio e ha. 14 per il secondo stralcio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Inquinamento acustico e vibrazioni<\/em><\/strong><strong><em><br><\/em><\/strong>Le attivit\u00e0 svolte sono sempre nel rispetto delle normative vigenti e sotto stretto monitoraggio delle autorit\u00e0 competenti (Regione, Provincia, Comune, ASL, ARPA, AFOR, PS, etc.). Comunque, sono situazioni derivanti dalla presenza di una attivit\u00e0 industriale da molto tempo presente sul posto ed i cui impianti continueranno ad avere un futuro indipendentemente dall\u2019attivit\u00e0 estrattiva (risultando per PRG in zona industriale).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Una nuova \u201cferita\u201d assolutamente da evitare<\/em><\/strong><strong><em><br><\/em><\/strong>Il progetto di riambientamento prevede il recupero morfologico e delle originarie coltivazioni, mentre l\u2019attivit\u00e0 di cava ha finanziato e finanzia in modo sostanziale l\u2019attivit\u00e0 agricola ancora oggi esistente, garantendo la continuazione di una delle storiche aziende vitivinicole dell\u2019Orvietano. Per quanto riguarda, invece, il vincolo richiesto sul casale all\u2019interno della propriet\u00e0 dell\u2019Azienda Agricola Le Velette, ci preme ribadire che la valenza storica del casale a nostro parere \u00e8 tutta da dimostrare, e ci chiediamo come mai solo oggi la Soprintendenza abbia preso questa iniziativa dopo non aver sollevato eccezioni nelle vecchie autorizzazioni (facendo avanzare la cava sino al limite del casale) e nemmeno nei recenti procedimenti di accertamento di giacimento e di verifica di VAS.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 di tutta evidenza che il vincolo \u00e8 stato posto strumentalmente (senza peraltro, a quanto ci risulta, un sopralluogo ed un contraddittorio con la propriet\u00e0 interessata) su iniziativa di qualche soggetto il cui unico obiettivo \u00e8 quello di arrestare l\u2019attivit\u00e0 di cava senza porsi in alcun modo il problema dei riflessi economici sul territorio e del futuro del nostro lavoro e delle nostre famiglie. Invece per quanto riguarda le preoccupazioni circa la presenza di siti archeologici di valore, \u00e8 bene precisare che i ritrovamenti e gli studi archeologici, questi sono frutto del normale svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 estrattiva nel rispetto delle prescrizioni impartite ed in totale collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell\u2019Umbria a cui \u00e8 stato dato pieno supporto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Piano Cave del 2005 e assenza della Vas<\/em><\/strong><strong><em><br><\/em><\/strong>L\u2019iter procedimentale si \u00e8 svolto nel pieno rispetto delle norme vigenti i cui iter tengono debitamente conto delle esigenze di tutela ambientale. La particolare normativa regionale che non prevedeva la verifica di VAS in via anticipata rispetto all\u2019accertamento di giacimento \u00e8 stata modificata \u201cin corsa\u201d dalla Regione Umbria costringendo la societ\u00e0 istante ad espletarla successivamente prima dell\u2019avvio del procedimento di PAUR (attualmente in corso). Questo non dipende in alcun modo dall\u2019iniziativa di parte privata che si \u00e8 sempre adoperata per il pieno rispetto di norme e regolamenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Piano regolatore approvato con una maggioranza risicata<\/em><\/strong><strong><em><br><\/em><\/strong>Ci stupisce il singolare metodo di conteggiare, da parte del Comitato \u201cAmici del Botto\u201d, tra i contrari anche gli astenuti e gli assenti (!). Per la precisione si ricorda l\u2019esito della votazione: favorevoli 8, contrari 1, astenuti 3. Se le decisioni non fossero prese a maggioranza non sarebbero mai prese. Per fortuna che esiste una maggioranza per nulla risicata, e bisognerebbe imparare a rispettarla anche quando non se ne fa parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Consideriamo anche le vicende giudiziarie\u2026<\/em><\/strong><strong><em><br><\/em><\/strong>Questa \u00e8 materia per chi le indagine le deve fare, la magistratura, e non materia per noi dipendenti e soprattutto per chi la vuole strumentalizzare simili argomenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Propriet\u00e0 Cava \u201cLa Spicca\u201d maggioranza estera e poco valore per il territorio<\/em><\/strong><strong><em><br><\/em><\/strong>Chi vi parla non \u00e8 parte della propriet\u00e0 bens\u00ec parte dell\u2019impresa e soprattutto il valore tangibile di un lavoro prezioso per il nostro territorio, ci sembra invece che per gli amici del Botto rappresentiamo un dettaglio insignificante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Soluzione alternative al basalto<\/em><\/strong><strong><em><br><\/em><\/strong>Con il Covid tutti sono diventati virologi e adesso basta un Comitato per diventare esperti di materiali e via discorrendo. Siamo pronti ad ogni confronto anche tecnico ma soprattutto siamo fermi nello stroncare pericolose inesattezze o pressappochismi. Per quanto a nostra conoscenza non esistono nell\u2019ambito ferroviario (massicciata ferroviaria di 1\u00b0 categoria, indispensabile per l\u2019alta velocit\u00e0) e stradale (asfalti drenanti, in particolar modo per autostrade ed aeroporti), cos\u00ec come per i conglomerati cementizi ad alta resistenza (tra cui le traversine ferroviarie, in particolar modo quelle per l\u2019alta velocit\u00e0). Esistono studi per un eventuale limitato uso delle scorie delle acciaierie, che non crediamo si possano definire \u201caltri materiali non inquinanti\u201d. Peraltro, la forte riduzione della produzione di acciaio in Italia negli ultimi decenni farebbe s\u00ec che detti materiali verrebbero importati dall\u2019estero con il duplice risultato di portare ricchezza fuori dal paese per importare sostanzialmente rifiuti (da smaltire a cielo aperto!).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Evitare la distruzione di un territorio vocato al turismo e al paesaggio<\/em><\/strong><strong><em><br><\/em><\/strong>La particolare configurazione della Cava oggi non la rende visibile dall\u2019esterno nemmeno dalle immediate vicinanze (se non sorvolandola) e quindi l\u2019impatto paesaggistico risulta ridotto al massimo. Per il resto vale quanto dettagliato in precedenza. Ci si dimentica poi che i turisti in Italia come in tutto il Mondo si spostano e si muovono grazie alle infrastrutture di collegamento principali che fanno la fortuna dei siti a vocazione turistico-ricettiva. Si parla di strade, aeroporti e ferrovie dove il Basalto \u00e8 tra i materiali pi\u00f9 utilizzati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota stampa dei dipendenti della Basalto La Spicca con cui&nbsp; rispondono dettagliatamente al&hellip;","protected":false},"author":11,"featured_media":98444,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"categories":[63,71],"tags":[],"class_list":["post-98437","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-economia","category-copertina","cs-entry","cs-video-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=98437"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98437\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":98445,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98437\/revisions\/98445"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/98444"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=98437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}