{"id":97711,"date":"2022-01-07T19:47:31","date_gmt":"2022-01-07T18:47:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=97711"},"modified":"2022-01-07T19:47:34","modified_gmt":"2022-01-07T18:47:34","slug":"pci-torniamo-nostro-malgrado-a-dover-parlare-si-sanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/pci-torniamo-nostro-malgrado-a-dover-parlare-si-sanita\/","title":{"rendered":"PCI, &#8220;torniamo, nostro malgrado, a dover parlare si sanit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota sulla situazione della sanit\u00e0 nell&#8217;orvietano inviata a firma della segreteria del PCI di Orvieto<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">\u00c8 stato lento, forse per permetterne un migliore e pi\u00f9 indolore assorbimento, ma comunque preannunciato dal costante impoverimento, il processo di ottimizzazione, cos\u00ec decantato ed attuato dalla giunta regionale, che ha rimosso l\u2019ultimo riferimento amministrativo e gestionale del servizio sanitario sul nostro territorio.  In piena contraddizione con le misure del PNRR, almeno nell\u2019enunciato fortemente orientate alla implementazione, sviluppo e specializzazione della medicina di territorio, la classe dirigente umbra, ritenendosi detentrice della conoscenza completa di tutti i fattori che consentono di operare dal centro la migliore pianificazione, programmazione, gestione e controllo delle risorse da destinare al servizio pubblico per eccellenza, quale quello deputato alla salute dei cittadini,\u00a0 ha eliminato il Distretto Socio Sanitario del comprensorio orvietano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se guardiamo questa decisione con gli occhi di chi ha lottato per la promulgazione della vecchia legge 833, legge che ha permesso a tutti, indistintamente, l\u2019accesso gratuito alle prestazioni sanitarie, non dovremmo certo domandarci se, ma caso mai dove abbiamo sbagliato.  Eppure nell\u2019ottica economica tanto cara al liberismo che governa l\u2019Umbria, la cosa risulta perfettamente in sintonia con il mandato di far quadrare i bilanci e di promuovere in ogni maniera il ricorso al servizio sanitario privato: promuovendolo come sostitutivo e non complementare di quello pubblico, che invece deve rimanere pienamente rispondente in termini di qualit\u00e0 e tempi, a disposizione delle esigenze dei cittadini.  Abbiamo parlato non a caso di processo lento. La soppressione del Distretto Socio Sanitario, che si conclude con questo ultimo atto, \u00e8 iniziata da tempo con l\u2019attribuzione del ruolo di semplice esecutore di disposizioni decise al vertice senza poter discutere.  Parliamo naturalmente di un servizio reale, concreto, efficace, da misurare letteralmente sulla pelle delle persone, ben diverso da quello erogato, che viene enfatizzato nei discorsi di fine anno per auto celebrare le virt\u00f9 dei vari dirigenti e politici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse \u00e8 bene riflettere su che cosa esattamente \u00e8 stato soppresso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stiamo parlando di una struttura alla quale la legge ha attribuito bilancio ed autonomie proprie, strutturata sul territorio e per il territorio, con risorse materiali ed umane oltre che di estrazione medica anche a carattere amministrativo e tecnico, governata da un dirigente.  Una struttura che nell\u2019 indifferenza generale, \u00e8 stata progressivamente spogliata delle sue funzioni essenziali, come quelle riferite alla partecipazione attiva, alla pianificazione ed assegnazione delle risorse, sulla scorta di parametri e dati oggettivi specifici, desunti dalla conoscenza del territorio di competenza, delle patologie prevalenti, della loro incidenza, dell\u2019et\u00e0 media della popolazione, dei fattori logistici e quanto altro in misura certificata e non statistica.    L\u2019accentramento delle decisioni su quali e quante risorse stabilire, per cosa e come impiegarle, trasferisce drasticamente alla esclusiva dimensione storico statistica il modello di gestione della sanit\u00e0, privandolo delle caratterizzazioni analitiche necessarie, che spesso giustificano l\u2019eccezione allo standard.  Aver tagliato fuori possibili interlocutori scomodi che avrebbero potuto recriminare un diverso piano economico ed attuativo, elimina alla fonte qualunque problema di rendicontazione contabile ed amministrativa, oltre a scoraggiare il cittadino da perorare recriminazioni che a distanza, per ovvi motivi, calano di intensit\u00e0 e di numero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Partito Comunista di Orvieto, rivendica non solo il ripristino di una struttura territoriale attiva e partecipata, ma ancora prima un diverso criterio di rendicontazione dell\u2019operato del Servizio Sanitario Regionale, che non si pu\u00f2 e non si deve misurare in euro.\u00a0  Non significa certo dover spendere senza logica, senza linee guida o riferimenti a standard statistici di orientamento. Significa per\u00f2 non subordinare l\u2019efficacia del servizio ad alcun tipo di limite economico preventivo, ma invece perseguire come obiettivo primario la migliore e pi\u00f9 completa qualit\u00e0 misurata sul grado di soddisfazione di coloro che la percepiscono.  Se volessimo definirla con il medesimo parametro in uso, dovrebbe essere assunto il livello essenziale di assistenza percepito e non quello erogato, facendo entrare nella sua definizione, non solo i numeri e le osservazioni di chi eroga il servizio ma anche quelli di chi lo riceve.\u00a0  Soprattutto, ed entriamo nel punto pi\u00f9 dolente del problema, tra i livelli di assistenza considerati secondari o minori, che sono invece da prendere in considerazione, non ci sono soltanto quelli ascrivibili a cure somministrate negli ospedali, ma anche tutti quelli legati alla medicina preventiva, all\u2019assistenza domiciliare, alle persone sole, ai non autosufficienti, ai punti di erogazione delle prestazioni, alle patologie particolari che non accedono ai nosocomi, alle cure pre e post ricovero e quanto altro non va a popolare, chiss\u00e0 perch\u00e9, i tabulati dei risultati che vengono sbandierati spesso a sostegno dell\u2019eccellenza della nostra Sanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si pu\u00f2 tendere a nessuna medicina di territorio senza la partecipazione attiva ed autorevole del territorio alle decisioni che lo riguardano, meno che meno stando a chilometri di distanza e vivendo in contesti del tutto disomogenei e diversi rispetto a quello da gestire.  Anche per questo ribadiamo che siamo di fronte ad una esclusiva operazione aziendale, di carattere economico gestionale, finalizzata al solo recupero di risorse, senza nessuna logica propositiva e che ha guidato la definizione e la strutturazione dei nuovi Distretti Socio Sanitari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dovrebbero almeno dirci quali miglioramenti dovremmo aspettarci e di quale entit\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel silenzio generale della politica sul problema, noi Comunisti, dopo aver presentato proposte di legge, fatto comunicati e manifestazioni a sostegno di un modello di sanit\u00e0 pi\u00f9 partecipato e responsabile da parte delle strutture periferiche e delle Amministrazioni comunali, proviamo ancora una volta a scuotere l\u2019opinione pubblica e le aggregazioni di varia natura, per amplificare e \u201cportare in piazza\u201d una criticit\u00e0 endemica che rischia di peggiorare e produrre danni ancora pi\u00f9 irrimediabili. Ci troviamo di fronte ad un problema enorme, volutamente e per lungo tempo ovattato, per non far avvertire il boato dell\u2019ultimo atto, per l\u2019impoverimento ulteriore di questo territorio e di questa comunit\u00e0.  Non vediamo prese di distanza efficaci da parte della politica locale, interrogazioni, iniziative, proposte.  Il PCI non ha rappresentanza nelle sedi istituzionali, da semplici cittadini quali siamo, non vogliamo limitare a questo comunicato, l\u2019effetto di una protesta che auspichiamo condivisa e partecipata, quindi, oltre a promuoverla, ci dichiariamo fin d\u2019ora disponibili a partecipare, senza pregiudizi o preclusioni, a qualunque aggregazione di persone, si prefigga di denunciare pubblicamente e mettere in atto possibili azioni tese ad ostacolare l\u2019attuazione del processo descritto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non continuiamo a rimanere indifferenti, significherebbe solo fare il loro gioco!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>P.C.I. 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