{"id":97388,"date":"2021-12-04T08:40:58","date_gmt":"2021-12-04T07:40:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=97388"},"modified":"2021-12-04T08:41:31","modified_gmt":"2021-12-04T07:41:31","slug":"pinturicchio-torna-a-orvieto-al-museo-faina-con-il-bambin-gesu-delle-mani-e-la-sua-storia-molto-particolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/pinturicchio-torna-a-orvieto-al-museo-faina-con-il-bambin-gesu-delle-mani-e-la-sua-storia-molto-particolare\/","title":{"rendered":"Pinturicchio &#8220;torna&#8221; a Orvieto Al Museo Faina con il &#8220;Bambin Ges\u00f9 delle Mani&#8221; e la sua storia molto particolare"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Dopo 500 anni dalla sua partenza,\u00a0<strong>Bernardino di Betto detto\u00a0<em>Pinturicchio<\/em>\u00a0fa ritorno a Orvieto<\/strong>\u00a0attraverso il capolavoro del\u00a0<em><strong>\u201cBambin Ges\u00f9 delle Mani\u201d<\/strong>\u00a0<\/em>che d\u00e0 il titolo alla\u00a0<strong>mostra<\/strong>\u00a0che<strong>\u00a0verr\u00e0 aperta al pubblico\u00a0domani &#8211; Sabato 4 Dicembre 2021\u00a0&#8211; al Museo Etrusco \u201cClaudio Faina\u201d.<\/strong>La mostra, resa possibile dalla\u00a0<strong>collaborazione fra la Fondazione Claudio Faina, Fondazione Guglielmo Giordano<\/strong>\u00a0(proprietaria dell\u2019opera) e il\u00a0<strong>Comune di Orvieto<\/strong>, si protrarr\u00e0\u00a0<strong>fino al 9 Gennaio 2022<\/strong>.\u00a0L\u2019opera\u00a0<em><strong>\u201cBambin Ges\u00f9 delle Mani\u201d<\/strong>\u00a0<\/em>\u00e8 protagonista di una storia incredibile. Infatti, il frammento smurato in mostra \u00e8 parte di un affresco che raffigura Papa Alessandro VI Borgia che tiene i piedi del Bambin Ges\u00f9 tenuto in grembo dalla Madonna che, secondo le ricostruzioni, avrebbe il volto di Giulia Farnese, considerata l\u2019amante del Papa. Un dipinto che testimonierebbe l\u2019origine del potere dei Farnese e dell\u2019ascesa al soglio pontificio del fratello di Giulia, Alessandro, divenuto Papa Paolo III e profondamente legato alla citt\u00e0 di Orvieto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I Farnese e Orvieto<\/strong>. La\u00a0<strong>famiglia Farnese<\/strong>\u00a0fu una delle pi\u00f9 influenti famiglie del rinascimento Italiano; tra i suoi membri pi\u00f9 importanti si annovera appunto Papa Paolo III, un ritratto del quale, con apposta didascalia che ricorda le origini Orvietane della famiglia Farnese, \u00e8 custodito dallo stesso Comune di Orvieto.  Il primo personaggio della famiglia Farnese di cui si hanno notizie storiche \u00e8 un certo Pietro, che fu console di Orvieto nel 984.A partire dal 1492, in molti fanno risalire l\u2019origine del potere della famiglia Farnese alla relazione tra il Papa Alessandro VI Borgia e Giulia Farnese, a seguito della quale, il fratello della stessa divenne cardinale ed in seguito fu nominato Papa, Paolo III.  Nel 1492\u00a0<strong>Bernardino di Betto detto\u00a0<em>Pinturicchio<\/em><\/strong>, incaricato di lavorare al Duomo di Orvieto, fu convocato a Roma da Papa Alessandro VI per affrescare i suoi appartamenti, e fu costretto a lasciare Orvieto senza aver compiuto il lavoro.  Della relazione tra Alessandro VI e Giulia Farnese sussistevano molte e ricorrenti voci, ma a darne testimonianza fu il\u00a0<strong>Vasari<\/strong>\u00a0che parlando di Pinturicchio scrisse\u00a0<em>\u201cNel medesimo palazzo gli fece dipingere Alessandro Sesto tutte le stanze dove abitava, e tutta la Torre Borgia&#8230;<strong>\u00a0In detto palazzo ritrasse, sopra la porta d\u2019una camera, la signora Giulia Farnese nel volto d\u2019una Nostra Donna; e nel medesimo quadro la testa di esso papa Alessandro che l\u2019adora\u201d.<\/strong><\/em>   L\u2019opera descritta dal Vasari rappresenta uno dei casi pi\u00f9 intriganti e avvincenti della storia dell\u2019arte Italiana e nessuno, oggi, entrando negli appartamenti Borgia pu\u00f2 ammirarne la bellezza poich\u00e9\u00a0<strong>l\u2019opera venne asportata e sezionata nel 1655 per volere di papa Alessandro VII<\/strong>, al secolo Fabio Chigi, il quale volle cancellarne ogni traccia.  <strong>Il frammento centrale di questa incredibile opera raffigurante il \u201cBambin Ges\u00f9 delle Mani\u201d \u00e8 custodito dalla Fondazione Guglielmo Giordano<\/strong>\u00a0e oggi, dopo 500 anni dalla sua partenza, si pu\u00f2 affermare che\u00a0<strong>il Pinturicchio torna a Orvieto attraverso il suo capolavoro<\/strong>.\u00a0La mostra, infatti, vuole essere un omaggio alla citt\u00e0 di Orvieto per essere stata privata dell\u2019opera di Pinturicchio che, convocato a Roma da Alessandro VI, dovette abbandonare la fabbrica del Duomo per dedicarsi agli appartamenti Borgia._________________<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019evento espositivo allestito al primo piano del Museo Etrusco \u201cClaudio Faina dove vengono presentati il<strong>\u00a0\u201cBambin Ges\u00f9 delle Mani\u201de<\/strong>\u00a0dei\u00a0<strong>frame didattici<\/strong>, \u00e8 stato presentato, in un\u2019anteprima riservata alla stampa, questo pomeriggio presso il Museo Faina, dal Sindaco e Assessore alla Cultura Comune di Orvieto,\u00a0<strong>Roberta Tardani<\/strong>, dal Presidente della Fondazione \u201cClaudio Faina\u201d,\u00a0<strong>Daniele Di Loreto<\/strong>, dal Presidente Fondazione Guglielmo Giordano\u00a0<strong>Andrea Margaritelli<\/strong>\u00a0e dal Prof.\u00a0<strong>Franco Ivan Nucciarelli<\/strong>\u00a0dell\u2019Universit\u00e0 di Perugia e membro del comitato scientifico della Fondazione Guglielmo Giordano.<em>\u201cConclusa l\u2019Avventura affascinante di un quadro, quello di Dante ne iniziamo un\u2019altra<\/em>\u00a0\u2013 ha esordito\u00a0<strong>Daniele Di Loreto<\/strong>, Presidente della Fondazione \u2018Claudio Faina\u2019 sottolineando l\u2019importanza del\u00a0<em>\u201cbinomio cultura ed economia\u201d<\/em>\u00a0perch\u00e9<em>\u00a0\u201cla cultura rappresenta uno strumento di sviluppo industriale e di crescita della collettivit\u00e0. Partnership e committenza, creano valore. Sono grato al Presidente della Fondazione Guglielmo Giordano, Andrea Margaritelli per questa importante collaborazione. Con questa mostra di prestigio valorizziamo ulteriormente il nostro piccolo exhibition center affacciato sulla Grande Bellezza della Cattedrale di Orvieto\u201d.\u201cNella Sala Unit\u00e0 d\u2019Italia del Comune di Orvieto c\u2019\u00e8 un affresco che raffigura Papa Paolo III con una didascalia che ricorda le origini Orvietane della famiglia Farnese<\/em>\u00a0&#8211; ha detto il Sindaco,\u00a0<strong>Roberta Tardani<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>la mostra \u00e8 nata da un incontro fortunato con Emanuele Ferlicca e insieme abbiamo scoperto che c\u2019\u00e8 una storia e un legame affascinante fra la storia della nostra citt\u00e0 e quella dell\u2019affresco. Ho chiesto di vederlo e quando mi sono recata alla Fondazione Giordano me ne sono subito innamorata. E\u2019 un\u2019opera che suscita emozione di qui il desiderio di condividerla con la citt\u00e0. Cos\u00ec ho subito coinvolto la Fondazione Faina partner privilegiato. Il Comune di Orvieto \u00e8 orgoglioso di partecipare alla realizzazione di questo evento importante per l\u2019arte italiana e per la storia della nostra citt\u00e0 che si riscopre e si rinnova ogni giorno\u201d<\/em>\u00a0ha aggiunto.  <em>\u201cLa storia del Pinturicchio a Orvieto nel cantiere della fabbrica del Duomo e del suo allontanamento per lavorare agli appartamenti dei Borgia \u00e8 davvero singolare come pure le peripezie del destino avuto dall\u2019opera \u2018Bambin Ges\u00f9 delle Mani\u2019 che miracolosamente direi \u00e8 arrivato ai giorni nostri. Restituire al pubblico, proprio a Natale, la possibilit\u00e0 di ammirare quest\u2019opera \u00e8 qualcosa che sicuramente lascer\u00e0 un segno in questa citt\u00e0 e credo in ciascuno di noi. La mostra costituisce quindi un arricchimento culturale importante per noi tutti e per gli estimatori dell\u2019arte\u201d.\u00a0\u201cCome Comune<\/em>\u00a0\u2013 ha concluso &#8211;\u00a0<em>abbiamo sostenuto sin da subito e con entusiasmo questo progetto a cui hanno lavorato la Fondazione per il Museo Claudio Faina e la Fondazione Guglielmo Giordano, che ringrazio, consci che si tratta di una ulteriore occasione di valorizzazione della storia e del patrimonio culturale del nostro Paese che sicuramente cela ancora tante meraviglie da scoprire, anche solo come narrazione. Tutto questo \u00e8 linfa per la conoscenza dei luoghi in cui abbiamo il privilegio di vivere ed \u00e8 un patrimonio notevole che, come istituzioni, siamo impegnati a valorizzare\u201d.<\/em>  Dopo aver ringraziato il Presidente della Fondazione Faina e il Sindaco\u00a0<em>\u201cper le parole autentiche\u201d<\/em>\u00a0e ricambiando di cuore l\u2019accoglienza,\u00a0<strong>Andrea Margaritelli<\/strong>\u00a0Presidente Fondazione Guglielmo Giordano ha rivelato che\u00a0<em>\u201cla scintilla \u00e8 scoccata di fronte a una citt\u00e0 cos\u00ec bella. Palazzo Faina ha il privilegio di affacciarsi sul Duomo e la mostra \u00e8 un momento per fruire della bellezza che gratifica chi la vede ed \u00e8 un ulteriore incentivo ad investire nella cultura\u201d. P<\/em>arlando dell\u2019opera, Margaritelli ha detto che<em>\u00a0\u201c<strong>la storia di questo affresco \u00e8 quasi un giallo rinascimentale. Una storia vera e documentata che mostra il legame tra Orvieto e la famiglia Farnese<\/strong>. Il Duomo ospita anche Pinturicchio nel 1492, anno che \u00e8 stato spartiacque tra Medioevo e modernit\u00e0. In quel periodo vede la luce l\u2019opera del Bambin Ges\u00f9 delle Mani quando Papa Borgia chiama il pittore ad affrescare le sue stanze private a Roma. L\u2019oro dell\u2019aureola del Bambino, secondo gli storici dell\u2019arte, \u00e8 quello portato da Colombo dall\u2019America e l\u2019iconografia della Madonna una delle figure pi\u00f9 splendide del Rinascimento\u201d.\u00a0<\/em>Il Prof.\u00a0<strong>Franco Ivan Nucciarelli<\/strong>\u00a0membro del comitato scientifico della Fondazione Guglielmo Giordano ha ripercorso la storia della famiglia Farnese evidenziando i legami delle truppe orvietane che, uscirono dalla provincia per affacciarsi su Roma.\u00a0<em>\u201cIl dominio temporale dei papi<\/em>\u00a0\u2013 ha detto &#8211;\u00a0<em>comincia con la donazione di Sutri. La Chiesa era di fatto una monarchia assoluta ma non aveva una continuit\u00e0 dinastica. Per assicurarsela si crea una potentissima nobilt\u00e0 che assicura alla chiesa quella continuit\u00e0. Una nobilt\u00e0 nera che si accorge del potere di scorporare stati e create un principato autonomo. I Farnese sono una delle famiglie di capit\u00e0ni delle truppe orvietane che escono dalla provincia per affacciarsi su Roma. Oltre all\u2019entrata nel clan della nobilt\u00e0 pontificia, tutto ruota intorno alla figura di \u2018Giulia la bella\u201d che sposa Orsino Orsini. Principessa 17enne divenne amante di Alessandro VI Borgia divenuto Cardinale a 25 anni. Il Ducato dei Farnese finisce con Unit\u00e0 d\u2019Italia ma le tracce proseguono tanto che nello stemma della dinastia dei Borbone sono presenti i gigli farnesiani. Non esistono ritratti ufficiali di Giulia Farnese, ma ricorrono molte immagini di dame con l\u2019unicorno, animale che, secondo le credenze dell\u2019epoca, pu\u00f2 essere domato solo da una donna illibata, a insistere quindi sulla purezza di Giulia. La Madonna che nell\u2019affresco teneva in grembo il Bambino \u00e8 considerata una delle figure pi\u00f9 belle del Rinascimento. Resta l\u2019interrogativo se il volto della Madonna sia quello di Giulia Farnese\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>IL\u00a0<em>BAMBIN GESU\u2019 DELLE MANI<\/em>. Un inedito capolavoro del Pinturicchio svela affascinanti brani di storia rinascimentale<\/strong>\u00a0(Fonte:\u00a0<em>Fondazione Guglielmo Giordano<\/em>)\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2004, attraverso l\u2019organizzazione di mostre ed eventi in tutto il mondo, la Fondazione Guglielmo Giordano promuove la conoscenza del dipinto \u201cBambin Ges\u00f9 delle Mani\u201d del Pinturicchio, proveniente da un affresco delle stanze vaticane poi scomparso.\u00a0 La parte pi\u00f9 preziosa dell\u2019intera composizione \u2013 il Bambino Ges\u00f9 benedicente &#8211; rientrata in Umbria dopo oltre cinque secoli e acquisita dal Gruppo Margaritelli, \u00e8 stata affidata alla Fondazione affinch\u00e9 ne curi lo studio e la divulgazione.  Quasi tutte le opere d\u2019arte del passato, se studiate con cura nel contesto originario, sono di grande aiuto alla comprensione di alcuni dettagli della storia che spesso sfuggono alle grandi analisi, perch\u00e9 riposti oppure volutamente occultati.\u00a0Se si volessero osservare le vicende di cui fu testimone sul palcoscenico della Storia l\u2019affresco vaticano del Pinturicchio raffigurante la Madonna con il Bambino e papa Alessandro VI Borgia orante, ci troveremmo vorticosamente trasportati in piena epoca rinascimentale &#8211; precisamente negli anni immediatamente successivi al fatidico 1492 &#8211; e circondati da personaggi di indiscutibile fascino.\u00a0Tra questi spiccherebbero alcune grandi figure e precisamente Alessandro VI Borgia, uno dei pi\u00f9 discussi pontefici dell\u2019intero percorso della Chiesa; Giulia Farnese, emblema della bellezza rinascimentale, malignamente soprannominata \u201csponsa Christi\u201d per le sue note frequentazioni con il papa; Bernardino di Betto detto il Pinturicchio, artefice dell\u2019opera in questione e pittore attivo alla Corte vaticana sotto ben cinque papi.  Cardine di tutta la vicenda \u00e8 dunque un affresco, di cui, attraverso i secoli, solo rare ma significative voci restituiscono la memoria.  Prima fra tutte quella di Giorgio Vasari che nelle Vite, a proposito degli impegni vaticani del Pinturicchio, ricorda: \u201critrasse sopra la porta di una camera [degli Appartamenti Borgia in Vaticano] la signora Giulia Farnese per il volto di una Nostra Donna e, nel medesimo quadro la testa d\u2019esso papa Alessandro che l\u2019adora\u201d.  Tale era la carica trasgressiva di una simile affermazione che la testimonianza di Vasari circa l\u2019esistenza dell\u2019affresco &#8211; indebolita peraltro dall\u2019oggettiva mancanza di elementi di riscontro &#8211; fu per secoli ritenuta impossibile a credersi ovvero considerata frutto di confusione con altra scena, se non semplice ripetizione di popolari maldicenze riferite a papa Borgia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Oggi si sa invece che la testimonianza di Vasari, oltre a non risultare isolata, conta su inoppugnabili supporti documentari. Come dimostra la cronaca cinquecentesca di Stefano Infessura, e soprattutto il carteggio intrattenuto ai primi del Seicento dal duca di Mantova Francesco IV Gonzaga con il suo legato a Roma, attraverso cui si viene a conoscenza di un gustoso e singolarissimo episodio.  Francesco Gonzaga, avuta notizia dell\u2019esistenza dello scandaloso dipinto nel quale, secondo tradizione, Giulia Farnese &#8211; favorita di papa Borgia &#8211; appariva accanto a lui ritratta nelle sembianze di una Vergine Maria, trov\u00f2 la cosa irresistibile occasione di scherno verso la famiglia Farnese e dunque incaric\u00f2 immediatamente il pittore mantovano Pietro Facchetti di realizzarne una copia. L\u2019intento, per nulla celato, del duca di Mantova era quello di screditare il nome dei Farnese, tramandando alla storia il ruolo, non propriamente protocollare, avuto da Giulia all\u2019interno della corte vaticana e in particolare i grandi benef\u00ecci che tale situazione aveva apportato alla famiglia tutta.  E\u2019 infatti risaputo che fu proprio grazie all\u2019intercessione di Giulia che suo fratello Alessandro pot\u00e8 essere nominato cardinale, per divenire poi memorabile papa con il nome di Paolo III. Da qui l\u2019inizio dell\u2019inarrestabile ascesa e affermazione del casato presso le pi\u00f9 importanti corti europee.  Il Facchetti, introdottosi quindi con uno stratagemma negli appartamenti vaticani \u2013 la cronaca ricorda per l\u2019appunto come riusc\u00ec a corrompere un guardarobiere offrendogli \u201cun paio di calze di seta\u201d &#8211; si fece \u201csvelare\u201d il dipinto &#8211; prudentemente coperto con un \u201ctafet\u00e0\u201d inchiodato \u2013 e riusc\u00ec a riprodurlo in una tela, destinato a rimanere prima e unica testimonianza per i posteri dell\u2019imbarazzante scena.  Corre frattanto il tempo e si giunge al 1655, anno in cui sale al soglio pontificio Fabio Chigi assumendo il titolo di Alessandro VII. Questi \u00e8 il primo pontefice che ha l\u2019ardire di recuperare il nome gi\u00e0 utilizzato in precedenza dal tanto discusso papa Borgia, ma proprio per questo tale atto si accompagna anche alla sua strenua determinazione a far scomparire, per quanto possibile, ogni ricordo di Alessandro VI e delle sue scelleratezze.  Una delle prime vittime illustri di tale damnatio memoriae sar\u00e0 proprio l\u2019affresco \u201cblasfemo\u201d degli appartamenti Borgia, che, per suo volere, viene distaccato e frammentato, affinch\u00e9 nulla si tramandi.\u00a0Il severo censore raggiunse sicuramente il suo scopo, dal momento che nei secoli successivi dell\u2019affresco non si ebbe pi\u00f9 notizia.  Ma anche i segreti meglio custoditi sono soggetti all\u2019imprevedibile volere del caso.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Nel novembre del 1940, la principessa Eleonora Chigi Albani della Rovere e suo figlio Giovanni Incisa della Rocchetta, appassionato storico dell\u2019arte, invitati a visitare il palazzo di una famiglia patrizia mantovana, improvvisamente si trovano di fronte alla favoleggiata tela di Facchetti. Solo grazie all\u2019irripetibile coincidenza di aver riunite in una sola persona memoria storica familiare e specifiche competenze artistiche, Giovanni Incisa della Rocchetta si ritrova improvvisamente in mano le chiavi per risolvere questo intricato giallo storico.  Ai suoi occhi appare finalmente chiaro che i due dipinti raffiguranti un Ges\u00f9 bambino benedicente e un volto di Madonna &#8211; da secoli in possesso della sua famiglia, ma di provenienza mai individuata &#8211; sono proprio le parti superstiti del leggendario affresco realizzato dal Pinturicchio per le stanze vaticane: la stessa scena segnalata, senza essere creduti, da Vasari ed altre fonti antiche!  In seguito i due capolavori rimangono ancora per molti anni nella collezione Chigi, poi &#8211; \u00e8 storia dei giorni nostri &#8211; ecco l\u2019improvvisa comparsa del Bambin Ges\u00f9 delle mani sul circuito antiquario internazionale e, da qui, il passaggio al nuovo curatore, lo stesso che oggi ha inteso far riscrivere per intero, e dunque offrire al pubblico, la storia del pi\u00f9 misterioso capolavoro del Pinturicchio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\"><strong>La mostra \u201cIl Bambin Ges\u00f9 delle Mani\u201d si potr\u00e0 visitare presso il \u201cMuseo Claudio Faina\u201d di Orvieto con i seguenti orari di apertura al pubblico: dalle ore 09:30 alle 18:00 ad esclusione del Marted\u00ec.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo 500 anni dalla sua partenza,\u00a0Bernardino di Betto detto\u00a0Pinturicchio\u00a0fa ritorno a Orvieto\u00a0attraverso il capolavoro del\u00a0\u201cBambin Ges\u00f9 delle Mani\u201d\u00a0che&hellip;","protected":false},"author":12,"featured_media":97389,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"categories":[65,71],"tags":[119,462],"class_list":["post-97388","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cultura-e-spettacolo","category-copertina","tag-arte","tag-museo-faina","cs-entry","cs-video-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=97388"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97388\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97391,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97388\/revisions\/97391"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/97389"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=97388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=97388"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=97388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}