{"id":96547,"date":"2021-08-27T09:40:57","date_gmt":"2021-08-27T07:40:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=96547"},"modified":"2021-08-27T09:42:04","modified_gmt":"2021-08-27T07:42:04","slug":"il-crescendo-politico-contraddittorio-e-a-caro-prezzo-per-il-contribuente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/il-crescendo-politico-contraddittorio-e-a-caro-prezzo-per-il-contribuente\/","title":{"rendered":"Il Crescendo politico? Contraddittorio e a caro prezzo per il contribuente"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">La storia del <strong>Crescendo<\/strong> nasce lontano nel tempo e di sicuro quanto espresso, almeno in termini di aspettative a partire dal nome, non si \u00e8 poi verificato nel corso dei <strong>22 anni di vita<\/strong> del consorzio di sviluppo. Tanti sono infatti gli anni trascorsi dal quel <strong>1999<\/strong> quando l\u2019allora <strong>sindaco di Orvieto<\/strong>, <strong>Stefano Cimicchi<\/strong>, insieme ad <strong>altri colleghi del territorio<\/strong> diedero vita a questo veicolo di spesa pubblica destinata a <strong>rivitalizzare o concepire aree produttive<\/strong>, con l\u2019<strong>obiettivo<\/strong> di aumentare l\u2019<strong>occupazione<\/strong> nel territorio orvietano e <strong>creare infrastrutture<\/strong> al servizio del sistema imprenditoriale. Da allora sono stati <strong>spesi<\/strong> non meno di <strong>8 milioni di euro<\/strong> (tra debiti accumulati e capitale versato dai soci) oltre 360mila euro ogni anno dal 1999 ad oggi. I risultati di questa spesa pubblica sono certamente residuali targando questa esperienza politica con il marchio peggiore, ovvero quello dello spreco di denaro pubblico. <strong>Oggi<\/strong> pi\u00f9 che mai, travolti dalla crisi del COVID, possiamo cogliere quanto <strong>8 milioni<\/strong> di euro avrebbero potuto rappresentare un <strong>ottimo viatico <\/strong>allo <strong>sviluppo<\/strong> territoriale purch\u00e9 spesi con criterio. Invece a 22 anni di distanza l\u2019Orvietano continua a <strong>elemosinare la banda internet e la fibra<\/strong>, <strong>non<\/strong> ha <strong>collegamenti ferroviari veloci<\/strong> e tanto altro. Come si dice il <strong>tempo \u00e8 denaro<\/strong> e in questi 22 anni poco \u00e8 stato fatto e molto \u00e8 stato sperperato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scorsa settimana il <strong>consigliere Stefano Olimpieri<\/strong> ha riproposto politicamente il tema Crescendo addirittura con una <strong>mozione<\/strong> in Consiglio comunale per decretarne il <strong>\u201cdefinitivo superamento\u201d<\/strong> grazie al <em>\u201ccambiamento\u201d <\/em>voluto dalla <strong>giunta Tardani<\/strong> che sta, a suo dire, cos\u00ec mettendo la <strong>parola fine<\/strong> al <em>\u201csistema di potere attraverso associazioni societ\u00e0 e consorzi strumentali ad estendere \u2026.i tentacoli &#8211; della politica di sinistra &#8211; sulla citt\u00e0 e sul territorio\u201d<\/em>. Difficilmente si pu\u00f2 essere in disaccordo con il <strong>giudizio storico di Olimpieri<\/strong>, soprattutto perch\u00e8 quella stagione di <em>\u201cspesa allegra\u201d <\/em>oggi non sarebbe pi\u00f9 possibile e di certo si stenta a coglierne il risultato in termini di investimento. Tuttavia la <strong>mozione<\/strong> di Olimpieri, almeno per la vicenda Crescendo, appare <strong>fuori tempo massimo<\/strong>, <strong>ridondante<\/strong> e <strong>insensata<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se infatti le conclusioni sulla pessima gestione politica della spesa pubblica attraverso l\u2019articolato sistema delle partecipate concepito nel corso dell\u2019ultimo ventennio sono condivisibili e lampanti, risulta comunque <strong>essere tardive<\/strong> e altres\u00ec <strong>ridondanti<\/strong> dato che, per il <strong>Crescendo<\/strong>, questa <strong>analisi<\/strong> fu fatta e <strong>suggellata<\/strong> con la <strong>messa in liquidazione<\/strong> dall\u2019allora <strong>Giunta Concina<\/strong> ad Orvieto insieme agli altri Comuni del territorio gi\u00e0 nel <strong>2013<\/strong>. Addirittura la messa in liquidazione ad Orvieto fu <strong>firmata<\/strong> dal <strong>vice sindaco<\/strong> di quella Giunta, <strong>Roberta Tardani<\/strong>. Di fatto quella decisione pose <strong>fine<\/strong> alla<strong> fallimentare<\/strong> <strong>esperienza<\/strong> del Consorzio grazie anche ad un <strong>consenso trasversale<\/strong> che vide le giunte di sinistra che seguirono confermarne l\u2019esito e soprattutto la soluzione. Allora si scelse la liquidazione per mettere un <strong>freno alla spesa<\/strong>, fin l\u00ec fuori controllo, e <strong>preservare il patrimonio<\/strong> accumulato nel Consorzio <strong>minimizzando<\/strong> cos\u00ec l\u2019<strong>impatto futuro delle perdite<\/strong> sui conti dei Comuni e dei contribuenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se invece si approfondisce l\u2019<strong>analisi dei documenti<\/strong> societari (statuto e bilanci) del Consorzio Crescendo, la <strong>mozione<\/strong> di Olimpieri \u00e8 si <strong>legittima<\/strong>, come l\u2019ha giustamente <strong>definita Matteo Tonelli<\/strong> nel suo editoriale <em><a href=\"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/crescendo-con-il-fallimento-rischio-debito-e-blocco-attivita-produttive\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/crescendo-con-il-fallimento-rischio-debito-e-blocco-attivita-produttive\/\">\u201cCrescendo, con il fallimento rischio debito e blocco attivit\u00e0 produttive\u201d<\/a><\/em> pubblicato su questa testata lo scorso <strong>22 agosto<\/strong>, ma risulta essere del tutto <strong>insensata<\/strong>.  Si vuole infatti <strong>giustificare<\/strong> la richiesta di <strong>fallimento<\/strong> da parte del Comune di Orvieto con la necessit\u00e0 di terminare l\u2019esperienza del Consorzio Crescendo perch\u00e9 improduttiva e soprattutto <strong>perch\u00e9 onerosa<\/strong> per le casse del Comune che nel <strong>bilancio consuntivo<\/strong>, appena discusso, ha dovuto <strong>accantonare 360mila euro<\/strong> per coprire\/sanare la sua esposizione nel Consorzio.&nbsp;  Ci\u00f2 che <strong>stona<\/strong> oltre che a <strong>chiedere il fallimento<\/strong> non sia un creditore bens\u00ec <strong>un socio<\/strong> e per di pi\u00f9 <strong>debitore<\/strong> (il <strong>Comune di Orvieto<\/strong>), \u00e8 che questa <strong>valutazione politica ancorch\u00e9 tecnico-economica sia stata gi\u00e0 presa nel 2013 dalla Giunta Concina e dall\u2019allora vice sindaco Roberta Tardani<\/strong>. <strong>Cosa \u00e8 cambiato da allora <\/strong>ad oggi e soprattutto cosa ha fatto cambiare idea alla maggioranza che il sindaco Tardani guida con piglio solerte su un tema cos\u00ec ben conosciuto?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I fatti e i numeri non aiutano certo a comprendere questo cambiamento di rotta ma, soprattutto, impongono un ulteriore quesito: <strong>Cui prodest? <\/strong>Di certo <strong>non conviene al contribuente<\/strong> e di seguito prover\u00f2 a darne qualche evidenza oggettiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Comune ha <strong>accantonato circa 360mila euro<\/strong> a fronte di un suo <strong>debito potenziale<\/strong> risultante dal <strong>bilancio 2020 <\/strong>di circa <strong>607mila euro<\/strong>. Questo perch\u00e9 \u00e8 stata <strong>contabilizzata la compensazione<\/strong> tra le partite a credito e a debito del Comune nei confronti del Consorzio. Infatti dal bilancio del Comune risultano sia un <strong>credito di 288.400 euro per IMU sia un debito di 40.298 euro relativo alle quote 2019 e 2020<\/strong>. La compensazione di tutte queste partite d\u00e0 appunto il risultato di un debito per il Comune di Orvieto pari a circa 360.000 euro. Un approccio <strong>contabile corretto<\/strong> se in costanza di <strong>liquidazione<\/strong>, nel senso che \u00e8 solo con la liquidazione che pu\u00f2 essere ipotizzata una compensazione delle partite di credito e debito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il <strong>fallimento<\/strong> la musica cambia e di molto. Mentre il l<strong>iquidatore<\/strong> <strong>ha la facolt\u00e0 <\/strong>ed i poteri statutari <strong>di transare<\/strong> ed accettare <strong>compensazioni<\/strong> di partite, il <strong>curatore fallimentare<\/strong> <strong>non ha<\/strong> questa facolt\u00e0. Il<strong> curatore<\/strong> fallimentare deve seguire una sequenza molto rigida nelle operazioni fallimentari, deve <strong>prima incassare<\/strong> tutti i <strong>credit<\/strong>i e <strong>liquidare tutte le attivit\u00e0<\/strong> e, solo <strong>dopo<\/strong> con il ricavato <em>saldare<\/em>, per intero o pro quota <strong>secondo le disponibilit\u00e0<\/strong>, tutti i <strong>creditori<\/strong>. Tutto ci\u00f2 comunque mai e poi <strong>mai con compensazione<\/strong> di partite, come proposto dall\u2019approccio contabile del bilancio consuntivo comunale appena approvato. In caso di <strong>fallimento<\/strong> il <strong>debito<\/strong> che il curatore richiederebbe al <strong>Comune di Orvieto<\/strong> non sarebbe pari all\u2019accantonamento previsto di 360mila euro, bens\u00ec sarebbe di 607.000 pi\u00f9 40.298, quindi poco meno di <strong>650.000 euro<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 vero che con il <strong>fallimento cesserebbe<\/strong> l\u2019esborso annuo della <strong>quota annuale<\/strong> del Comune di Orvieto quale socio del Consorzio, ma sul punto va fatta una valutazione tra <strong>costi e benefici<\/strong>: \u00e8 vantaggioso <strong>pagare 650mila euro tutti e subito<\/strong>, <strong>piuttosto<\/strong> che <strong>accantonarne<\/strong> a riserva solo <strong>360mila per risparmiarne 20.000 all\u2019anno<\/strong> (valore della quota sociale del Comune di Orvieto)?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo primo quesito la risposta sembrerebbe scontata ma di sicuro renderebbe gi\u00e0 insensata la richiesta di fallimento da parte del Comune. Eppure l\u2019<strong>insensatezza<\/strong> appare ancora <strong>pi\u00f9 evidente<\/strong> e pesante per le tasche del contribuente se la valutazione dell\u2019impatto di questo cambio di rotta politica della Giunta Tradani sul futuro del Crescendo si <strong>focalizza <\/strong>sull\u2019<strong>attivo del Consorzio<\/strong>, ovvero sui suoi<strong> asset immobiliari<\/strong>.  Dall\u2019ultimo <strong>bilancio del 2020<\/strong> il Consorzio dichiara all\u2019attivo un <strong>patrimonio immobiliare da liquidare di circa 3,8 milioni di euro<\/strong> e <strong>altri<\/strong> beni per circa <strong>800mila euro<\/strong>. Un tesoretto che si \u00e8 via via assottigliato e che, per esempio, nel <strong>2018<\/strong> ha consentito attraverso alcune vendite di immobili e transazioni di debiti un <strong>utile di gestione<\/strong> del Consorzio Crescendo. In fondo dei 22 anni di spesa pubblica attraverso il Consorzio ai Comuni e, di conseguenza, ai contribuenti cosa resta se non almeno il patrimonio? Nel <strong>2013<\/strong> La politica aveva giustamente sentenziato: <strong>basta con gli sprechi<\/strong> e la spesa improduttiva e <strong>tuteliamo<\/strong> almeno il <strong>patrimonio<\/strong>, <strong>minimizzando<\/strong> le <strong>perdite<\/strong>. Con il <strong>fallimento<\/strong> questa<strong> tutela verrebbe<\/strong> di fatto <strong>a mancare<\/strong> mentre sarebbe <strong>certa una svalutazione <\/strong>degli asset immobiliari da aggiudicare attraverso aste pubbliche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se fin qui la liquidazione ha consentito cessioni a prezzi congrui, senza svalutazioni selvagge, il <strong>fallimento aprirebbe la strada ad aggiudicazioni al ribasso<\/strong> da parte di imprenditori che, seppur interessati, oggi si vedono aperta la strada ad una possibile aggiudicazione del <strong>patrimonio<\/strong> del Crescendo a <strong>prezzi di saldi di fine stagione<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se oggi i 3,8 milioni di asset immobiliari venissero liquidati il <strong>saldo negativo<\/strong> in quota parte a carico del <strong>Comune di Orvieto (13,4%<\/strong>) sarebbe ben <strong>inferiore ai 360mila accantonati,<\/strong> mentre \u00e8 lecito pensare che la <strong>procedura fallimentare<\/strong> porti ad una <strong>svalutazione tra il 60 e il 70% degli asset<\/strong> triplicando l\u2019esborso (ben oltre i 600mila euro) per i <strong>comuni <\/strong>e i contribuenti che secondo l\u2019<strong>Art. 25<\/strong> dello <strong>Statuto del Crescendo<\/strong> sono chiamati a <strong>coprire dette perdite<\/strong>.  Oltre al danno di una spesa pubblica senza alcuna valore d\u2019investimento il contribuente verrebbe cos\u00ec ulteriormente beffato vedendo ancora una volta <strong>\u201csocializzate\u201d le perdite e \u201cprivatizzati\u201d gli utili <\/strong>con patrimoni ceduti al mercato a prezzi di saldi e senza oneri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concludo aggiungendo che se la mozione del consigliere Olimpieri \u00e8 tardiva e ridondante come <strong>insensata<\/strong> \u00e8 l\u2019<strong>avallo della maggioranza<\/strong> e del sindaco Tardani, ancor pi\u00f9 <strong>assordante<\/strong> \u00e8 il <strong>silenzio<\/strong> di una <strong>minoranza<\/strong> che sulla questione ha <strong>marcato visita al Consiglio<\/strong> comunale e che sul fatto non proferisce ancora parola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cosa sta accadendo alla politica orvietana?<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La storia del Crescendo nasce lontano nel tempo e di sicuro quanto espresso, almeno in termini di aspettative&hellip;","protected":false},"author":24,"featured_media":96548,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"categories":[63,62,71],"tags":[123,432,510],"class_list":["post-96547","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-economia","category-politica","category-copertina","tag-comune-di-orvieto","tag-opinioni","tag-soldi","cs-entry","cs-video-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96547","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96547"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96547\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":96550,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96547\/revisions\/96550"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/96548"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}