{"id":96119,"date":"2021-06-29T13:32:12","date_gmt":"2021-06-29T11:32:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=96119"},"modified":"2021-06-29T13:32:14","modified_gmt":"2021-06-29T11:32:14","slug":"lettera-aperta-a-massimo-braganti-chissa-da-dove-partono-gli-umbri-alla-ricerca-di-servizi-sanitari-di-qualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/lettera-aperta-a-massimo-braganti-chissa-da-dove-partono-gli-umbri-alla-ricerca-di-servizi-sanitari-di-qualita\/","title":{"rendered":"Lettera aperta a Massimo Braganti, &#8220;chiss\u00e0 da dove partono gli umbri alla ricerca di servizi sanitari di qualit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"intro-text wp-block-paragraph\"><em>La sanit\u00e0 umbra \u00e8 in sofferenza. I conti non tornano come dovrebbero e in particolare balza agli occhi una spesa da 3,3 milioni di euro per la cosiddetta mobilit\u00e0 passiva. In un articolo apparso sul quotidiano &#8220;La Nazione&#8221; a firma di Michele Nucci il direttore della sanit\u00e0, Massimo Braganti ha spiegato che &#8220;da tre anni la Regione viene richiamata dal MEF per il trascinamento di perdite dai dodici mesi precedenti&#8230;&#8221;. Quali sono la cause? Certamente ci sono spese non controllate a dovere, come quella farmaceutica ma a ben vedere la mobilit\u00e0 passiva inizia a pesare ogni anno di pi\u00f9. Tanto per sgombrare il campo da illazioni politiche provenienti dall&#8217;attuale opposizione, il circolo vizioso \u00e8 nato e cresciuto durante la gestione Marini per poi continuare nella sua escalation nel 2019, per la gran parte ancora in capo al centro-sinistra. Il covid ha dato la mazzata finale. Ma \u00e8 colpa del virus? Perch\u00e9 la sanit\u00e0 umbra da eccellenza \u00e8 diventata un punto debole? E&#8217; cos\u00ec dappertutto? Veniamo al territorio orvietano: si \u00e8 investito bene in questi anni? Si \u00e8 pensato e programmato sui bisogni dei cittadini? E&#8217; giusto spendere gran parte delle risorse per la creazione di un centro della salute a due passi dal Duomo? OrvietoLife vuole sapere e ha deciso di scrivere una lettera aperta al direttore regionale alla sanit\u00e0 e al welfare, Massimo Braganti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Egr. dr. Massimo Braganti,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">la notizia che ogni anno il saldo di bilancio tra spese verso altre regioni e incassi da altre regioni \u00e8 in rosso per <strong>3,3 milioni euro<\/strong> ha lasciato a bocca aperta molti, ma non tanto i cittadini di un&#8217;area, quella dell&#8217;orvietano, che ormai da anni subiscono le lentezze, la mancanza di professionalit\u00e0 mediche e la carenza di servizi nella sanit\u00e0 pubblica.  Ci risulta, infatti, poco credibile che questi 3,3 milioni vengano spesi in maniera pi\u00f9 o meno omogenea in tutta la Regione.  Perugia e Terni hanno ospedali eccellenti e Foligno segue a ruota, tanto che la prima mobilit\u00e0 per gli orvietani \u00e8 proprio verso questi tre hub regionali.  Nulla da eccepire, si badi bene, in una Regione con poco pi\u00f9 di 850 mila abitanti pretendere servizi sotto casa \u00e8 fuori luogo.  Alcune domande per\u00f2 ci girano nella testa; <strong>\u00e8 giusto ragionare in termini meramente aziendali?<\/strong> <strong>Come mai il privato, invece, riesce a guadagnare e bene? Le patologie tempo-dipendenti vengono tenute nel giusto conto? La posizione geografica e logistica di Orvieto \u00e8 stata ragionata bene?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ragioniamo e cerchiamo di capire.  L&#8217;area <strong>&#8220;Umbria ovest&#8221;<\/strong> \u00e8 a scarsa presenza di presidi ospedalieri con unico riferimento l&#8217;ospedale di Orvieto.  Dovrebbe essere una garanzia, anche perch\u00e9 a ben guardare il territorio \u00e8 cerniera con altre due Regioni, che spesso afferiscono al Santa Maria della Stella per le prestazioni ospedaliere e specialistiche.  Quindi il sistema sanitario umbro prende dal territorio con la mobilit\u00e0 passiva dell&#8217;<strong>Alto Lazio<\/strong> e della <strong>Bassa Toscana<\/strong>.  Ma <strong>la Regione Umbria, intesa come politica, ha mai ragionato sul bacino d&#8217;utenza allargato, oppure si \u00e8 fermata ai meri numeri dei Comuni del distretto? <\/strong> <strong>Insomma quando a Perugia si programma si ragiona sui circa 120 mila cittadini potenziali o su numeri sicuramente pi\u00f9 bassi?  Si \u00e8 mai pensato ad Orvieto come &#8220;Porta dell&#8217;Umbria&#8221; vera e propria? <\/strong> Dal punto di vista degli investimenti nei trasporti e nella viabilit\u00e0 la risposta \u00e8 pi\u00f9 che chiara, assolutamente no, ma ci\u00f2 sembra valere, purtroppo, anche in sanit\u00e0.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A parte Terni, che per ovvie ragioni \u00e8 un&#8217;eccellenza, poi abbiamo Foligno, con alcune specializzazioni di riferimento per l&#8217;intera USL Umbria2, Narni-Amelia che supportano il capoluogo, e a Orvieto?  <strong>La programmazione sanitaria ha preso in considerazione i numeri della patologie croniche, acute e tempo-dipendenti in rapporto, ad esempio, all&#8217;et\u00e0 media della popolazione?  Ha mai preso in considerazione i costi per il trasferimento di pazienti solo stabilizzati verso Terni per patologie cardiache acute? <\/strong> La mobilit\u00e0 passiva potrebbe addirittura aggravarsi se i cittadini provvedessero alle visite specialistiche e agli esami diagnostici presso strutture fuori Regione pubbliche.  Invece in molti scelgono il privato, pagando di tasca propria, almeno chi pu\u00f2, per evitare liste d&#8217;attesa da tempi biblici.  <strong>A proposito, il privato investe in mezzi e professionisti, spesso ex-pubblici, e il gioco vale la candela; perch\u00e9 lo stesso ragionamento non dovrebbe valere nel pubblico?  E ancora, perch\u00e9 nel PNRR Umbria, certo poco pi\u00f9 di una lista della spesa, gli investimenti nella sanit\u00e0 orvietana sono ridotti al lumicino? <\/strong> Un po&#8217; di telemedicina, non si capisce bene come e con quale specializzazioni incluse, lavori di ristrutturazione del Pronto Soccorso, alcuni macchinari sostituiti (finalmente!) e poi un palazzo di grandissimo pregio vista Duomo, che verr\u00e0 trasformato in centro salute e residenza diurna per anziani&#8230;Verrebbe da dire, tutto qui?  3,3 milioni di euro di mobilit\u00e0 passiva rischiano di crescere ogni anno in maniera esponenziale mettendo a rischio, alla fine, il sistema sanitario.  Quali cittadini partono per i <strong>&#8220;viaggi della speranza&#8221; <\/strong>dall&#8217;Umbria, allora?  E&#8217; poco credibile che siano perugini o ternani o folignati o spoletini.  Il territorio che negli anni ha perso appeal, professionalit\u00e0 e con adeguamenti tecnologici dell&#8217;ultimo minuto \u00e8 Orvieto, almeno questo balza agli occhi.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora <strong>non si pu\u00f2 sopportare chi si meraviglia<\/strong> di questo risultato.  <strong>Non si pu\u00f2 sopportare l&#8217;indignazione di un&#8217;opposizione che ha iniziato la &#8220;privatizzazione&#8221; dei servizi e il depauperamento professionale dell&#8217;ospedale di Orvieto<\/strong>; le liste d&#8217;attesa sono un problema annoso e molti primari top sono &#8220;andati via&#8221; in quegli anni.  Oggi l&#8217;attuale maggioranza non ha cambiato lo schema, anzi lascia convivere pubblico e privato ma senza il filtro sociale della &#8220;convezione&#8221;, quindi chi pu\u00f2 si cura e <strong>chi non pu\u00f2 aspetta e prega<\/strong>.  A questo punto non resta che attendere il nuovo <strong>Piano Sanitario Regionale<\/strong> per capire definitivamente verso quale sanit\u00e0 si vuole andare e soprattutto se e quanto \u00e8 importante il territorio orvietano per l&#8217;Umbria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La sanit\u00e0 umbra \u00e8 in sofferenza. 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