{"id":95114,"date":"2021-04-15T14:16:06","date_gmt":"2021-04-15T12:16:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=95114"},"modified":"2021-06-07T20:41:45","modified_gmt":"2021-06-07T18:41:45","slug":"dalla-sicilia-a-orvieto-per-lavoro-se-hai-il-diabete-ce-un-dolce-calvario-da-affrontare-per-ottenere-i-presidi-necessari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/dalla-sicilia-a-orvieto-per-lavoro-se-hai-il-diabete-ce-un-dolce-calvario-da-affrontare-per-ottenere-i-presidi-necessari\/","title":{"rendered":"Dalla Sicilia a Orvieto per lavoro, se hai il diabete c&#8217;\u00e8 un &#8220;dolce&#8221; calvario da affrontare per ottenere i presidi necessari"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">La cronaca quotidiana ci offre spesso spunto ma la storia che vi raccontiamo oggi ha dell\u2019incredibile e ancora non \u00e8 giunta a soluzione.\u00a0 Giuseppe (nome di fantasia) \u00e8 affetto da diabete insulinodipendente.\u00a0 Vive a Orvieto ma \u00e8 residente ancora in Sicilia.\u00a0 Fin qui nulla di strano.\u00a0 Arriva il giorno in cui si accorge che stanno per terminare gli ausili che di solito utilizza per monitorare il livello della glicemia e l\u2019insulina con i relativi aghi.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-95115 alignleft\" src=\"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/diabete630x200-300x191.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/diabete630x200-300x191.jpg 300w, https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/diabete630x200.jpg 456w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Inizia a porsi il problema e chiede agli uffici USL come poter usufruire dell\u2019assistenza qui a Orvieto.\u00a0 Con estrema velocit\u00e0, nonostante il periodo pandemico, lo specialista dell\u2019ospedale controlla e compila il piano terapeutico che poi il nostro Giuseppe porta agli uffici USL.\u00a0 L\u00ec scopre di aver s\u00ec diritto a tutti gli ausili ma la certificazione e la richiesta deve arrivare dalla propria USL di appartenenza cio\u00e8 da Palermo.\u00a0 Nonostante il covid, dunque, i progressi tecnologici e l\u2019avanzata del digitale per il povero paziente poco cambia, se non che si pu\u00f2 fare tutto telefonicamente.\u00a0 Dopo qualche lungaggine finalmente arrivano l\u2019agognato tesserino con il codice a barre dalla Sicilia.\u00a0 \u201cChe bello, ha pensato Giuseppe, proprio in tempo per rifornirmi di tutto il necessario!\u201d.\u00a0 Ma l\u2019amara sorpresa \u00e8 dietro l\u2019angolo.\u00a0 In farmacia non accettano il codice, non per dispetto, ma semplicemente perch\u00e9 quello specifico codice per quello specifico assistito vale in Sicilia.\u00a0 \u201cE ora cosa devo fare?\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Giuseppe \u00e8 quasi rassegnato e preoccupato perch\u00e9 la sue scorte stanno terminando.\u00a0 Non si pu\u00f2 contare sulle amicizie e sul proprio portafoglio perch\u00e9 le spese iniziano ad essere poco sostenibili e poi ne ha diritto!\u00a0 All\u2019ufficio USL spiegano che la farmacia prescelta da Giuseppe deve telefonare in Sicilia, farsi abilitare il codice e il gioco \u00e8 fatto.\u00a0 A parte la stranezza che nel 2021 ancora serva il telefono e non una procedura automatica e digitale, sembra cosa facile.\u00a0 Giuseppe va nella sua farmacia di fiducia, spiega quello che sembra apparentemente semplice e invece qui inizia l\u2019odissea.\u00a0 Il farmacista chiama il numero della USL di Palermo indicato dall\u2019impiegato di Orvieto.\u00a0 Il numero addirittura non squilla, o meglio il trillo \u00e8 quello tipico del telefono staccato.\u00a0 Inizia un giro di telefonate fra uffici USL, Giuseppe, farmacista per capire il corretto iter.\u00a0 Ecco scoperto l\u2019arcano, In tutta Italia il sistema \u00e8 simile e quindi non servono grandi sforzi ma per la Sicilia \u00e8 diverso, la piattaforma \u00e8 dedicata alla Regione.\u00a0 Quindi il farmacista deve farsi accreditare dalla USL di appartenenza di Giuseppe, farsi accreditare, fornire tutti i codici per il rimborso e per la fatturazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Intanto viene reperito un nuovo numero per la USL di Palermo.\u00a0 In verit\u00e0 dovrebbe rispondere una persona che poi dovrebbe a sua volta, indicare il numero dell&#8217;impiegato che prima non rispondeva al proprio telefono.\u00a0 C\u2019\u00e8 il nuovo numero ma la musica non cambia, anzi, risulta inesistente.\u00a0 E allora?\u00a0 Giuseppe \u00e8 gi\u00e0 pronto a rimettere mano al portafoglio per pagare ci\u00f2 che non dovrebbe.\u00a0 Il farmacista orvietano non demorde e studia una strada tortuosa ma veloce.\u00a0 \u201cTroviamo una farmacia in Sicilia che fa spedizioni di presidi, non di medicine, e il gioco \u00e8 fatto.\u00a0 Noi forniamo il codice siciliano, luo prepara il pacchetto e lo invia all\u2019indirizzo di Orvieto\u201d.\u00a0 Inizia un nuovo giro di telefonate.\u00a0 Alla terza farmacia sembra che il problema possa risolversi.\u00a0 Giuseppe \u00e8 estremamente fiducioso.\u00a0 Arriva l\u2019ultima cocente delusione.\u00a0 Il sistema sanitario siciliano \u00e8 diviso rigidamente in province e quindi anche il farmacista di Messina o Agrigento, dovrebbe seguire lo stesso iter del loro collega di Orvieto, in pratica siamo tutti stranieri in Patria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Giuseppe ha ancora qualche giorni di autonomia per i vari ausili ma rimane incredulo di fronte all\u2019ultima trovata della burocrazia per complicare la vita a chi ha bisogno di monitorare e curare una malattia cronica e pericolosa.\u00a0 Ora rimane l\u2019ultimo tentativo, quello di trovare una farmacia a Palermo con un parente disponibile a ritirare gli ausili, impacchettarli e spedirli a Giuseppe ad Orvieto.\u00a0 Qui la burocrazia non riesce a metterci lo zampino, serve solo la buona volont\u00e0.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una riflessione questa storia la merita sicuramente.\u00a0 Il ministro Renato Brunetta, tanto odiato dalla categoria dei pubblici impiegati, ha spiegato che la nuova rivoluzione sar\u00e0 quella della buona burocrazia.\u00a0 Ecco ci permettiamo di suggerire al ministro di partire proprio da questa storia per partire con una riforma che, una volta almeno, parta dalle necessit\u00e0 dell\u2019utenza, del cittadino, e non dalla parte esclusivamente dell\u2019impiegato o del funzionario che oggi, troppo spesso, sembra avere diritto di vita o di morte sul privato o sulla partita IVA o sull\u2019impresa che si presenta allo sportello.\u00a0 Un primo passo potrebbe proprio essere l\u2019uniformit\u00e0 del sistemi e delle piattaforme e una forte spinta verso il digitale.\u00a0 Rimarr\u00e0 tutto una chimera o un giorno non molto lontano sar\u00e0 realt\u00e0?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La cronaca quotidiana ci offre spesso spunto ma la storia che vi raccontiamo oggi ha dell\u2019incredibile e 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