{"id":107011,"date":"2024-10-27T08:09:18","date_gmt":"2024-10-27T07:09:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=107011"},"modified":"2024-10-27T08:09:18","modified_gmt":"2024-10-27T07:09:18","slug":"conticelli-e-le-mille-contraddizioni-della-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/conticelli-e-le-mille-contraddizioni-della-resistenza\/","title":{"rendered":"Conticelli e le mille contraddizioni della Resistenza"},"content":{"rendered":"\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cSoltanto venti mesi, un lasso di tempo infinitamente piccolo nella storia di un popolo come nella vita di un uomo. Ma furono venti mesi terribili quanto meravigliosi, densi di eroismo e vigliaccheria, che seppero trasformare l\u2019Italia da paese ottocentesco a nazione moderna, costituendo un ponte tra passato e futuro che non ha paragoni nelle vicissitudini nazionali d\u2019ogni epoca. Un\u2019accelerazione della storia che ci ha fatto crescere fino a cambiare gli italiani per sempre\u201d. La definizione di Resistenza fornita da Roberto Conticelli, autore del libro \u201cLa Resistenza in campo\u201d (edizioni Rcs), opera inserita nella prestigiosa collana \u201cStoria del Fascismo\u201d curata dalla professoressa Barbara Biscotti, in uscita il 12 novembre con la copia cartacea de Il Corriere della Sera e acquistabile on-line sulla piattaforma del Corriere Store, inquadra perfettamente i fatti intercorsi in Italia tra l\u20198 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, quando furono gli italiani contrari al regime mussoliniano a imbracciare le armi contro fascisti e tedeschi. L\u2019opera scende nel dettaglio di quel periodo storico tanto discusso, definendo personaggi, organizzazioni e circostanze del grande movimento popolare che contribu\u00ec alla fine del fascismo. Vi si scorge l\u2019attenzione al particolare scaturita dall\u2019esperienza cronistica dell\u2019autore, ma anche lo sguardo lungo dello storico capace di definire le vicende nel concatenarsi delle varie fasi temporali. Dopo il successo del libro dedicato a Clara Petacci e alle donne del fascismo, Conticelli torna a confrontarsi con la collana storica del Corriere della Sera che annovera tra i propri autori nomi come Valdo Spini e Mauro Canali, figure di primo piano della ricerca storiografica nazionale.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conticelli, per lei una nuova carriera da storico dunque?<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non la definirei carriera, piuttosto una passione che trova compimento. Durante i quattro decenni del mio impegno giornalistico pi\u00f9 intenso non ho avuto il tempo necessario a dedicarmi alla grande storia, essendo preso dalle piccole storie di tutti i giorni. Ora posso farlo con un editore di alto profilo come Rcs, collaborando con la professoressa Barbara Biscotti, apprezzata docente universitaria a Milano, perfetta organizzatrice di un\u2019attivit\u00e0 tutt\u2019altro che semplice quale quella di coordinare tanti autori e di accompagnarli lungo l\u2019impervio tragitto della storia nazionale. Sono, beninteso, uno storico dilettante, sorretto per\u00f2 da una base giornalistica, quella del mio mestiere: credo nell\u2019importanza delle fonti e non mi appoggio a divagazioni, preferendo le certezze delle testimonianze. La storia non \u00e8 fantasia, \u00e8 fatta di verit\u00e0 verificate, messe insieme e raccontate.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E allora qual \u00e8 la verit\u00e0 sulla Resistenza cos\u00ec come scaturisce dal suo libro?<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da sempre, purtroppo, il periodo resistenziale \u00e8 pi\u00f9 interpretato che raccontato. La politica utilizza quella fase storica come una bandiera, da sventolare o da strappare in base alla propria appartenenza partitica. In realt\u00e0 l\u2019importanza della Resistenza italiana \u00e8 pi\u00f9 sociale che militare o politica. Da essa deriva direttamente la Costituzione, che prese per mano un Paese appena uscito dalla tragedia del fascismo e della guerra civile, un\u2019Italia ancora dal sapore ottocentesco poich\u00e9 quelle idee e quei contrasti scaturivano dal secolo precedente, accompagnandolo finalmente verso la modernit\u00e0, verso il Duemila. Durante quei venti mesi la storia ha accelerato clamorosamente, ha spinto sul gas. L\u2019Italia dell\u20198 settembre 1943 guardava indietro, quella del 25 aprile 1945 era proiettata verso il futuro.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure id=\"attachment_107014\" aria-describedby=\"caption-attachment-107014\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-107014\" src=\"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/conticelli-in-sardegna-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/conticelli-in-sardegna-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/conticelli-in-sardegna-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/conticelli-in-sardegna-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/conticelli-in-sardegna-1536x864.jpeg 1536w, https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/conticelli-in-sardegna-750x422.jpeg 750w, https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/conticelli-in-sardegna-1140x641.jpeg 1140w, https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/conticelli-in-sardegna.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-107014\" class=\"wp-caption-text\">Il giornalista Roberto Conticelli lungo la costa sarda a caccia di bunker e fortificazioni militari della Seconda Guerra Mondiale<\/figcaption><\/figure>\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma cosa accadde davvero in un periodo di tempo cos\u00ec limitato?<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino all\u20198 settembre l\u2019antifascismo era stato gestito da pochi valorosi, veri e propri eroi e martiri del loro tempo, da Matteotti ai fratelli Rosselli. Avevano, per\u00f2, ben poco seguito poich\u00e9 l\u2019Italia era tutta fascista. C\u2019era l\u2019impero, ci sentivamo i padroni del mondo e i pochi ma coraggiosi antifascisti venivano etichettati come anti-italiani. Il 25 luglio 1943 spezz\u00f2 l\u2019incantesimo, rompendo dall\u2019interno il patto morale tra gli italiani e Mussolini. Poi l\u2019armistizio e lo sconcertante annuncio di Badoglio sulla guerra che continuava fecero il resto. Inutile nasconderlo: molti fascisti cambiarono casacca, alcuni per genuino pentimento o avendo a cuore le sorti della nazione, altri per opportunismo, per vigliaccheria o semplicemente per salvarsi la vita dopo le brutalit\u00e0 commesse. Andarono a ingrossare le brigate dei patrioti che erano sostenuti da grandi figure, da Sandro Pertini a Luigi Longo, fino a Enrico Mattei, personalit\u00e0 che guidarono il passaggio epocale. Certo, furono questi ultimi a gestire la rivolta, potendo contare per\u00f2 sulla delusione di tanti italiani per i comportamenti del duce e della monarchia. Furono le famiglie che avevano i propri cari in guerra a pretendere il cambiamento, le stesse famiglie che poche settimane prima accorrevano in massa a piazza Venezia.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una Resistenza, dunque, da non ascrivere direttamente ai partiti o a quanti, magari dall\u2019esilio, si impegnarono a organizzarla?<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dirigenti contarono eccome, cos\u00ec come non pu\u00f2 e non deve essere dimenticato il sacrificio di tanti eroi, dai fratelli Cervi a quanti furono rinchiusi e torturati in via Tasso o nelle altre sedi della repressione fascista o tedesca. Ma la svolta decisiva attuata dalla Resistenza non fu esclusivamente militare, come invece viene spesso descritta. Sul terreno dello scontro bellico, senza lo sforzo di uomini e mezzi condotto dagli Alleati angloamericani la Resistenza da sola non avrebbe conseguito la vittoria finale. Il movimento popolare dei ribelli cominci\u00f2 a contare e risult\u00f2 decisivo solo quando gli operai delle fabbriche del nord scesero in sciopero e la loro rabbia si and\u00f2 a sommare a quella di tanti genitori e parenti di militari mandati in battaglia con le scarpe di cartone. Poi la notizia delle stragi tedesche di Marzabotto e di Sant\u2019Anna di Stazzema fu una pietra lanciata nello stagno: l\u2019Italia intera disse no alla cieca violenza e chiuse definitivamente con fascismo e nazismo. A quel punto la sana politica di allora, del tutto diversa dall\u2019attuale, riusc\u00ec a interpretare i sentimenti di rivalsa del popolo e var\u00f2 la Costituzione, che \u00e8 lo sbocco felice della Resistenza, il suo vero traguardo sociale e morale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conticelli, la sua \u00e8 dunque una Resistenza diversa dalla visione agiografica in voga per tanti anni in Italia. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che Giampaolo Pansa, che ho avuto la fortuna di frequentare e con il quale mi sono confrontato sull\u2019argomento, ci abbia bene illuminato sul periodo. La Resistenza non fu tutta rose e fiori, non fu un movimento popolare spontaneo e compatto ma, piuttosto, un coacervo di idee diverse e spesso contrastanti. Ci furono stragi tra gli stessi resistenti e addirittura tentativi di avviare una certa linea resistenziale lungo la strada di un potenziale colpo di Stato. Tutto ci\u00f2 per\u00f2 non inficia il valore complessivo del movimento e non cancella l\u2019esempio di tanti che misero a rischio la propria vita, o che la sacrificarono, per la libert\u00e0 dell\u2019Italia. Appare come un clamoroso errore, in verit\u00e0 compiuto da molti esponenti politici, quello di voler edulcorare la storia, ma sarebbe sbagliato anche ritenere che non ci fu un vero e proprio ideale della Resistenza, perseguito con fede e coraggio da quanti salirono in montagna armati di pochi fucili e tanta passione civile. La verit\u00e0 della storia non \u00e8 mai estrema, di solito segue una linea mediana. Nel mucchio di patrioti che festeggiavano il 25 aprile della ritrovata libert\u00e0, da essi conquistata con ardimento e sprezzo del pericolo, c\u2019erano fascisti che poi seppero infilarsi nelle pieghe della burocrazia italica fino ad acquisire posizioni di potere nella nuova nazione. Si potrebbe dire: \u00e8 l\u2019Italia e va cos\u00ec. Ma accanto a questo modo di fare becero e furbesco, favorito dalla politica che chiude gli occhi oggi come allora, \u00e8 doveroso ricordare l\u2019Italia di Napoli, quella degli scugnizzi che cacciarono gli invasori tedeschi in sole quattro giornate, la prima grande citt\u00e0 europea a liberarsi da sola dal nazismo, la prima a sconfiggere Hitler.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conticelli, a quando il prossimo saggio storico?<\/strong><\/p>\r\n<p>Un libro \u00e8 un esercizio complicato che ti prende anima e corpo. Occorrono pause, magari da impiegare per studi preparatori in direzione di ulteriori obiettivi. Continuo a seguire i miei interessi, che adesso vanno verso la ricerca dei bunker e delle fortificazioni della Seconda Guerra Mondiale ancora presenti sul territorio italiano, dal nord al sud, dalla Sicilia alla Sardegna. Veri e propri monumenti storici che soltanto poche istituzioni locali sanno conservare come si deve per tramandare alle future generazioni i resti di quello che \u00e8 stato. Giro l\u2019Italia e mi imbatto in un manufatto bellico del periodo, lo fotografo e lo catalogo, ne acquisisco la storia e raccolgo testimonianze specifiche. Il tutto poi potrebbe finire in un libro, chiss\u00e0. Ma intanto la cosa mi appassiona e questo \u00e8 gi\u00e0 un motivo valido per continuare a farlo.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cSoltanto venti mesi, un lasso di tempo infinitamente piccolo nella storia di un popolo come nella vita di&hellip;","protected":false},"author":28,"featured_media":107012,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"categories":[65,71],"tags":[480],"class_list":["post-107011","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cultura-e-spettacolo","category-copertina","tag-libri","cs-entry","cs-video-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107011","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=107011"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107011\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":107015,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107011\/revisions\/107015"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/107012"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=107011"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=107011"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=107011"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}