{"id":105985,"date":"2024-07-01T19:47:04","date_gmt":"2024-07-01T17:47:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=105985"},"modified":"2024-07-01T19:47:06","modified_gmt":"2024-07-01T17:47:06","slug":"le-madri-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/le-madri-della-chiesa\/","title":{"rendered":"Le Madri della Chiesa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se ci sono i Padri della Chiesa senz\u2019altro devono esserci le Madri! Ma al di l\u00e0 di ogni polemica, che tale affermazione potrebbe generare, un dato di fatto \u00e8 certo: viviamo in un mondo che cambia velocemente, in un mondo in cui gli scenari della societ\u00e0 e della Chiesa stanno prendendo coscienza che \u00e8 necessario adattarsi alle diverse culture e ai nuovi tempi, soprattutto per quanto riguarda la questione femminile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La condizione femminile \u00e8 stata trascurata dalla Chiesa fin dalle origini del Cristianesimo: la situazione della donna era di grave emarginazione sia nella societ\u00e0 giudaica prima che in quella cristiana dopo, anche se il comportamento e l\u2019insegnamento di Ges\u00f9 nei confronti delle donne, abbia rappresentato una radicale innovazione con l\u2019affermazione di certi valori. La storia del Cristianesimo dei venti secoli passati non \u00e8 sempre stata attenta alle esigenze delle donne. La gerarchia ecclesiale ha mantenuto una mentalit\u00e0 legata ad una concezione piuttosto maschilista sorretta dalla dottrina dell\u2019apostolo Paolo, giudeo di nascita e di formazione, uno dei pi\u00f9 accaniti oppositori dei diritti delle donne. Come non pensare alle sue famose affermazioni di sottomissione femminile:\u00a0<em>\u201cMulier in silentio discat\u201d<\/em>\u00a0la donna impari in silenzio (I Timoteo 2,11) o \u201c<em>Mulieres in ecclesiis taceant, non enim permittitur eis loqui<\/em>\u201d le donne tacciano nelle assemblee perch\u00e8 non \u00e8 loro permesso di parlare\u201d (1 Cor 14, 34). Interdizione che \u00e8 pesata per circa due millenni fino a quando San Giovanni Paolo II, nel suo magistero, ha sottolineato l\u2019importanza del ruolo femminile per umanizzare il nostro mondo e ha parlato di \u201cgenio femminile\u201d. \u00c9 stato il pontefice che ha dedicato alla questione femminile la prima lettera apostolica\u00a0<em>Mulieris dignitatem<\/em>\u00a0(15 agosto 1988). In essa si ribadisce come la collaborazione dell\u2019uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo \u00e8 impegnativa: finalmente la donna, che era stata esclusa dalla vita sociale e non aveva avuto un riconoscimento concreto dei suoi diritti di persona, viene chiamata come l\u2019uomo a partecipare al progetto di Dio nella storia. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella Chiesa delle origini le condizioni e gli stili di vita delle donne risentivano della cultura romana, greca e giudaica. Tuttavia la presenza femminile cristiana aveva uno spazio molto pi\u00f9 ampio di quello consentito nel contesto della societ\u00e0 pagana del tempo. Ci sono state donne il cui ruolo \u00e8 stato di grande rilevanza nel Cristianesimo dei primi secoli, nonostante la presenza di molte di loro sia poco ricordata sia nelle fonti letterarie che nella documentazione archeologica. Parlare della donna vissuta nell\u2019antichit\u00e0 sia pagana che cristiana \u00e8 un argomento complesso e delicato: allora la donna era priva di parola e di autonomia, situazione che nella Chiesa cattolica si \u00e8 protratta fino ad alcuni decenni fa, retaggio paolino e dei Padri della Chiesa che hanno affermato sempre la loro mentalit\u00e0 maschilista. I Padri costituiscono ancora oggi un importante punto di riferimento per l\u2019esperienza cristiana, e quelli dei primi secoli sono testimoni autorevoli della tradizione apostolica perch\u00e8 eredi diretti dell\u2019insegnamento di Ges\u00f9 e degli Apostoli. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con i loro scritti ci hanno tramandato un ricco patrimonio di sapienza, sempre pi\u00f9 necessario ai nostri giorni. Ma accanto a loro ci sono state donne che sin dalla giovinezza hanno scelto di vivere la loro sequela Christi nella vita monastica o eremitica: queste donne vissero nella castit\u00e0, nella preghiera assidua e nella povert\u00e0 totale, donne troppo spesso dimenticate. Occorre che la Chiesa prenda atto di quanto sia stata indispensabile la loro testimonianza. Nel deserto c\u2019era la figura dell\u2019abba ma si era affermata anche quella dell\u2019amma, il padre e la madre, erano donne cristianamente formate tanto da partecipare a livello teologico nelle dispute dottrinali ed ecclesiali del loro tempo. Esse si potrebbero definire le Madri della Chiesa per il prezioso contributo e l\u2019opera di supporto che i Padri hanno ricevuto da loro. Molti Padri sono diventati importanti grazie all\u2019opera silenziosa di queste donne e delle loro discepole. Come non ricordare San Girolamo, dottore e teologo, e il gruppo delle nobildonne che lo hanno seguito a Betlemme e lo hanno sostenuto con la loro cultura, la loro abnegazione e il desiderio di vivere un\u2019esistenza alle sorgenti della vita cristiana in Terra Santa? Paola con la figlia Eustochio fondarono due monasteri a Betlemme: uno maschile e l\u2019altro femminile, ed \u00e8 proprio in quello dei monaci che San Girolamo si ritir\u00f2 per completare la traduzione della Bibbia dalla lingua greca al latino. Ma chi era Paola? Era una nobile matrona, dell\u2019alta e ricca aristocrazia romana, donna di grande cultura che conosceva la lingua ebraica e la greca alla perfezione, una delle famose madri del deserto e considerata la prima monaca della storia cristiana. Morto il marito, dal quale ebbe cinque figli, si consacr\u00f2 alla preghiera e alla penitenza insieme ad altre vedove sotto la guida di Marcella. La sua residenza era una domus al centro di Roma, aperta per incontri di preghiera e di approfondimento della dottrina cristiana e per iniziative caritative, dedicate ai bisognosi della citt\u00e0. Ospit\u00f2 San Girolamo quando giunse a Roma e lo segu\u00ec con la figlia Eustochio in Palestina, dopo aver venduto tutti i suoi beni. E a Betlemme visse nel suo monastero di cui fu abbadessa. La figlia ne continu\u00f2 l\u2019opera insieme a tante altre donne che abbracciarono la vita monastica. Anche una nipote, Paola, raggiunse la nonna e la zia e assistette Girolamo fino alla morte. Attorno al dottore pi\u00f9 colto di quei tempi, Girolamo, ruotava un nutrito gruppo femminile che condivideva il suo grande amore per gli studi biblici. Erano donne convertite al cristianesimo, di elevato livello culturale, appassionate delle Sacre Scritture, che viaggiavano e compivano pellegrinaggi. Di tutta questa esperienza ci \u00e8 stato tramandato ben poco. Anche Marcella, una vera teologa, apparteneva ad una delle pi\u00f9 illustri famiglie patrizie romane. Rimasta vedova dopo appena sette mesi di matrimonio, la nobildonna si dedic\u00f2 alla vita ascetica seguendo le direttive spirituali di san Girolamo. Nella sua casa, sul Colle dell\u2019Aventino, confluivano nobildonne, vergini e vedove, preti e monaci il cui desiderio era l\u2019approfondimento delle Scritture. La sua domus era diventata un centro di preghiera e di incontri: quando Girolamo lasci\u00f2 Roma per recarsi in Palestina, tanti sacerdoti consultavano Marcella per chiarire alcuni punti di passi biblici di difficile comprensione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra figura rilevante \u00e8 stata Melania l\u2019Anziana che, da vedova e dopo la morte dei due figli, si impegn\u00f2 nello studio della Bibbia e nelle opere di carit\u00e0, si trasfer\u00ec a Gerusalemme e qui fond\u00f2 un Monastero sul Monte degli Ulivi. Di lei si ricorda la conversione di un grande Padre, Evagrio Pontico, che venne da lei accolto nel Monastero di Rufino. Melania dopo averlo convinto ad abbandonare le abitudini mondane, Evagrio si convert\u00ec e si dedic\u00f2 alla vita monastica divenendo uno dei pi\u00f9 noti monaci del deserto del IV secolo. La nipote Melania, detta la Giovane, seguendo i consigli della nonna, decise di abbandonare, insieme con il marito, la sua ricca casa romana per trasferirsi in una sua propriet\u00e0 in Campania lontana dagli sfarzi della vita imperiale. Qui visse in grande austerit\u00e0, dedicandosi all\u2019assistenza dei poveri, dei detenuti, dei sofferenti. La sua fama si diffuse presto e tanti si unirono intorno a lei fondando un centro di vita monastica. In seguito vendette tutte le sue propriet\u00e0 e il ricavato lo destin\u00f2 ai molti poveri dell\u2019Impero, alla Chiesa e ai monasteri della Palestina, della Siria e dell\u2019Egitto. Durante l\u2019invasione barbarica dei Goti di Alarico fugg\u00ec con la famiglia diretta in Africa, dove possedeva ancora qualcosa. Si stabil\u00ec a Tagaste e qui conobbe Agostino d\u2019Ippona con cui strinse una forte amicizia; inoltre in terra di Numidia fond\u00f2 due monasteri. Concluse il suo peregrinare terreno, vissuto in austerit\u00e0 e preghiere, a Gerusalemme collaborando con Girolamo e continuando le sue iniziative caritative. Nella storia del cristianesimo dei primi secoli troviamo schiere di santi eremiti che vivono nel deserto, gli abba di cui abbiamo testimonianza attraverso gli scritti dei loro \u201cdetti\u201d ma la presenza di altrettante donne, le amma, non viene presa nella giusta considerazione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di recente, tuttavia, sono state portate alla ribalta alcune figure significative che hanno messo in luce la preziosa opera di supporto ai Padri del deserto. San Giovanni Crisostomo definisce l\u2019esercito di Cristo \u201cgli uomini e le donne nel deserto che si danno alla vita ascetica&#8230;..le donne hanno combattuto spesso con pi\u00f9 impegno degli uomini\u201d. Ecco le Madri della Chiesa, tante e ignorate! Donne coraggiose, dotate di volont\u00e0 ferrea e di spirito di sacrificio eroico! Figure femminili che nel Cristianesimo dei primi secoli hanno avuto il loro peso e che occorre oggi riscoprire e valorizzare il loro ruolo. Gli abba e le amma devono avere parit\u00e0 nella storia della Chiesa. Ce ne sono tante di amma in Egitto, in Siria, in Palestina, in Asia Minore, i cui nomi non ci sono noti se non di poche come Teodora, Sara, Maria Egiziaca, Sincletica. Di quest\u2019ultima mi piace riportare un ammonimento rivolto alle sue monache, che Lisa Cremaschi, monaca della Comunit\u00e0 di Bose, scrive nella \u201cVita di Sincletica\u201d: \u201cNon lasciamoci trascinare dall\u2019illusione affermando che quanti vivono nel mondo sono esenti da preoccupazioni; anzi, forse, a confronto con noi affrontano maggiori fatiche. Generalmente nel mondo sono le donne a patire maggiori tribolazioni, sopportano tutto senza che vi sia una fine alla loro fatica\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono tante altre testimonianze e l\u2019elenco non potrebbe esaurirsi con pochi nomi, ma mi limito a ricordare Macrina, la Madre del monachesimo femminile d\u2019Oriente, sorella di Basilio e Gregorio; Marcellina, sorella del grande vescovo Ambrogio di Milano, Proba, Egeria e tante altre sante che vissero nel deserto e nell\u2019anonimato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se ci sono i Padri della Chiesa senz\u2019altro devono esserci le Madri! 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