{"id":104401,"date":"2024-02-25T20:30:15","date_gmt":"2024-02-25T19:30:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=104401"},"modified":"2024-02-25T20:30:17","modified_gmt":"2024-02-25T19:30:17","slug":"angelino-rossi-il-poeta-della-orvieto-maledetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/angelino-rossi-il-poeta-della-orvieto-maledetta\/","title":{"rendered":"Angelino Rossi, il poeta della &#8220;Orvieto maledetta&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ateo e gaudente eppure profondamente spirituale, innamorato della vita vissuta pericolosamente, Angelo Rossi, per tutti Angelino, ternano ma orvietanissimo, poeta maledetto, di tanto in tanto e al culmine di chiss\u00e0 quale misfatto chiedeva all\u2019amico don Marcello di potersi confessare. E ogni volta, dal sacerdote che potrebbe aver ispirato a Fernandel l\u2019interpretazione cinematografica del guareschiano don Camillo, otteneva la stessa risposta: \u2018Certo, vediamoci luned\u00ec mattina a Sant\u2019Andrea, ma porta quattro panini con la porchetta e un bottiglione di bianco di quello buono, che se va bene passeremo almeno un\u2019intera giornata a tentare di metterci d\u2019accordo con Nostro Signore\u2026 \u2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma era sui caff\u00e8 che il Poeta dava il meglio del proprio estro di provocatore nato e dissacratore di ogni ordine costituito: infatti quando a turno in uno dei locali del centro storico chiedeva una tazzina, era solito, al cospetto del costernato barista, impugnare il cucchiaino della zuccheriera poggiata sul bancone e infilare nel caff\u00e8, una, due, tre, quattro\u2026 fino a undici porzioni di zucchero. L\u2019altro davanti a lui, per quanto tollerante, vedeva abbattersi il proprio guadagno e a denti stretti dalla rabbia montante se ne usciva immancabilmente con un \u2018Ma ti far\u00e0 anche male, prima o poi\u2019. E allora un Angelo pi\u00f9 sorridente che mai chiudeva il caso con una lapidaria frase degna delle sue migliori poesie: \u2018Guarda che mica lo giro, lo zucchero resta tutto nella tazzina, per\u00f2 a me piace cos\u00ec\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poeta lo \u00e8 stato davvero, e di rango, fino a conquistarsi uno spazio rilevante nella cultura underground nazionale di fine anni Sessanta-primi Settanta, fino a recitare i propri componimenti in affollati teatri insieme al grande attore Gian Maria Volont\u00e8, fino a pubblicare libri di versi alternativi e dirompenti, fino a diventare una figura di spicco, quasi mitica, nel variopinto panorama degli allora \u2018alternativi\u2019 di piazza Navona. Dimostr\u00f2 tutto il suo essere controcorrente quando, avendo ricevuto dallo zio defunto una cospicua eredit\u00e0 finanziaria e immobiliare tale da consentirgli una vita pi\u00f9 che agiata senza dover muovere un dito, decise invece, per la prima volta nella propria esistenza, e soltanto in quella circostanza, di mettersi a lavorare. Ma, in linea con il personaggio, il suo non fu un lavoro canonico, un impiego, un posto fisso o autonomo che dir si voglia. Infatti il mestiere scelto fu quello di sperperatore professionista, faticando assai per tornare povero e riconquistare cos\u00ec quel gusto per l\u2019esistenza, e quindi anche l\u2019ispirazione poetica, che stava progressivamente perdendo tra gli agi della borghesia. Insomma, lavorava per rimetterci. Offriva a tutti, acquistava oggetti inutili e regalava senza motivo. Ed era davvero un bell\u2019impegno. Ma nella Penisola bigotta di quelle stagioni, peraltro non dissimile dall\u2019attuale, nella nazione dei cento campanili e delle mille comunelle da retrobottega o da sacrestia, nel provincialismo orvietano pi\u00f9 stant\u00eco, certamente ad essere meglio apprezzato come \u2018tipo sociale\u2019 era l\u2019accumulatore di denaro, pure se illecito, piuttosto che il generoso per quanto strambo. Quest\u2019ultimo infatti veniva considerato un irregolare e come tale temuto e contrastato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora Angelino fin\u00ec emarginato dentro gli angusti limiti delle becere definizioni popolari, divenendo lo sgangherato poeta delle trattorie, attrazione per il fugace tempo di risate senza seguito, macchietta di un\u2019esistenza di confine verso cui i veri confinati, cio\u00e8 i presunti integrati nei domicili di normalit\u00e0 tutte da dimostrare, rivolgevano sogghignanti attenzioni e sberleffi. Lui, il Poeta, non si scompose, avendo troppo lavoro da fare per non guadagnare nulla, anzi per dissipare: scialacquava per generosit\u00e0, lasciando che i profittatori compissero i propri imbrogli senza vergogna, e non di rado aiutava concretamente i veri bisognosi, sostituendosi cos\u00ec ad enti e istituzioni, togate e talari, preposte all\u2019uopo ma evidentemente distratte dai lussi della mondanit\u00e0 locale e dai piccoli poteri del ceto, del censo e perfino dell\u2019incenso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Angelino paradigma di una derelitta orvietanit\u00e0 pettegola purtroppo mai tramontata nel nostro scontato panorama di territorio defilato e sottomesso a interessi altrui. Mentre noi trascorrevamo il tempo a deriderlo, lui al di fuori della Rupe veniva giustamente valutato per quello che era: un intellettuale a tutto tondo, un visionario sociale e politico, un anticipatore dei tempi, un filosofo in versi capace di definizioni scioccanti riferite alla nuova casta dei \u2018Sigoni\u2019 e dei \u2018Sigmori\u2019, emergenti padroni del vapore che da l\u00ec in poi avrebbero sguazzato nell\u2019Italietta delle Mani Pulite ma non troppo, perch\u00e9 poi scoprimmo che quelli che ci mettevano il sapone erano pi\u00f9 sporchi degli altri. Non a caso Angelo Rossi, che nel frattempo aveva compiuto la propria missione ed era tornato povero in canna, venne a mancare nel 1990, agli albori del decennio degli equivoci, degli opportunismi e dei nani e delle ballerine assunte a destra e a manca nei ranghi pi\u00f9 elevati della politica nazionale. Lui, il nostro Allen Ginsberg, aveva capito tutto almeno vent\u2019anni prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 stato un santo e di certo neanche un esempio pienamente positivo, eppure ha lasciato una traccia significativa del proprio passaggio terreno. Quale? Quel suo sguardo perennemente rivolto agli emarginati, categoria che egli ha voluto conoscere dall\u2019interno, calandosi in mezzo a loro pure quando le circostanze della vita l\u2019avevano spinto verso altri lidi pi\u00f9 comodi e conformisti. Nel frattempo nessuno lo ha ricordato e nessuno lo ricorder\u00e0. Non \u00e8 aria, stante le capocce che attualmente imperano in citt\u00e0. Ma \u00e8 stato bello che in anni pi\u00f9 vicini a noi alcuni giovani sospinti da \u2018Venti Ascensionali\u2019 gli abbiano dedicato un\u2019iniziativa di ricordo e recitazione delle sue poesie, facendoci riscoprire un messaggio pi\u00f9 attuale che mai, poich\u00e9 non \u00e8 affatto cambiato il soggetto degli strali scagliati da Angelino il Poeta. Il che vuol dire che finanche nella triste e autoreferenziale OrvietNam dei giorni nostri potr\u00e0 esserci, prima o poi, un futuro culturale lontano dai condizionamenti del politically correct tanto in voga.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ateo e gaudente eppure profondamente spirituale, innamorato della vita vissuta pericolosamente, Angelo Rossi, per tutti Angelino, ternano ma&hellip;","protected":false},"author":48,"featured_media":104402,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"categories":[765],"tags":[],"class_list":["post-104401","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-tipi-orvietani","cs-entry","cs-video-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=104401"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104401\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":104403,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104401\/revisions\/104403"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/104402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=104401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=104401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=104401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}