{"id":103604,"date":"2023-12-11T08:45:13","date_gmt":"2023-12-11T07:45:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=103604"},"modified":"2023-12-11T08:48:39","modified_gmt":"2023-12-11T07:48:39","slug":"lomelia-del-vescovo-sigismondi-il-respiro-del-profondo-silenzio-non-ha-lalito-cattivo-dei-silenzi-pavidi-e-cortigiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/lomelia-del-vescovo-sigismondi-il-respiro-del-profondo-silenzio-non-ha-lalito-cattivo-dei-silenzi-pavidi-e-cortigiani\/","title":{"rendered":"L&#8217;omelia del vescovo Sigismondi, &#8220;il respiro del profondo silenzio non ha l\u2019alito cattivo dei silenzi pavidi e cortigiani"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cGrandi sono le opere del Signore\u201d (cf.&nbsp;<em>Sal&nbsp;<\/em>111,2). Questa professione di fede, pronunciata dal Salmista, \u00e8 particolarmente adatta a esprimere la meraviglia della Chiesa dinanzi al mistero dell\u2019Immacolata, \u201cmistica aurora della redenzione\u201d. Il Signore ha voluto aver bisogno della libert\u00e0 di Maria, silente e ignara di s\u00e9, per dare inizio al suo disegno universale di salvezza; ha voluto aver bisogno del suo Cuore immacolato, in cui la pienezza della grazia risplende, come in una vetrata istoriata, nella limpidezza dello sguardo. \u00c8 il pudore a renderlo luminoso: esso \u00e8 per il corpo di Maria quello che, a giudizio di San Bernardo, \u201cl\u2019umilt\u00e0 \u00e8 per la sua mente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pudore scorta ogni passo compiuto dalla Vergine Maria dal&nbsp;<em>Fiat<\/em>&nbsp;dell\u2019Annunciazione all\u2019<em>Amen&nbsp;<\/em>della sua Assunzione al cielo. A Nazaret il pudore del suo turbamento sembra schivare lo sguardo di Dio, come si evince, entrando in Porziuncola, dalla pala d\u2019altare di Prete Ilario da Viterbo (1393). Il giorno della Visitazione, al saluto di Elisabetta, il pudore viene interpretato dal&nbsp;<em>Magnificat<\/em>, che attribuisce all\u2019Onnipotente le \u201cgrandi cose\u201d (cf.&nbsp;<em>Lc<\/em>&nbsp;1,49) operate in Lei. A Betlemme il pudore \u00e8 avvolto nelle fasce dello stupore con cui Maria custodisce e medita quello che i pastori dicono del Figlio suo (cf.&nbsp;<em>Lc&nbsp;<\/em>2,18-19). A Cana il pudore si spinge fino alla soglia dell\u2019intercessione: \u201cNon hanno vino\u201d (<em>Gv<\/em>&nbsp;2,3). Quando la Madre di Ges\u00f9 e i suoi fratelli si recano a fargli visita, il pudore \u00e8 espresso dalla discrezione con cui viene mandato a chiamare, \u201cstando fuori\u201d dalla casa in cui si trova a predicare (cf.&nbsp;<em>Mc<\/em>&nbsp;3,31-35). Ai piedi della croce il suo dolore, velato dal pudore, tocca i fondali della desolazione senza raggiungere gli abissi della disperazione. Il giorno di Pasqua non c\u2019\u00e8 traccia di Maria: la sua gioia \u00e8 ammantata di pudore, fino a Pentecoste, quando raggiunge la pienezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Volgendo lo sguardo alla&nbsp;<em>\u201cTota Pulchra\u201d<\/em>, la cui bellezza verginale \u00e8 avvolta nella tunica del pudore, dobbiamo confessare apertamente che abbiamo perso il senso del pudore: siamo spudorati! Lo sono i nostri occhi, quando cercano quello che la concupiscenza rivendica e che i nostri abiti ostentano. Lo sono i nostri cuori, quando antepongono gli istinti agli affetti e sottopongono questi ultimi alle passioni dei primi. Lo sono le nostre menti orgogliose e ribelli, quando sono oppresse dalla volont\u00e0 di possesso e di dominio. Lo sono le nostre mani, quando manipolano il proprio corpo e sono predatrici con quello altrui. Lo sono i nostri piedi, quando voltano le spalle al bene e si inoltrano verso paesi lontani. Lo sono le nostre labbra, quando proferiscono parole prive di verecondia, perch\u00e9 non conoscono la voce del profondo silenzio, osservato da Maria Vergine: quello obbediente del&nbsp;<em>Fiat<\/em>&nbsp;ed esultante del&nbsp;<em>Magnificat<\/em>, quello pensante a Betlemme e trepidante al Tempio di Gerusalemme, quello disarmante a Cana di Galilea, sospirante al Golgota e benedicente a Pentecoste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tessuto di \u201clino puro splendente\u201d della tunica del pudore che avvolge la&nbsp;<em>\u201cTota Pulchra\u201d<\/em>&nbsp;\u00e8 ricamato dal \u201cfilo di Scozia\u201d del silenzio. Il linguaggio non verbale \u00e8, per cos\u00ec dire, l\u2019alveo delle lacrime di gioia e di dolore, il vivaio dei sospiri dell\u2019attesa, il gemito della pazienza nella sopportazione, il sussurro della carit\u00e0 ardente, il soffio leggero della libert\u00e0 nell\u2019amore. Il respiro del profondo silenzio non ha l\u2019alito cattivo dei silenzi pavidi e cortigiani, il cui campionario \u00e8 piuttosto vasto. C\u2019\u00e8, anzitutto, il silenzio insopportabile dell\u2019ipocrisia e quello omertoso della complicit\u00e0 nella ricerca di qualche interesse egoistico; c\u2019\u00e8 pure il silenzio della malizia che, quando viene rotto, partorisce menzogna; c\u2019\u00e8 anche il silenzio vile della slealt\u00e0, cassa di risonanza dell\u2019infedelt\u00e0, e quello tossico delle intenzioni cattive; c\u2019\u00e8, infine, il silenzio assordante dell\u2019ingratitudine, che non conosce il Cantico di Maria e si configura come una vera e propria frode.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vergine Immacolata, \u201cVergine e Sposa\u201d, tu hai lasciato sulla terra la traccia di una purezza intatta; in te la melodia del pudore, che ha alzato il tono al saluto dell\u2019Angelo (cf.&nbsp;<em>Lc<\/em>&nbsp;1,29), intreccia l\u2019armonia della docilit\u00e0: \u201cEcco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua Parola\u201d (<em>Lc<\/em>&nbsp;1,38). Tu sei Madre, conosci le nostre fatiche e le nostre ferite: \u201cpreservaci da quelle cadute di stile che mettono a nudo lo spirito rozzo che ci portiamo dentro\u201d. \u201cTu nutri sul tuo seno il Dio che ti ha creato\u201d: ottienici dal Figlio tuo un linguaggio mite, \u201cche non conosca i fremiti dell\u2019orgoglio e dell\u2019ira\u201d, occhi limpidi, \u201cche vincano le torbide suggestioni del male\u201d, un cuore puro, \u201cfedele nel servizio, ardente nella lode\u201d. \u201cRegina degli Angeli\u201d: gli otri del pudore, \u201ccollirio\u201d dello stupore e \u201cbalsamo\u201d della meraviglia, sono vuoti: riempili fino all\u2019orlo!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>+ Gualtiero Sigismondi<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ENGLISH VERSION<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><mark class=\"kt-highlight\">BISHOP SIGISMONDI&#8217;S HOMILY, &#8220;THE BREATH OF PROFOUND SILENCE, UNTAINTED BY TIMID AND COURTIER SILENCES&#8221;<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In his profound reflection, the bishop contemplates the beauty and significance of the Immaculate Conception through the lens of purity and the language of silence. The biblical verse &#8220;Grandi sono le opere del Signore&#8221; (cf. Sal 111,2), meaning &#8220;Great are the works of the Lord,&#8221; serves as a fitting backdrop for the awe-inspiring mystery of the Immaculate, referred to as the &#8220;mystical dawn of redemption.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The bishop underscores the divine choice to entrust the universal plan of salvation to the freedom of Mary, a woman unaware of her destiny yet pivotal in the unfolding of God&#8217;s design. The immaculate heart of Mary, described as a stained-glass window through which the fullness of grace radiates, is equated with the virtue of modesty. The bishop draws parallels between modesty and humility, asserting that just as humility is essential for Mary&#8217;s mind, modesty is luminous for her body.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The bishop traces Mary&#8217;s journey, highlighting how modesty is interwoven into every aspect of her life, from the Fiat at the Annunciation to the Amen of her Assumption. In various episodes, such as the Visitation, the Nativity, and the Wedding at Cana, Mary&#8217;s modesty is depicted as a profound and discreet force guiding her actions and responses.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The homily emphasizes the loss of the sense of modesty in contemporary society, deploring the shamelessness evident in the gaze, hearts, minds, hands, feet, and words of individuals. The bishop mourns the lack of modesty, portraying it as a departure from the obedient Fiat to the exultant Magnificat, from thoughtful contemplation in Bethlehem to trepidation in the Temple of Jerusalem, from intercession at Cana to the silent suffering at Golgotha, and finally, to the joyous blessing at Pentecost.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The bishop evokes the image of the &#8220;Tota Pulchra,&#8221; whose virginal beauty is veiled in the cloak of modesty. He bemoans the contemporary lack of modesty, labeling it as shamelessness, and contrasts it with the non-verbal language of tears, sighs, and the profound silence observed by the Virgin Mary. He critiques various forms of deleterious silences such as hypocrisy, complicit silence for selfish gains, malice, betrayal, toxic intentions, and ingratitude.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The homily concludes with a prayer to the Immaculate Virgin, acknowledging her as the &#8220;Virgin and Bride&#8221; who left an indelible mark of untainted purity on earth. The bishop implores Mary to intercede for humanity, requesting the grace of modesty, pure hearts, limpid eyes, and language void of pride and anger. He seeks Mary&#8217;s guidance to overcome the turbulent temptations of evil, fostering fidelity in service and ardor in praise. The homily closes with a heartfelt plea to the &#8220;Queen of Angels&#8221; to fill the vessels of modesty, astonishment, and wonder to the brim.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>+ Gualtiero Sigismondi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cGrandi sono le opere del Signore\u201d (cf.&nbsp;Sal&nbsp;111,2). 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