{"id":102659,"date":"2023-09-19T18:56:55","date_gmt":"2023-09-19T16:56:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=102659"},"modified":"2023-09-19T19:03:16","modified_gmt":"2023-09-19T17:03:16","slug":"la-signora-pacini-quando-a-orvieto-comandava-una-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/la-signora-pacini-quando-a-orvieto-comandava-una-donna\/","title":{"rendered":"La Signora Pacini, quando a Orvieto comandava una donna"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2018Scattoni, passami l\u2019alabarda\u2026 \u2018: l\u2019irruzione all\u2019interno del Palazzo del Capitano del Popolo del turista americano in bermuda arancioni e camicia stile Florida-by-night segnava il punto pi\u00f9 alto e preoccupante della crisi diplomatica tra Orvieto e Stati Uniti. Correvano gli anni Ottanta, eravamo in un qualche giorno di un qualche maggio. Lei, donna Lea Morelli, per tutti la Signora Pacini, l\u2019aveva adocchiato subito quel gringo mormone che si aggirava nel grande salone con un paio di macchine fotografiche al collo e gli occhi pieni di meraviglia davanti ai colori sgargianti dei costumi che si scorgevano dallo spiraglio dell\u2019anta aperta di un armadio. Nell\u2019aria elettrica dei preparativi in vista del Corteo Storico lo scaciato straniero ad ampi passi si era avvicinato al tavolo di comando posto sotto il finestrone centrale, dove troneggiava donna Lea, e senza convenevoli, come si conviene a gente abituata a comandare il mondo ma a corto di educazione, se ne era uscito in una domanda fatale pronunciata con la cadenza biascicata degli americani quando tentano di parlare italiano: \u2018Eskiusmi, qui staanno girando un film sul Medioevo?\u2019. Un lampo: donna Lea era balzata in piedi come una tigre ferita e aveva ordinato al fido assistente di porgerle l\u2019arma pi\u00f9 vicina, l\u2019alabarda appunto. Chiss\u00e0 come sarebbe andata a finire. Tutto sembrava volgere al peggio ma Scattoni, da persona di buonsenso, era stato capace di risolvere la situazione, agendo da diplomatico modello Kissinger: fingendo di non aver compreso la richiesta, aveva agguantato l\u2019americano per la schiena, spingendolo poi a forza fuori dal Palazzo. La Signora quella volta ci pass\u00f2 sopra, aveva troppo da fare e scelse di non approfondire la disputa con lo yankee colpevole di aver sottovalutato l\u2019importanza storica e culturale dell\u2019evento in preparazione, scambiandolo banalmente per un film. D\u2019altra parte l\u2019organizzazione del Corteo, il lavoro improbo al quale si sottoponeva di anno in anno, la impegnava a fondo in tempo e fatica. Comunque l\u2019alabarda era affilata e pronta all\u2019uso: donna Lea, in quegli anni incantati di un\u2019Orvieto che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, era alla guida di un esercito di fedelissimi, quattrocento uomini capaci per un giorno di vestire abiti medievali con tanto di armi, lance, scudi e arazzi, strumenti del tutto funzionanti e operativi. Quattrocento \u2018guerrieri\u2019 che avrebbero dato la vita per lei. Mai sulla Rupe nessuna donna \u00e8 stata pi\u00f9 potente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><p>Erano le stagioni di Golda Meir e Margaret Thatcher e il mondo esaltava le gesta delle \u2018Lady di ferro\u2019, donne volitive e ambiziose certo, ma che agli orvietani apparivano come vecchie zie da salotto al confronto con la Nostra. Gi\u00e0, la Signora Pacini come i Blues Brothers: quelli erano \u2018in missione per conto di Dio\u2019, lei lo era per conto del vescovo Pieri che negli anni \u201950 le aveva affidato il compito di organizzare una rievocazione storica della citt\u00e0 medievale nel giorno della festa religiosa del Corpus Domini. Nessun dubbio che fosse la persona giusta: al seguito del marito militare, il colonnello Dante Pacini, donna Lea era stata a lungo in Africa, dove aveva vissuto la guerra e la savana. Insomma, ci voleva una cos\u00ec per tentare di domare gli indomabili orvietani. Questi ultimi ovviamente fecero di tutto per contrastarla e in quelle bigotte stagioni lontane impiegarono le armi di cui disponeva la pi\u00f9 bieca provincia: c\u2019era chi parlava di \u2018pagliacciata\u2019 essendo restio a sottostare alle disposizioni di una donna e chi la definiva \u2018iena\u2019 rimarcandone i modi autoritari. Ma la Signora non si faceva certo mettere in un angolo: nel volgere di poco l\u2019ostracismo divenne ammirazione e la denigrazione mut\u00f2 in pieno riconoscimento della sua autorevolezza.<\/p>\n<p>Per riempire il registro in cui abbinava i nomi degli orvietani che avrebbero sfilato ai vari ruoli da ricoprire non guardava in faccia a nessuno, se ne fregava della politica e dei potentati locali, replicando a muso duro a Chiesa e Comune e avendo come unico obiettivo la crescita della propria \u2018creatura\u2019. Non esistevano raccomandazioni, occorrevano soltanto doti fisiche e portamento: il meno abbiente con lei vestiva l\u2019abito del Nobile, mentre il ricco di turno, pur di prendere parte alla rievocazione, si adattava a fare da paggetto al proprio sottoposto nella vita reale. Fu massimamente democratica pur praticando con successo la dittatura, che era la forma di governo del Corteo: fece sfilare il compianto primo cittadino Adriano Casasole ma mezz\u2019ora prima lo catechizz\u00f2 a dovere: \u2018Caro sindaco, il suo potere finisce sulle scale del Palazzo. Dalla porta in poi comando io. Qui non si vota a maggioranza, qui si decide. E decido sempre io perch\u00e9 qui rappresento nello stesso tempo maggioranza e opposizione\u2019. Cos\u00ec facendo la Signora, a partire da quelle stagioni lontane, vest\u00ec i giovinastri orvietani con costumi che in altri contesti avrebbero potuto essere male interpretati e dare sfogo a frizzi e lazzi. Tutto ci\u00f2 non accadde e il miracolo si comp\u00ec: ben presto chiunque comprese di essere, in quelle due ore di sfilata, un pezzo fondamentale della Grande Storia di Orvieto, tanto da non potersi permettere schiamazzi, sorrisi e neanche saluti alla fidanzata appostata tra il pubblico. Dagli anni Cinquanta in poi il Corteo Storico \u00e8 un esempio di marzialit\u00e0, fedelt\u00e0 al periodo rievocato, contegno e dignit\u00e0 scenica. Altri eventi del genere sparsi per la Penisola rappresentano la storia; i figuranti del Corteo Orvietano, invece, sono la Storia. Nel mentre che solcano le vie urbane lo fanno spazzando via i secoli e facendo tornare la citt\u00e0 al 1290 e dintorni. Tanto erano scelti bene i ruoli dei figuranti che un dodicenne di allora, tornando a casa dalla scuola, si rivolse un po\u2019 allarmato alla madre: \u2018Mamma, in strada ho visto il Capitano del Popolo che vendeva bombole del gas\u2019. I turisti giapponesi, a quel tempo numerosi, fotografavano soprattutto la baldanzosa figura del possente Eraldo Cortoni, bellissimo nella sua armatura traslucida. Fatto \u00e8 &#8211; ma potrebbe trattarsi di una coincidenza &#8211; che dopo qualche tempo proprio dal Giappone prese le mosse, fino a conquistare un successo mondiale, il fumetto di Mazinga, postmoderno ma di chiara ispirazione medievale. Sergio Riccetti, poi, neanche doveva indossare il costume: probabilmente \u00e8 stato davvero, con la sua barba e lo sguardo sognante, un uomo del Medioevo giunto fino a noi senza soluzione di continuit\u00e0. A colpo d\u2019occhio, studiando ma anche affidandosi all\u2019istinto, donna Lea non ha sbagliato mai un abbinamento, trasformando il Novecento orvietano in uno straordinario ritorno all\u2019antica grandezza della citt\u00e0. E proprio questo \u00e8, a ben vedere, il commovente lascito della Signora alla propria terra.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure era una donna generosa, gettava cioccolatini sul tavolo da lavoro dei propri collaboratori e da persona intelligente sapeva ascoltare i consigli altrui. D\u2019altra parte fin dalle origini dell\u2019evento era stata ben consigliata da un altro grande personaggio orvietano che ha offerto un elevato contributo di sapienza alla citt\u00e0 e nello specifico al Corteo: l\u2019architetto Alberto Stramaccioni. Tuttavia non era semplice accostarsi al carattere d\u2019acciaio della Signora. Le sue convinzioni erano ferree e come tali immutabili: donna al comando, ma con lei in vita le donne non sfilavano. Soltanto dopo la sua scomparsa, infatti, \u00e8 apparso alla ribalta il Corteo delle Dame, che pure nel tempo ha assunto un suo rilievo e piena dignit\u00e0 grazie al talentuoso impegno di Nicoletta De Angelis. La Signora Pacini \u00e8 stata una rivoluzionaria a tutto tondo, tanto pi\u00f9 se paragonata allo squallido \u2018politically correct\u2019 dei tempi attuali. Per gestire il Corteo, compito da lei vissuto 24 ore al giorno nell\u2019arco dell\u2019intero anno, non aveva uno stipendio elargito da un chiss\u00e0 quale ente pubblico, anzi ci rimetteva del suo. <img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-102662 alignleft\" src=\"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/lea-pacini-1-224x300.png\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/lea-pacini-1-224x300.png 224w, https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/lea-pacini-1.png 300w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/>Le bastavano l\u2019applauso del popolo orvietano e l\u2019affetto dei suoi figuranti. Ma guai a sgarrare: durante la sfilata aveva \u2018spie\u2019 appostate in mezzo alle persone che poi riferivano alla Condottiera ogni mossa di questo o quel figurante. E se mettevi un dito nel naso o salutavi con un cenno l\u2019amichetta in una qualche viuzza lontana dal grande pubblico, lo veniva immancabilmente a sapere e ti cancellava a vita dal Corteo con tanto di scritta rossa sul registro. Se poi, per tua sventura, spostavi anche soltanto di un centimetro il cappello che lei, e solo lei, ti aveva calzato in testa all\u2019atto dell\u2019uscire, e lo facevi magari per darti un\u2019innocente quanto necessaria grattatina, allora al ritorno nel Palazzo la tua testa non valeva pi\u00f9 una lira, anzi su di essa tornava a incombere l\u2019affilata ombra dell\u2019alabarda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u2018Scattoni, passami l\u2019alabarda\u2026 \u2018: l\u2019irruzione all\u2019interno del Palazzo del Capitano del Popolo del turista americano in bermuda arancioni&hellip;","protected":false},"author":48,"featured_media":102660,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"categories":[765],"tags":[],"class_list":["post-102659","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-tipi-orvietani","cs-entry","cs-video-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102659","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=102659"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102659\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":102664,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102659\/revisions\/102664"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/102660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=102659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=102659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=102659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}