{"id":101565,"date":"2023-05-25T19:52:29","date_gmt":"2023-05-25T17:52:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=101565"},"modified":"2023-06-15T11:58:54","modified_gmt":"2023-06-15T09:58:54","slug":"giobbe-uomo-dei-nostri-tempi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/giobbe-uomo-dei-nostri-tempi\/","title":{"rendered":"Giobbe uomo dei nostri tempi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vorrei iniziare questa riflessione citando un libro che recentemente ho letto \u201cIl grido di Giobbe\u201d di Massimo Recalcati. Un libro provocante ma al tempo stesso consolante, perch\u00e9 affronta una materia scottante, cio\u00e8 l\u2019universale scandalo del male e della sofferenza. Perch\u00e9 il male? Perch\u00e9 il male nel mondo? Perch\u00e9 esiste la sofferenza? Perch\u00e9 soffrire senza colpa le sventure della vita? Sono interrogativi difficili che emergono con inquietante ansia nel tentativo di trovare una risposta alle domande pi\u00f9 antiche che l\u2019umanit\u00e0 si pone e di dare un significato al perch\u00e9 dei tanti momenti drammatici della vita che colpiscono noi personalmente ed il mondo intero. Durante la nostra esistenza sperimentiamo gioie e dolori, felicit\u00e0 e tribolazioni, angosce morali e spirituali, e nessuno, per quanti sforzi possa fare, riesce ad evitare o allontanare sofferenze e patimenti. Nessuno pu\u00f2 ritenersi esente dal provare questi dolorosi periodi esistenziali. Anzi, ogni volta che il dolore bussa al nostro cuore, ci poniamo la domanda: \u201cPerch\u00e9 \u00e8 successo proprio a me?\u201d, \u201cChe cosa ho fatto di male per meritare questi guai, io che ho sempre agito onestamente e secondo giustizia?\u201d E facciamo fatica a reagire alla sofferenza, ad accettare il dolore come maestro di vita che ci rende pi\u00f9 forti. Viviamo in un mondo complesso in continua evoluzione, tormentato da tanti e lunghi conflitti, da quelli mediatici, come la guerra in Ucraina, ad altri pi\u00f9 silenziosi, come per esempio quelli nel Corno d\u2019Africa, in Siria, nella Repubblica Democratica del Congo e l\u2019elenco sarebbe lungo e forse mai completo. Le vicende belliche che attualmente ci attanagliano sono di una drammaticit\u00e0 impressionante. Quando i media ci mostrano le immagini di morte e distruzione, opera della perversa logica della guerra, ci viene spontaneo gridare \u201cPerch\u00e9 tanta sofferenza, tanta ingiustizia e soprattutto perch\u00e9 infierire con tanta disumana crudelt\u00e0 verso persone innocenti e bambini?\u201d, \u201cChe senso ha tutto questo? che colpa hanno commesso i bambini per essere vittime di tanta ferocia?\u201d \u201cPerch\u00e9 le disgrazie succedono quasi sempre alle persone buone e difficilmente ai malvagi?\u201d Il senso del dolore, in questi casi, \u00e8 drammaticamente inspiegabile. La storia dell\u2019uomo, con tutto il suo peso di sofferenza e di morte, \u00e8 nei piani di Dio e non di un crudele destino e nessuna sofferenza, nell\u2019ottica cristiana, appare inutile, insensata, perch\u00e9 il dolore umano non \u00e8 mai senza significato. Il grido degli innocenti \u00e8 il grido di Giobbe, l\u2019uomo di tutti i tempi, direi nostro contemporaneo, l\u2019inviato-portavoce del grido dell\u2019umanit\u00e0. Il testo biblico del Libro di Giobbe ci presenta la storia di un uomo giusto, un benestante, timorato di Dio, che improvvisamente viene messo alla prova con molte e orrende sciagure e avversit\u00e0: dalla perdita delle ricchezze e dei figli, alle malattie inguaribili. Giobbe, tormentato dai patimenti e dalle tribolazioni, si chiede: \u201cCosa ho fatto di male perch\u00e9 Dio mi punisce cos\u00ec?\u201d \u00c9 il canto del dolore che l\u2019uomo giusto ripetutamente rivolge a Dio senza riceverne una risposta, se non alla fine. Giobbe non ha perduto mai la fede, nemmeno nelle circostanze pi\u00f9 drammatiche che lo hanno messo a dura prova. Pur schiacciato dal dolore, rimase saldo nella fede, la sola che lo aveva sostenuto. L\u2019uomo ha il coraggio di chiedere a Dio il motivo del suo tanto soffrire e sorretto, dalla sua grande fede, alla moglie che lo rimproverava, dice che \u201cSe da Dio accettiamo il bene, perch\u00e9 non dovremmo accettare anche il male?\u201d E tra patimenti e tribolazioni sussurrava la sua invocazione: \u201cIl Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore\u201d. Dall\u2019esempio di Giobbe impariamo che la sofferenza \u00e8 sempre una spiacevole esperienza, specialmente quando la riteniamo ingiusta. Solo Dio pu\u00f2 trasformarla in una occasione di purificazione e redenzione se la nostra risposta alle avversit\u00e0 prende a modello il comportamento paziente di Giobbe che mai maled\u00ec n\u00e9 rinneg\u00f2 Dio, n\u00e9 lo accus\u00f2 di alcuna ingiustizia, pur ritenendolo artefice del suo immenso dolore! L\u2019atteggiamento di Giobbe ci dimostra che la fede si prova e si misura nelle avversit\u00e0. Non si incontra Dio solo nella gioia ma anche nella sventura e nella protesta che il dolore suscita nel nostro cuore. A volte abbiamo la sensazione che la vita ci abbia tolto qualcosa di caro, di indispensabile, allora proviamo delusione e rabbia, accusando Dio di averci procurato tanta sofferenza. Non consideriamo che quanto ci accade sono esperienze preziose per la nostra crescita umana e spirituale e deve esserci di conforto il sapere che Dio non permetter\u00e0 di tentarci oltre le nostre forze. A chi chiedeva il perch\u00e9 della presenza del male nel mondo San Pio da Pietralcina rispondeva, con il suo tono bonario, presentando un esempio tratto dalla vita concreta: \u201cC\u2019\u00e8 una mamma che sta ricamando una tela; il suo bambino, seduto su uno sgabello basso, osserva il suo lavoro, ma capovolto. Vede i tanti nodi del ricamo, i fili confusi, i colori mescolati\u2026e dice \u201cMamma si pu\u00f2 capire che fai? \u00c8 cos\u00ec poco chiaro il tuo lavoro!\u201d. Allora la mamma abbassa il telaio e mostra la parte bella del suo lavoro. Ogni colore \u00e8 al suo posto e la variet\u00e0 dei fili si compone nell\u2019armonia del disegno. Noi vediamo il rovescio del ricamo. Siamo seduti sullo sgabello basso\u2026(e come dire) Dio scrive dritto sulle righe storte\u201d. Nessuno ama il dolore, ma \u00e8 inevitabile non incontrarlo nella vita: ecco che bisogna essere preparati a viverlo. Nel Magistero della Chiesa abbiamo, a tal proposito, un magnifico documento, la lettera apostolica scritta da San Giovanni Paolo II, Salvifici Doloris, pubblicata nel febbraio 1984 e dedicata al tema della sofferenza umana. Papa Wojtyla, con delicata sensibilit\u00e0, parla al cuore di coloro che, a causa della malattia, rischiano di perdere la fede ed esorta quanti si trovano in situazioni di dolore a vivere cristianamente il mistero della sofferenza, perch\u00e9 \u00e8 un\u2019importante testimonianza che pu\u00f2 aiutare molti ad affrontare con serenit\u00e0 tutti i momenti della vita, soprattutto i pi\u00f9 difficili e penosi. A conclusione di questa breve riflessione desidero riportare alcune espressioni che ho trovato in un libro letto tanti anni fa e che rappresentano una sintesi che prolunga la nostra meditazione sul mistero della sofferenza: \u201cL\u2019esperienza del dolore \u00e8 una provocazione molto forte al senso dell\u2019esistenza\u2026.Avere la forza di dire: Io sono pi\u00f9 grande del dolore che vivo, perch\u00e9 trovo il segreto della mia esistenza nell\u2019arrendermi non tanto alla sofferenza, alla malattia, all\u2019ingiustizia, ma a Colui che d\u00e0 senso a ogni esistenza, che di ogni esistenza \u00e8 la speranza assoluta. A questo punto il dolore purifica, segna la vita, fa trovare le vie della preghiera e della solidariet\u00e0, pu\u00f2 diventare persino una missione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanti cristiani sono capaci di questo!\u201d (G.Moioli, La Parola della Croce, Ed. Viboldone, 1985, pp. 158-159)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Vorrei iniziare questa riflessione citando un libro che recentemente ho letto \u201cIl grido di Giobbe\u201d di Massimo Recalcati.&hellip;","protected":false},"author":51,"featured_media":101566,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"categories":[767],"tags":[],"class_list":["post-101565","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-riflessioni-con-letizia","cs-entry","cs-video-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=101565"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101565\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":101733,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101565\/revisions\/101733"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/101566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=101565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=101565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=101565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}