{"id":100009,"date":"2022-12-01T07:44:37","date_gmt":"2022-12-01T06:44:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/?p=100009"},"modified":"2022-12-01T07:44:43","modified_gmt":"2022-12-01T06:44:43","slug":"riflessioni-a-caldo-dopo-la-manifestazione-sulla-sanita-organizzata-da-giunta-regionale-e-giunta-comunale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orvietolife.it\/news\/riflessioni-a-caldo-dopo-la-manifestazione-sulla-sanita-organizzata-da-giunta-regionale-e-giunta-comunale\/","title":{"rendered":"Riflessioni a caldo dopo la manifestazione sulla sanit\u00e0 organizzata da giunta regionale e giunta comunale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 30 novembre non ho potuto essere in Consiglio comunale perch\u00e9 impegnato con il Festival di filosofia. Avevo chiesto altra data ma ormai, come \u00e8 costume, Giunta e Presidenza decidono senza riunire i capigruppo tenendo solo conto di scadenze che portano sempre all\u2019ultimo giorno. Ne riparleremo.  Dunque scrivo ora perch\u00e9 c\u2019era all\u2019odg del Consiglio una mia interrogazione sulla discrepanza tra la mozione sulla sanit\u00e0 approvata all\u2019unanimit\u00e0 dallo stesso Consiglio lo scorso 31 maggio e la DGR del 5 ottobre con cui la Giunta regionale ha proceduto ad una drastica operazione di riorganizzazione del sistema sanitario a fini di risparmio, che riduce i servizi in tutta l\u2019Umbria ma colpisce in particolare Orvieto, peraltro gi\u00e0 troppo sofferente.  Forse sarebbe stato utile, se avessi potuto illustrare quell\u2019interrogazione, sentire poi dalla viva voce della sindaca perch\u00e9 la decisione   della Giunta regionale si \u00e8 discostata cos\u00ec pesantemente dalle proposte che sono contenute in quella mozione del 31 maggio che esprime la volont\u00e0 unanime dei rappresentanti del popolo orvietano. Forse quella volont\u00e0 non \u00e8 stata adeguatamente rappresentata alla presidente Tesei e all\u2019assessore Coletto? O forse Tesei e Coletto non ne hanno avuto proprio nozione o, avendone, non se ne sono curati?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta di cose di poco conto. Basti dire che quelle nostre proposte contenevano indicazioni come queste: 1. ruolo di servizio interregionale degli ospedali e dei servizi sanitari territoriali delle zone di confine, come \u00e8 quella di Orvieto; 2. per l\u2019ospedale di Orvieto non basta dire che resta la previsione di un DEA di primo livello, perch\u00e9 l\u2019emergenza urgenza gi\u00e0 da troppo tempo \u00e8 restata sulla carta, mentre \u00e8 necessario inserire il nostro ospedale nel sistema provinciale Terni-Narni Amelia-Orvieto con specializzazione di funzioni, ci\u00f2 che pu\u00f2 rendere il tutto funzionale e anche attrattivo verso le zone confinanti delle altre regioni con cui fare accordi, secondo una linea di governo da regione aperta; 3. assurdo e inaccettabile sopprimere il Distretto e togliere cos\u00ec ad Orvieto ogni ruolo nella concreta gestione programmatica e amministrativa della sanit\u00e0 umbra; 4. nessuna indicazione sulla funzionalit\u00e0 delle localizzazioni delle Case della comunit\u00e0 e degli Ospedali di comunit\u00e0 e tanto meno il rapporto funzionale di questi con l\u2019ospedale territoriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque un contrasto evidente di ci\u00f2 che ha deciso la Giunta regionale rispetto alla volont\u00e0 della citt\u00e0. Se oggi fossi potuto intervenire avrei non solo chiesto ragione di questo ma del fatto che nella manifestazione di ieri pomeriggio non c\u2019\u00e8 stata non dico una giustificazione ma nemmeno un tentativo di spiegazione. Dunque parliamo anche di questa manifestazione. Uso il termine manifestazione perch\u00e9 di questo si \u00e8 trattato.  Non un incontro aperto, in cui si fanno proposte, si illustrano progetti e poi si apre un confronto con tempi e modi congrui per interventi non improvvisati. No, sequenza di interventi programmati e alle 19,20, non prevista, la possibilit\u00e0 di intervenire. Sbagliato farlo in quelle condizioni. Sono due anni che io, ma non solo io, chiedo su temi di valore generale come la sanit\u00e0 di lavorare in modo sistematico confrontandoci fin dalla scaturigine dei problemi per individuare soluzioni condivise da far valere nelle sedi decisionali. Niente, mai niente. E ieri sera <em>(29 nivembre ndr) <\/em>se ne sono viste le conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte all\u2019impoverimento dei servizi sanitari, sia ospedalieri che territoriali, che si reggono sempre pi\u00f9 sulla volont\u00e0, la competenza, la responsabilit\u00e0 e il sacrificio del personale, si \u00e8 pensato bene di organizzare una manifestazione ibrida, un po&#8217; di propaganda e un po&#8217; di informazione, ma senza dare risposte n\u00e9 alla domanda stringente di servizi, che invocavano persone in carne ed ossa, n\u00e9 alle preoccupazioni sui temi aperti (la localizzazione della Casa della comunit\u00e0 e dell\u2019Ospedale di comunit\u00e0), sul futuro del nostro ospedale (in che senso territoriale, come e quando davvero DEA di primo livello), sulla sanit\u00e0 territoriale, sul perch\u00e9 della soppressione del Distretto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla sindaca all\u2019assessore Coletto alla presidente Tesei \u00e8 tornata la citazione della pandemia e della cattiva gestione della sanit\u00e0 del precedente governo regionale per giustificare le carenze che nemmeno loro possono pi\u00f9 nascondere. E chi nega l\u2019importanza dell\u2019una e dell\u2019altra cosa?! Ma questo schermo non regge alla prova dei fatti. Le slides presentate dal Direttore De Fino conterranno pure numeri importanti sia sui concorsi e sulle assunzioni del personale, sia sui livelli statistici di assistenza, sia sugli acquisti di tecnologie pi\u00f9 moderne. L\u2019assessore Coletto avr\u00e0 pure ragione ad attribuire molti problemi di gestione della sanit\u00e0 regionale durante la pandemia al dirigismo del governo Conte e le difficolt\u00e0 attuali di liste di attesa innegabilmente pesanti ad una pesante eredit\u00e0.  Ma a entrambi bisogna chiedere come mai ai numeri e agli sforzi dichiarati non corrispondono dei servizi percepiti, e anzi corrispondono lamenti diffusi di prestazioni difficili, dilazionati, spesso impossibili, e una transumanza sanitaria verso altri territori o verso la sanit\u00e0 privata, un fenomeno diffuso, che denuncia bisogni non soddisfatti, impoverimento e abbandono individuale e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che dire poi di altri due aspetti davvero significativi, alla cui presentazione il direttore De Fino, lo ha detto lui stesso, teneva particolarmente: da una parte della citt\u00e0 il progetto architettonico di Casa della salute ed Ospedale di comunit\u00e0 nell\u2019ex Ospedale in piazza Duomo, e nella parte opposta della citt\u00e0, nell\u2019ex mensa dell\u2019ex Caserma Piave, l\u2019idea anch\u2019essa gi\u00e0 strutturata di massima di una REMS (dir\u00f2 tra poco di che cosa si tratta).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del primo progetto si pu\u00f2 dire che, se ci dovessimo fermare all\u2019aspetto architettonico, siamo di fronte ad un tentativo di rilettura dell\u2019esistente che rispetto alla destinazione sanitaria presenta spetti di reale interesse. Qualcuno si \u00e8 subito entusiasmato, perch\u00e9, ha detto, \u00e8 bello e risponde ai miei desideri e alle mie battaglie. Si, ma come si colloca nel contesto? Come funzioner\u00e0 l\u2019accesso con i mezzi pubblici e quelli privati? Dove e come i parcheggi? Quale interferenza con le necessit\u00e0 dei servizi turistici di una citt\u00e0 turistica? Soprattutto, quale relazione con le altre destinazioni degli altri complessi immobiliari, a partire proprio dall\u2019ex Piave? Niente, nemmeno un cenno di risposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del secondo, la REMS, innanzitutto si deve sapere di che cosa si tratta, per poi ragionare sulla sua compatibilit\u00e0 sia con la citt\u00e0 sia con la sua specifica localizzazione. La definizione di che cosa si tratta \u00e8 la seguente, essenziale ma chiara: \u201cLa\u00a0residenza per l&#8217;esecuzione delle misure di sicurezza, in acronimo\u00a0REMS (Residenza per l\u2019Esecuzione della Misure di Sicurezza), in Italia, indica una struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da\u00a0disturbi mentali\u00a0(infermi di mente) e\u00a0socialmente pericolosi. La gestione interna \u00e8 di esclusiva competenza sanitaria, poich\u00e9 afferenti al\u00a0<em>Dipartimento di Salute Mentale<\/em>\u00a0delle\u00a0ASL di competenza\u201d.  Non sembra una cosa buttata l\u00e0, magari ancora solo ipotizzata ma che certamente non \u00e8 stata detta in questa occasione tanto per dirla. Prima di ogni altra domanda sulle compatibilit\u00e0 occorre osservare che \u00e8 un progetto che nasce fuori dalla citt\u00e0. Dove? In Giunta regionale? In Direzione generale ASL? Nasce fuori, viene calato dall\u2019alto, viene presentato come cosa scontata senza uno straccio di discussione negli organismi di governo della citt\u00e0 e del territorio. La sindaca lo sapeva e ha dato il placet? Stando al suo post sulla sua pagina fb, certamente si. La Giunta lo ha esaminato? L\u2019assessore Mazzi lo sapeva? Il presidente Garbini lo sapeva? La maggioranza lo sapeva? Mi auguro che sentano il dovere di rispondere, perch\u00e9 questa storia che chi si alza la mattina decide che cosa deve diventare la citt\u00e0 \u00e8 ormai intollerabile. E comunque la Piave e tanto meno la citt\u00e0 non \u00e8 propriet\u00e0 privata o di una parte politica. Le destinazioni degli edifici pubblici sono questione pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un giorno arriva l\u2019assessore Melasecche e dice che, siccome alla caserma Piave non si \u00e8 capaci di fare qualcosa, allora ti\u00e8, mettiamoci le case popolari. Per fortuna in questa occasione pare che la sindaca abbia detto non se ne parla proprio. Poi ieri arriva il direttore De Fino e dice che, siccome un giorno qualcuno in Umbria decise di spendere soldi pubblici per comprare l\u2019ex mensa dell\u2019ex Piave, allora bisogna metterci qualcosa e, idea geniale, mettiamoci una bella REMS. Ma che siamo diventati?! Ecco dove si arriva quando per anni e anni si boicottano i progetti seri e si va avanti alla carlona senza uno straccio di visione di quale citt\u00e0 vogliamo e di quali soluzioni riteniamo consone, necessarie e possibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ci sono altre domande inevitabili. Una REMS, per sua stessa natura, \u00e8 compatibile con una citt\u00e0 come Orvieto? Una REMS, per sua stessa natura, quanto pregiudica o comunque condiziona le altre destinazioni dell\u2019ex caserma? Ancora una volta si ha la netta sensazione non solo di una cosa fiondata dall\u2019alto, gi\u00e0 avallata dalla sindaca e probabilmente dall\u2019amministrazione, ma comunque di cosa non studiata rispetto al contesto. Brutta sensazione, perch\u00e9 dentro un quadro in cui Orvieto conta poco o niente, subisce passivamente le decisioni e ottiene certo qualche briciola, ci mancherebbe!, e alla fine viene anche chiamata ad applaudire. Il bello \u00e8 che c\u2019\u00e8 chi lo fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Davvero le domande di fondo allora sono due: che cosa sta succedendo? dove stiamo andando? Ieri sera c\u2019\u00e8 stato un piccolo segnale di risveglio civile, seppure organizzato. Non basta. La citt\u00e0 deve ritrovare il senso di s\u00e9 stessa. L\u2019arrendevolezza non paga. L\u2019indifferenza \u00e8 deleteria. Il minimalismo \u00e8 perdente. La citt\u00e0 ormai \u00e8 di fronte a s\u00e9 stessa, al suo stesso destino: le responsabilit\u00e0 non consentono pi\u00f9 piccole furbizie o comodi nascondigli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il 30 novembre non ho potuto essere in Consiglio comunale perch\u00e9 impegnato con il Festival di filosofia. 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