Un unico numero gratuito, attivo 24 ore su 24, per ricevere assistenza e orientamento in caso di problemi sanitari non urgenti, senza doversi necessariamente recare in ospedale. Il servizio 116117 è pienamente operativo in tutta l’Umbria dallo scorso 17 settembre e ha già gestito quasi 29mila telefonate. Il servizio è stato presentato a Palazzo Donini dalla Regione Umbria e dai vertici della sanità regionale. La Centrale, affidata alla Usl Umbria 1 in qualità di azienda capofila, rappresenta il punto di accesso telefonico per chi ha bisogno di informazioni sanitarie, di un consulto o di essere indirizzato verso il servizio più appropriato.
Il percorso di attivazione era iniziato nel maggio 2026 ed è stato progressivamente esteso fino a coinvolgere tutti i 12 distretti sanitari regionali e le 41 sedi di Continuità assistenziale, collegando la Centrale con i principali servizi sanitari e sociosanitari del territorio. Il funzionamento è pensato per distinguere le situazioni che richiedono un intervento urgente da quelle che possono trovare una risposta attraverso la rete territoriale. In presenza di un’emergenza, la chiamata viene trasferita al 118. Per i bisogni non urgenti, invece, il cittadino può ricevere informazioni, un teleconsulto, essere indirizzato alla Continuità assistenziale oppure messo in contatto con i servizi competenti, dal distretto sanitario al Cup, fino ai servizi per le dipendenze e alla salute mentale.
“Il messaggio che dobbiamo fare arrivare con forza, anche spiegandolo nelle scuole e nelle comunità, è semplice: il 116117 viene prima del 118”, ha affermato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, sottolineando come il servizio possa contribuire a evitare gli accessi impropri ai Pronto soccorso e a ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere. La presidente ha evidenziato che l’attivazione su tutto il territorio regionale è stata resa possibile dalla gestione unitaria della Centrale da parte della Usl Umbria 1, con l’obiettivo di garantire una risposta omogenea agli 850mila cittadini umbri. Proietti ha inoltre ringraziato la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, per il lavoro svolto in vista dell’entrata a pieno regime del nuovo Piano socio-sanitario regionale. Il tempo medio di attesa per parlare con un operatore è attualmente di circa 50 secondi. “Il 116117 non è un semplice servizio telefonico, ma l’ingranaggio centrale di una sanità territoriale che si fa più vicina e proattiva”, ha dichiarato Donetti, richiamando il collegamento tra Continuità assistenziale, Case della comunità, medici di medicina generale e rete dell’emergenza.
La Centrale punta inoltre a rafforzare l’assistenza domiciliare, soprattutto per anziani e persone fragili. Emilio Paolo Abbritti, dirigente regionale del servizio Programmazione assistenza territoriale e integrazione sociosanitaria, ha ricordato il ruolo della rete territoriale, della telemedicina, delle Case della comunità e degli oltre 300 infermieri di famiglia. L’obiettivo è rispondere ai bisogni di salute vicino al luogo in cui le persone vivono, evitando che situazioni gestibili sul territorio finiscano impropriamente in ospedale. Secondo i dati richiamati dalla dirigente regionale Enrica Ricci, circa il 20% degli accessi complessivi al Pronto soccorso riguarda bisogni non urgenti o urgenze minori che potrebbero essere affrontati in altri contesti assistenziali. Il 116117 è stato progettato anche per favorire un utilizzo più appropriato dei servizi sanitari, riservando le strutture ospedaliere alle situazioni che ne richiedono effettivamente l’intervento.
Quasi 29mila chiamate e risposte in meno di un minuto
Dal 22 maggio al 5 ottobre sono state gestite complessivamente 28.893 telefonate. Nel 79,95% dei casi la risposta è arrivata entro un minuto. Va considerato che soltanto gli ultimi 19 giorni del periodo analizzato hanno riguardato l’attività estesa all’intero territorio regionale. La maggior parte delle richieste, pari all’87,15%, è stata indirizzata alla Continuità assistenziale. Circa l’11% delle chiamate ha riguardato richieste di informazioni, mentre l’1,41% è stato trasferito al 118.
A regime, la Centrale, con sede unica in via XIV Settembre a Perugia, gestisce mediamente circa 320 chiamate al giorno, con un picco massimo registrato di 1.124 contatti. La proiezione sui volumi stabilizzati indica un totale di circa 117mila telefonate all’anno. La durata media di una chiamata supera di poco i cinque minuti.
La domanda si concentra soprattutto nei periodi in cui diminuisce la disponibilità dei servizi ordinari. Il 52,8% delle telefonate arriva tra sabato e domenica, con una maggiore concentrazione nella fascia oraria tra le 8 e le 12. Nei giorni feriali, invece, quasi la metà del traffico giornaliero si registra tra le 20 e la mezzanotte.
I dati permettono anche di comprendere come vengono gestite le richieste che passano alla Continuità assistenziale. In media, il 36,09% dei casi viene risolto telefonicamente, con una durata di circa sette minuti. Il 55,25% richiede una visita ambulatoriale, mentre il 7,94% necessita di un intervento domiciliare.
Queste ultime prestazioni, pur rappresentando una quota minoritaria degli interventi, assorbono il 26,1% del tempo medico complessivo. Il filtro telefonico consente quindi di individuare le situazioni nelle quali la visita a domicilio è realmente necessaria, riservando le risorse ai pazienti che ne hanno maggiore bisogno.
Ora la sfida è far conoscere il numero
Con la copertura dell’intero territorio regionale, la fase successiva riguarda soprattutto l’informazione ai cittadini. Secondo i dati illustrati, il 53,8% degli utenti continua infatti a recarsi direttamente nelle sedi di guardia medica senza contattare prima la Centrale. Regione e Aziende sanitarie intendono quindi avviare una campagna di comunicazione coinvolgendo medici di medicina generale e servizi territoriali, per consolidare una modalità di accesso più semplice: prima di spostarsi, chiamare il 116117. Il servizio è gratuito, può essere contattato da telefono fisso o cellulare ed è attivo a qualsiasi ora del giorno e della notte. L’obiettivo è offrire un primo orientamento sanitario, facilitare l’accesso alle prestazioni appropriate e contribuire a ridurre gli accessi evitabili al Pronto soccorso.