L’adesione del consigliere comunale Gionni Moscetti a “Futuro Nazionale”, il movimento fondato da Roberto Vannacci, approda in Consiglio comunale. A sollevare formalmente la questione è un’interrogazione presentata dal consigliere del PD Federico Giovannini alla sindaca Roberta Tardani, che chiede chiarimenti sulla nuova collocazione politica del consigliere, eletto nella lista “Roberta Tardani Sindaco” e oggi componente del gruppo “Civitas”.
Al centro dell’atto c’è in particolare l’indicazione, riportata sul sito di Futuro Nazionale, di Moscetti come referente del “Comitato Orvieto 1863”. Un passaggio che, secondo il firmatario dell’interrogazione, non può essere considerato una questione esclusivamente personale, perché coinvolge un consigliere appartenente alla maggioranza e quindi, viene sostenuto, anche gli equilibri politici dell’amministrazione comunale.
La questione assume inoltre un rilievo particolare alla luce del ruolo ricoperto da Moscetti come presidente del GAL Trasimeno-Orvietano e delle funzioni esercitate dal Comune di Orvieto quale capofila della Zona Sociale 12, soprattutto nei settori dei servizi sociali, dell’accoglienza e dell’inclusione. Nell’interrogazione la formazione viene collocata nell’area della destra nazionalista e sovranista e viene richiamato anche il rapporto con il gruppo europeo “Europa delle Nazioni Sovrane”, al quale aderisce Alternative für Deutschland. Un riferimento che assume un significato particolare per Orvieto anche alla luce del Forum dell’Indipendenza Italiana “Orvieto ’26”, svoltosi dal 18 al 20 settembre al Palazzo del Capitano del Popolo proprio sotto l’egida di Futuro Nazionale.
È proprio sui contenuti politici del movimento che l’interrogazione chiede alla sindaca di esprimersi, con particolare riferimento a immigrazione, inclusione sociale, politiche di genere, ruolo della donna, classi differenziate e “remigrazione”. L’obiettivo è capire se l’adesione di Moscetti comporti conseguenze anche sul piano politico-amministrativo e se possa incidere sull’azione della maggioranza.
Tra le domande rivolte a Tardani c’è innanzitutto quella relativa alla conoscenza dell’adesione di Moscetti a Futuro Nazionale e alla sua eventuale comunicazione preventiva alla sindaca.
Viene poi chiesto se la nuova appartenenza politica sia compatibile con la permanenza del consigliere all’interno di “Civitas”, gruppo che lo ha portato all’elezione e che costituisce una componente della maggioranza. Nel caso in cui la compatibilità venga riconosciuta, l’interrogazione domanda se il gruppo intenda considerare compatibile al proprio interno anche la presenza di una componente legata a Futuro Nazionale. In caso contrario, viene chiesto quale sarà la collocazione politica di Moscetti.
Un altro punto riguarda il sostegno alla Giunta. L’interrogazione chiede infatti se il consigliere continuerà a sostenere l’amministrazione Tardani e, qualora ciò avvenga, se Futuro Nazionale debba essere considerato a tutti gli effetti parte della maggioranza. Da qui la richiesta di una eventuale verifica politica in Consiglio comunale.
Particolare attenzione viene riservata anche alle possibili ricadute sulle politiche comunali e della Zona Sociale 12. L’interrogazione chiede alla sindaca quali effetti possa avere la nuova collocazione politica di un consigliere di maggioranza sulle politiche relative all’integrazione, alle pari opportunità, al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere, ai servizi educativi e ai servizi rivolti alle donne.
Un ulteriore capitolo riguarda direttamente il Forum di Orvieto. Si chiede infatti se il Comune abbia concesso all’iniziativa del 18-20 settembre spazi, patrocini, contributi o altre agevolazioni e, in caso affermativo, sulla base di quale istruttoria amministrativa.
Ecco il testo integrale dell’interrogazione
Al presidente del Consiglio comunale di Orvieto
Dott. Stefano Olimpieri
Al sindaco del Comune di Orvieto
Dott.ssa Roberta Tardani
INTERROGAZIONE
OGGETTO: adesione del consigliere Gionni Moscetti (gruppo “Civitas”) a “Futuro Nazionale con Roberto Vannacci”. Ricadute sulla maggioranza e sugli indirizzi dell’amministrazione in materia di integrazione, inclusione sociale, politiche di genere e diritti delle donne.
PREMESSO CHE
il sito web di “Futuro Nazionale” indica il consigliere comunale Gionni Moscetti quale referente del Comitato Orvieto 1863;
il consigliere Moscetti è stato eletto nella lista “Roberta Tardani Sindaco”, oggi gruppo “Civitas”. Il gruppo è la componente più numerosa della maggioranza e si è presentato pubblicamente come espressione dell’area moderata del centrodestra cittadino;
“Futuro Nazionale”, fondato da Roberto Vannacci il 3 febbraio 2026, è collocato nell’area della destra radicale nazionalista e sovranista. In sede europea aderisce al gruppo costituito su iniziativa di Alternative für Deutschland. Il senatore a vita Mario Monti vi ha pubblicamente ravvisato la ricostituzione della narrativa, della retorica e dello spirito del fascismo. Secondo gli organi di informazione, sul movimento sono stati depositati esposti anche con riferimento alla legge Scelba;
dal 18 al 20 settembre 2026 il Palazzo del Capitano del Popolo ha ospitato un forum promosso sotto l’egida di “Futuro Nazionale”, con una delegazione di AfD e sessioni dedicate, tra l’altro, alla cosiddetta “remigrazione”. Questa prospettiva è difficilmente conciliabile con gli artt. 2, 3 e 10 della Costituzione;
CONSIDERATO CHE
Orvieto custodisce la memoria dei Sette Martiri di Camorena: Alberto Poggiani, Amore Rufini, Ulderico Stornelli, Federico Cialfi, Raimondo Gugliotta, Raimondo Lanari e Dilio Rossi, fucilati dai nazifascisti il 29 marzo 1944. A quella memoria il Sindaco rende omaggio ogni anno a nome dell’intera comunità, e ne fa così il fondamento dell’identità civile della città;
l’adesione di un consigliere di maggioranza a una formazione nazionale non è un atto privato. Essa incide sul perimetro politico della coalizione e quindi sull’indirizzo dell’ente, anche per le funzioni che il Comune esercita come capofila della Zona Sociale 12 in materia di servizi sociali, accoglienza e inclusione;
in assenza di una presa di posizione della Sindaca, il silenzio rischia di essere letto come avallo di tesi politiche escludenti sul piano etnico e culturale, regressive sui diritti delle donne e distanti dal patrimonio democratico e antifascista della città.
Si chiede alla Sindaca per sapere
se fosse a conoscenza dell’adesione del consigliere Moscetti a “Futuro Nazionale” e se questa le sia stata preventivamente rappresentata;
se tale adesione sia compatibile con la permanenza del consigliere nel gruppo “Civitas”:
in caso positivo, se “Civitas” ne condivida la doppia appartenenza, accogliendo di fatto al proprio interno una componente di “Futuro Nazionale”;
in caso negativo, se il consigliere uscirà dal gruppo e con quale collocazione;
in ogni caso, se gli altri componenti di “Civitas” intendano dichiarare formalmente la propria estraneità al programma di quella formazione;
se, in entrambe le ipotesi, il consigliere Moscetti continui a sostenere la Giunta. In caso affermativo, si chiede se “Futuro Nazionale” debba considerarsi parte della maggioranza, come cambi di conseguenza l’indirizzo politico della Giunta e se la Sindaca intenda riferirne al Consiglio con una verifica di maggioranza;
se la Sindaca condivida o meno gli indirizzi di “Futuro Nazionale” su ruolo della donna e politiche di genere, inclusione sociale, classi differenziate, immigrazione e “remigrazione”, e se intenda dichiararlo formalmente in Consiglio. Si chiede inoltre quali effetti ritenga che l’adesione possa avere sulle politiche comunali e di Zona Sociale in materia di integrazione, pari opportunità, contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere, servizi educativi e servizi rivolti alle donne;
se e a quale titolo il Comune abbia concesso al forum del 18-20 settembre spazi, patrocini, contributi o agevolazioni, e su quale istruttoria;
se intenda sottoporre al Consiglio un atto di indirizzo, in continuità con la memoria dei Sette Martiri di Camorena, che riaffermi senza ambiguità i principi costituzionali e i valori dell’antifascismo, dell’inclusione e della parità come criteri vincolanti dell’azione amministrativa.
