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Caldo estremo, stop al lavoro all’aperto nelle ore più critiche: la Regione amplia le tutele

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Di fronte al protrarsi dell’ondata di calore che sta interessando anche l’Umbria, la Regione rafforza le misure a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori esposti alle alte temperature. Con una specifica ordinanza in materia di igiene e sanità pubblica, valida fino al 15 settembre 2026, viene infatti ampliato il perimetro delle attività interessate dalle limitazioni previste nei giorni caratterizzati da un elevato rischio climatico. Il provvedimento, predisposto con il supporto tecnico della Direzione regionale Salute e Welfare, vieta lo svolgimento delle attività lavorative dalle 12.30 alle 16 nelle giornate e nelle aree in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisicamente intense.

A spiegare le ragioni dell’intervento è la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

“La Regione Umbria rafforza le tutele contro il caldo estremo e mette al centro la sicurezza di lavoratrici e lavoratori. Proteggere chi lavora significa proteggere la salute dell’intera comunità. Per questo invitiamo tutti i cittadini a seguire le misure di prevenzione e a consultare gli aggiornamenti disponibili su Umbria in Salute, soprattutto nelle giornate caratterizzate da temperature elevate e rischio sanitario più alto”.

Secondo la presidente, l’attuale situazione climatica richiede una particolare attenzione da parte delle istituzioni e delle imprese. “L’ondata di calore anomala di questi ultimi giorni e il cambiamento climatico incidono direttamente sulla salute, sull’organizzazione del lavoro e sulla sicurezza nei luoghi produttivi. Le alte temperature, l’umidità e l’esposizione prolungata al sole espongono lavoratrici e lavoratori a stress termico, colpi di calore e infortuni”.

L’ordinanza estende le misure già previste per il settore agricolo, florovivaistico e per i cantieri edili all’aperto anche alle attività estrattive nelle cave, alla logistica limitatamente ai piazzali destinati in via esclusiva e permanente al deposito delle merci e al settore delle consegne effettuate con biciclette o mezzi a pedalata assistita. Particolare attenzione viene riservata proprio ai rider e agli addetti alle consegne. Il documento regionale stabilisce infatti che il rischio derivante dalle alte temperature debba essere considerato nei criteri utilizzati per definire tempi di consegna e distanze da percorrere, prevedendo anche eventuali adeguamenti degli algoritmi utilizzati dalle piattaforme digitali. Il tutto senza conseguenze negative per i lavoratori sotto il profilo economico o reputazionale.

“È un punto di civiltà del lavoro. La tecnologia deve servire la persona, non esporla a rischi ulteriori. Nessun lavoratore deve essere penalizzato perché vengono applicate misure necessarie alla tutela della salute”, sottolinea Proietti.

L’ordinanza contiene inoltre una raccomandazione rivolta ai Comuni affinché valutino eventuali deroghe temporanee ai regolamenti sulle emissioni acustiche. L’obiettivo è consentire alle imprese di spostare alcune attività nelle ore più fresche della giornata, compatibilmente con le condizioni locali. “La sicurezza richiede collaborazione. Regione, Comuni, imprese, organizzazioni sindacali, datori di lavoro e cittadini condividono una responsabilità comune. La prevenzione è la strada per costruire ambienti di lavoro più sicuri e territori più resilienti. L’Umbria sceglie di tutelare il lavoro, proteggere la salute e accompagnare le comunità dentro una fase climatica che richiede attenzione e responsabilità”, conclude la presidente della Regione.

Il provvedimento si inserisce nel quadro delle misure di prevenzione sanitaria adottate per fronteggiare gli effetti delle temperature estreme, un fenomeno che negli ultimi anni sta assumendo carattere sempre più frequente e intenso anche sul territorio umbro.